Cose da fare nella vita (Bucket list)

Sì, viaggiare… Road trip in Transilvania

imageIl Castello di Dracula

“Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo…”

Quando si tratta di vacanze gli italiani sono piuttosto abitudinari: vale ancora la vecchia canzoncina “stessa spiaggia, stesso mare”.

Io, però, ho sempre bisogno di cambiare e negli ultimi anni sono andata un po’ controcorrente e fatto scelte per alcuni discutibili (ehm, per esempio lasciare il lavoro e viaggiare per un mese in Indonesia), ma che avevano assolutamente senso per la sottoscritta.

Che dire, la vita è una e le opinioni degli altri contano fino a un certo punto (a questo rigurardo leggi il mio articolo sui 30 anni).

Ma non divaghiamo!

Una meta alternativa

Questa primavera ho cambiato città, casa, lavoro e, come se non bastasse, ho anche deciso di sbarrare una nuova esperienza dalla mia bucket list: fare un road trip in Transilvania.

Un viaggio non è la stessa cosa di una vacanza.

Quando si viaggia si scoprono e si imparano molte cose nuove e, secondo molti scrittori, fiosofi e scienziati, il succo per una vita felice sta proprio nella possibilità di imparare continuamente.

Un po’ come fanno i bambini quando iniziano a scoprire e sperimentare col mondo, nella nostra quotidianità dovrebbe esserci sempre un po’ di spazio per le novità, le sfide, il gioco, i cambiamenti e tutto ciò che tiene in esercizio il cervello e allarga i nostri orizzonti.

Certo, puoi imparare anche standotene in casa davanti al computer e facendo un corso, partecipando a un evento o in altri modi che non richiedano di spostarsi, ma non è la stessa cosa.

Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti od ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.

Un grande classico delle citazioni, di Henry Ford.

Perché la Transilvania?

Pur essendo molto turistica, la Transilvania non è una meta così comune per l’estate. Personalmen

Sibiu

te ne sono sempre stata affascinata, indubbiamente per via dei libri letti durante d’infanzia e per quell’aurea di magico e fiabesco che ho sempre attribuito alla zona.

A parte tale aurea, ammetto che prima di partire della Romania sapevo ben poco.

Viaggiare, ottima medicina

Questo viaggio mi ha fatto capire quanto le nostre teste siano piene di pregiudizi e stereotipi, pur quando ci riteniamo persone aperte poco inclini a cadere nella trappola.

Onestamente? Fino alla partenza mi sono dimostrata una totale ignorante:

  • Non sapevo che la Romania non fosse all’interno dell’area Schengen e mi sono irritata per la fila al controllo passaporti in aeroporto (per mia discolpa mi ero alzata alle 4:00).
  • Non mi era molto chiara la geografia del paese.
  • Mi aspettavo un paese molto più povero. Non è certo la Norvegia, ma le mie aspettative erano molto diverse. La Transilvania è la zona più ricca e turistica del paese e anche di questo ero ignara (no, non mi ero preparata e ogni tanto va bene così 😉 ).
  • Avevo qualche dubbio sulla sicurezza personale, sicuramente alimentate da anni di brutte notizie sui giornali italiani (e qui non posso proprio negare di essere precipitata in uno strapiombo di stereotipi e pregiudizi, me ne dolgo profondamente).
  • Non mi aspettavo una capitale così piena di giovani e vita.

Ho letto un articolo di recente che conferma che Bucarest si sta popolando di artisti che rientrano dall’estero e danno vita a inziative culturali.

Indubbiamente il paese ha un governo molto corrotto (senti chi parla!) e i giovani artisti si trovano davanti parecchi ostacoli (burocrazia in primis), però il fermento attuale fa ben sperare. Da notare che convivono tranquillamente edifici sovietici che sembrano dover crollare da un momento all’altro con bar modernissimi che ricordano le zone più cool di Berlino.

On the road

viaggiare
L’itinerario su Google

Viaggiare in macchina mi ha permesso di fare un bell’anello e dare un primo assaggio: Bucharest – Sinaia – Brasov – Bran Castle – Sighisoara – Sibiu – Transfăgărășan Road – Bucharest.

Come immaginerai il luogo che attendevo di visitare con ansia è il castello di Bran…

 

Il castello di Dracula

Il celebre castello di Bran altro non è che il luogo che Bram Stoker ha scelto per l’ambientazione del romanzo “Dracula”.

Il personaggio del conte si ispira alla figura storica di Vlad III l’Impalatore, da cui si è sviluppata non solo questa leggenda in particolare, ma proprio l’onnipresente figura del Vampiro (da notare che i rumeni associano la figura di Vlad III alla resistenza contro gli invasori turchi più che ai vampiri).

Insomma, un solo libro ha generato un curioso miscuglio di immaginazione e realtà, mito e leggende, che si è diffuso in tutto il mondo a partire dagli splendidi Carpazi.

E, certamente, non c’è niente di più fiabesco dei castelli medievali della Transilvania e di quelle foreste, popolate da lupi e orsi, tra le più selvagge e intatte d’Europa, seppur minacciate dal disboscamento.

Ispirazione

I Carpazi

Questo viaggio spero non sia altro che un assaggio, perché ci sarebbero molti altri luoghi da visitare in Romania. Per il momento è stato già abbastanza per colmare qualche mia lacuna geografica/storica, invertire la rotta su pregiudizi e stereotipi e darmi l’ispirazione… eh già, ho in mente una storia. Chiassà cosa ne uscirà…

A scrivere l’articolo mi è già tornata voglia di viaggiare.

Fammi sapere se hai viaggi in programma e dove ti piacerebbe andare! Sai bene che sono curiosa 🙂

Non dimenticare di condividere l’articolo e seguirmi sui social.

 

 

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