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Pensieri sciolti

2018 L’anno che verrà

“Tendiamo a sopravvalutare ciò che possiamo fare in un giorno e sottovalutare cosa possiamo fare in un anno”

Il 2017 è stato un anno di viaggi (tantissimi) e cambiamenti (nuova città, nuovo lavoro, amicizie ecc.). Stavolta mi riesce facile tirare le somme perché sono stati 12 mesi piuttosto sorprendenti.

Ma in base a cosa si può giudicare un anno?

Non so tu, ma a me interessa il percorso svolto. Mi interessa capire se sono “cresciuta” o meglio maturata (2017 anno dei 30), dillo come ti pare!

Mi interessa sapere se nel mio anno c’è stato un po’ di spazio per avventure, viaggi, novità, apprendimento, sfide.

Mi interessa capire se ho imparato a conoscermi e perfino a reagire meglio, quel tanto che basta, in situazioni in cui solitamente sono troppo aggressiva o permalosa.

Mi interessa sapere se ho saputo gestire la mia ansia e le mie paure, o se perlomeno ci ho provato.

In base a questa lista, il 2017 è stato un anno molto positivo. Ovviamente avrei potuto viaggiare di più, osare di più, imparare ancora di più, scrivere di più, di più, di più…

Ehi, se questi sono anche i tui pensieri è l’ora di bloccarli. Ignorali. Di più non conta, conta se l’hai affrontato meglio del precedente.

C’era una volta

A dicembre 2016 avevo scritto la mia lista di obiettivi basandomi sul metodo scritto qui e, anche se molti non sono stati raggiunti, posso ritenermi soddisfatta.

Scriverli mi ha aiutata a impegnarmi e a ricordarmi delle priorità che mi ero data.

Volevo trasferirmi e ho scelto Berlino. Volevo finalmente fare quel viaggio di un mese nel Sud-est asiatico che posticipavo da anni e a fine aprile sono rientrata in Italia piena di ricordi. Volevo…

Avevo obiettivi finanziari, sportivi, lavorativi, suddivisi in varie categorie. Insomma, avevo organizzato bene la cosa e quando è stato il momento di fare una valutazione sono stata molto comprensiva con me stessa.

Anche nel caso di obiettivi miseramente falliti (vedi obiettivi finanzari :D).

Una cosa che ho imparato a fare con gli anni è proprio mantenere un atteggiamento più positivo e flessibile verso me stessa. Fino a prova contraria la mia prima fonte di ansia sono io stessa.

L’anno che verrà

E per il 2018?

2018 anno che verrà

Avevo tanta voglia di pormi degli obiettivi l’anno scorso quanta ne ho quest’anno di lasciar perdere!

Ci sono indubbiamente delle cose che vorrei fare, perché so che mi daranno soddisfazione. Alcune erano previste nel 2017, ad esempio correre una mezza maratona, ma non ci sono riuscita e dunque le ripropongo volentieri.

Senza stress, questo nuovo anno.

Forse ne includerò anche altre, ma per lo più voglio che il prossimo sia un anno più spontaneo, con l’unico obiettivo di lavorare su me stessa giorno per giorno, senza grandi progetti.

Voglio che scivoli via in modo fluido, per quanto possibile.

E tu?

Fammi sapere nei commenti, ormai lo sai che sono curiosa!

Ti lascio con un grande classico…

Ma la televisione

ha detto che il nuovo anno

porterà una trasformazione

e tutti quanti stiamo già aspettando

 

 

Che ansia!

6 trucchi per sconfiggere l’ansia da rientro

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Ansia da rientro

Che brutta cosa tornare e sentirsi invadere da quello strano malessere, senza saperlo neanche bene identificare… no, non è solo malinconia, né fretta di riadattarsi e riprendere il ritmo abituale.

Si tratta di qualcosa di più subdolo: si chiama ansia da rientro.

Non alzare il sopracciglio, il termine non l’ho mica inventato io! Se cerchi su google troverai articoli interi sull’irritabilità, lo stress, la fatica di rientrare in quella, che per molti, è l’asfissiante ruota del criceto.

Ansia da rientro dalle ferie o da un viaggio intenso, ma anche (si spera di no!) dall’ospedale, da un periodo di riposo… in generale da qualsiasi cosa rappresenti uno stacco dalla routine.

Immagina

Hai finalmente fatto quel viaggio che intendevi fare da tempo… un periodo più o meno lungo di avventure, esperienze, scoperte. La tua mente è stata sempre concentrata sul momento presente. Non ha avuto tempo di perdersi in ansie, paura, costruzioni mentali inutili su futuro e passato. C’era solo il presente.

Poi, improvvisamente, è giunta l’ora di rientrare.

Il senso di fare un viaggio o di prendersi un periodo di stacco sta proprio nell’interrompere la quotidianità e tutto ciò che è conosciuto e scontato, ma presto o tardi dovrai tornare, caro mio!

ansia da rientro
Come si potrebbe mai voler lasciare un posto così?!

E, se sei un ansioso, molto probabilmente troverai la cosa difficile: riorganizzarsi e riabituarsi alla normalità appare come un compito estenuante.

Ah, tornare…

Mi è successo proprio in questi giorni, appena sono rientrata da un’esperienza splendida: un mese zaino in spalla in Indonesia.

Non ricordo di aver mai avuto ansia mentre mi trovavo là, a parte gli ultimissimi giorni, in cui si è fatto strada proprio quel diffuso malessere.

Ho provato a cambiare il volo di rientro, ma ormai era tardi per questo tipo di intervento. Ho provato anche a organizzare schematicamente le cose da fare al rientro, in modo da non farmi travolgere dall’ansia. Un po’ è servito, ma giusto per limitare l’ansia, non per eliminarla del tutto.

Infine, ormai a casa, è bastato poco per scombussolarmi.

Basta un attimo per finire preda dell’ansia, intrappolati in una rete di pensieri e sensazioni sgradevoli. Come fare in questi casi? Riadattarsi non è facile.

Sarà l’ambiente circostante, un ambiente in cui abbiamo già provato ansia, che fa scattare automaticamente queste sensazioni, o è una cosa indipendente dal luogo e che dipende dalle nostre aspettative irrealistiche sul rientro?

O magari è solo che non vorremmo essere di nuovo a casa e dobbiamo farci una sorta di violenza mentale per tornare a incastrarci nel quotidiano, da qui lo sfogo dell’amica ansia, che invade la mente per dirci che staimo facendo una sciocchezza.

Robot all’azione

Le menti ansiose amano programmare perché dà stabilità, salvo poi andare in panico perché una programmazione eccessiva non permette di stare al passo con le aspettative.

Un bel corto circuito.

Non importa che si tratti di liste mentali, appunti chilometrici, cose semplici come andare dal dentista o più complicate come cambiare casa ecc., quando bisogna abituarsi a rientrare nella routine l’ansia da rientro è felicissima di tormentarci.

Che fare?

Conviene innanzitutto procedere con calma. Più facile a dirsi che a farsi, come sempre 😀

Ecco alcune soluzioni utili:

fai liste essenziali e ordinate, non perderti a scrivere sciocchezze/ovvietà. Poi fammi sapere, io su questo punto sbaglio sempre. Scrivo liste ovunque, caotiche e piene di cose inutili che fanno, indovina un po’, solo venire ansia!!!

suddividi le cose da fare in blocchi di 10/15 minuti e dedicati ad una cosa per volta. L’altro giorno avrò cominciato non so quante attività diverse senza finirne una e, guarda caso, alla fine ero nel caos.

fai prima le cose più noiose e apparentemente insignificanti, quelle che richiedono un minimo sforzo ma che non ti prendi mai la briga di fare (suvvia, che ci vuole a chiamare il dentista per prendere un appuntamento!? Sì, hai ragione, infatti tra un attimo lo chiamo…)

non rimandare le cose a cui tieni e che rischiano di essere posticipate alle calende greche, per esempio sistemare le foto. Più avanti, se non te ne sarai occupato, ti dispiacerà e ti sentirai in colpa.

stabilisci delle tempistiche realistiche! Ah, questa non ti piace, vorresti avere tutto sotto controllo entro mezza giornata, forget about it.

l’ultimo consiglio, ma il più importante. Sii indulgente. L’ansia è spesso la migliore amica del perfezionismo più agguerrito, se smussi gli angoli e abbassi l’asta di aspettative/doveri/responsabilità anche la tua ansia si ritirerà un po’ nel suo angolino. Da bravo, impara ad essere più paziente.

Inoltre, nel caso tu stia veramente facendo fatica a riadattarti alla normalità e la vocina nel tuo cervello ti stia gridando come un’ossessa “ma cosa ci faccio quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?!”, l’intervento urgente che ti suggerisco è quello della meditazione.

Ti aiuterà a calmarti e rimetterà le cose in prospettiva.

coraggio

Ogni cambiamento può essere portatore d’ansia, ci sono perfino persone che proprio per questo motivo non amano affatto andare in vacanza, partire per posti sconosciuti o partecipare ad attività che esulino dal conosciuto.

Se invece sei un’entusiasta, ma poi accusi l’ansia da rientro, fatti coraggio, con qualche trucchetto andrai alla grande.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, tienilo presente in caso tu debba affrontare a breve una fase di assestamento.

L’ansia da rientro si può tenere sotto controllo e, dopotutto, perché preoccuparsi? Ti rimando a questo breve video in inglese (tranquillo, è facile facile e dura un minuto), che con la sua semplice ironia può aiutarti a superare il trauma da rientro.

Fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto! Sarei curiosa di sapere se anche tu soffri di ansia da rientro e se, soprattutto, alcuni dei punti menzionati sopra ti sono stati utili.

Se ti interessano altri articoli sull’ansia ti rimando alla sezione dedicata del blog, buona lettura.

Crescita personale

gestione del tempo: prova la matrice Eisenhower!

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Oh, che meraviglia, oggi iniziamo ad affrontare uno dei temi cardine della crescita personale: la gestione del tempo. In poche parole tratteremo di quanto sprechiamo il nostro tempo e di quanto ci piace lamentarci che le giornate non sono abbastanza lunghe!

Noooo, oggi ho fatto tutto tranne quello che avevo intenzione di fare!

Tagliaaaategli la testa!

Social, pigrizia, disorganizzazione… chi sono i colpevoli?

Gli italiani, secondo uno studio recente (se ti piacciono le statistiche clicca qui), passano ben due ore al giorno sui social media. Mica poco! Del resto tra una cosa e l’altra apri Facebook, poi Instagram e… caspita, in 40 minuti sono passato da video sui panda ad articoli di cronaca nera, come mi sento arricchito! 😉

Già, se a fine giornata fai la somme ti si rizzano i capelli. 

Va bene, non hai fatto ciò che volevi fare, ma magari non è stata colpa dei social o di altre attività inutili e improduttive. Magari sono semplicemente successi degli imprevisti…

Oh, mi sa che ti ho già perso, perché può darsi che tu non ti renda neanche conto di come sfrutti le ore della tua giornata! TIC TAC, finisci come il Bian Coniglio: sempre di corsa e sempre un po’ isterico, perché la gestione del tempo è un concetto astruso per te. Non disperare.gestione del tempo

Non intendo trattenerti ancora, qua sotto ti propongo uno strumento utilissimo che puoi sfruttare per capire come utilizzi il tempo. La parola chiave è consapevolezza: una volta che avrai capito cosa non funziona avrai la possibilità di intervenire o meno e, in caso, decidere come e dove intervenire.

La griglia magica

Negli anni ‘50 il generale Eisenhower ha inventato un’apposita  matrice per la gestione del tempo, suddivisa in 4 sezioni: urgente, importante, non urgente e non importante. Si rivela particolarmente utile in ambito aziendale e lavorativo, ma si può applicare anche a livello personale.

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Foto dal sito Mokabyte.it

In ogni quadrante scrivi le attività che riempiono le tue giornate. Ce ne sono alcune che non sono importanti e non apportano alcun beneficio personale, ma che dobbiamo svolgere urgentemente, così come ce ne sono altre che sarebbero importanti per la nostra crescita personale, ma che regolarmente posticipiamo.

La casella da cui ti devi guardare maggiormente è la quarta, non urgente e non importante. Purtroppo quasi sempre le brutte abitudini rientrano proprio qui, utilizzo eccessivo dei social incluso.

La casella che mi sembra senz’altro più importante è quella relativa ad attività non urgenti, ma importanti. Finire un corso online che ti serve per migliorare delle competenze, iniziare un progetto a cui tieni, iscriverti in palestra potrebbero essere tutte cose a cui tieni, ma che non essendo urgenti non riesci a concretizzare.

Per quanto mi riguarda sicuramente passo troppo tempo sui social e ne perdo parecchio in attività che non sono né urgenti né importanti, ma fanno parte della vita quotidiana (la mattina ad esempio vorrei essere più veloce!).

Robot

Chiaramente questa tabella non serve per trasformarti in un robot efficiente che non perde neanche un minuto del suo tempo. Come dicevo, lo scopo principale è renderti consapevole dell’utilizzo che fai del tuo tempo, perché potrebbe bastare un intervento anche piccolo (delegare una cosa non urgente né importante sul lavoro) per farti sentire più sereno.

Detto ciò, “sprecare” del tempo e annoiarsi non è sempre negativo, anzi, a volte ne abbiamo bisogno. Pensa ai bambini, è importante che a volte abbiano dei tempi morti, perché devono imparare a stare da soli e non ad avere sempre un adulto a disposizione per intrattenerli o riempirgli la giornata di attività.

In poche parole, usa la matrice per migliorare la tua vita e cambiare piccoli dettagli che ti rendono insoddisfatto, ma non pretendere di avere sempre tutto controllo.

Se ti interessa saperne di più sulla matrice di Eisenhower e la gestione del tempo questo è un articolo dettagliato che ho trovato a proposito, da cui puoi anche scaricare la tabella.

Gestione del tempo: work in progress

Spero che questo articolo ti abbia fatto riflettere e capire che, come in molti aspetti della vita, tu hai la possibilità di scegliere come organizzarti e a cosa dare la priorità.

Scrivi nei commenti se la matrice ti è stata utile!

Crescita personale

perché dovresti seguire dei corsi online!

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Non perdiamo tempo e passiamo subito al sodo: mai pensato di fare dei corsi online?

Fino a pochi anni fa non esisteva la possibilità di imparare sul web con corsi interamente gratuiti e realizzati da professori di un certo livello, ma oggi le cose sono cambiate, olé!

Ciò non vuol dire che l’università stia perdendo importanza, tutt’altro. I corsi online ti offrono la possibilità di ampliare le competenze e approfondire argomenti che magari in aula erano stati trattati un po’ di fretta.

Rivoluzione!

Questi corsi stanno aprendo le porte a una vera e propria rivoluzione nel campo dell’istruzione e, anche se al momento non vengono riconosciuti, salvo rarissimi casi, in futuro potrebbero esserlo.

Sapevi, ad esempio, che il celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology) o l’Università di Stanford offrono diversi MOOC (Massive Open Online Courses – corsi online aperti a tutti)?

Ciò vuol dire che chiunque abbia una connessione internet può acquisire nuove conoscenze senza dover spendere un centesimo per rette universitarie da capogiro o affitti esagerati, volendo neanche per carta e penna 😉

Dove trovo questi corsi online?

Su internet puoi trovare corsi di ogni tipo, dalla programmazione alla meditazione buddista-tibetana. No, non sto scherzando, si trova davvero di tutto.

I portali più diffusi sono facilissimi da usare, permettono di gestire l’apprendimento in maniera autonoma, scegliendo come e quando seguire il corso, e mettono a disposizione sia corsi gratuiti, sia altri con prezzi variabili (sempre accessibili). Puoi anche interagire facilmente con gli insegnanti e, se hai delle competenze, puoi realizzare tu stesso dei video da mettere a disposizione per gli altri. Perché no?!

Ecco alcune delle piattaforme più celebri:

Uno dei portali più interessanti è Khan Academy, realizzato dall’omonima ONG californiana che offre corsi interamente gratuiti.

Il fondatore stava spiegando alla nipote alcuni concetti di matematica e ha avuto il classico momento lampadina: perché non creare dei video per spiegare in modo semplici le materie scolastiche a tutti i ragazzi d’America? Oggi Khan Academy è cresciuta parecchio e vanta sostenitori come la Bill&Melinda Gates Foundation. La mission aziendale è rendere un buon livello d’istruzione accessibile a tutti, ovunque.corsi online

In Italia c’è invece Oil Project, con lezioni che spaziano dalla letteratura alla fisica.

Un mondo a disposizione, ma…

Può essere che il tuo CV venga scartato perché gli manca un po’ di pepe?

Quante volte realizzi che migliorare in un certo ambito, ad esempio nell’utilizzo di powerpoint, o ampliare le tue competenze linguistiche, potrebbe esserti utile?

Adesso la domanda scomoda: quante volte, però, passi effettivamente all’azione?

Oggi abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo come internet, ma non si può dire che lo sfruttiamo al meglio. So bene che la routine ha spesso la meglio, che il tempo manca, che vorresti ma poi finisci per rimandare… LO SO.

Tuttavia, questi corsi sono molto brevi, ti basterebbe un’oretta per completarne molti. Non converrebbe spegnere la tele e fare qualcosa di utile una volta a settimana?

I vantaggi sono enormi:

  • puoi ampliare le tue conoscenze in qualunque settore
  • stimolare il tuo cervello appisolato per troppa tv/smartphone/video idioti su youtube
  • imparare qualcosa di utile senza fretta né ansia
  • svagarti in modo costruttivo
  • scoprire alternative e magari ritrovarti con un’idea geniale in testa!

l’altro lato della medaglia

  • quando non c’è nessuno che ci stressa o nessun esame in arrivo tendiamo a rilassarci troppo. Sforzati di non abbandonare a metà, porta a termine il corso!
  • anche il fatto che siano gratuiti può rivelarsi controproducente: se non l’ho pagato e resta sempre a disposizione posso seguirlo più avanti! Meglio darsi una scadenza.

Personalmente utilizzo abbastanza Udemy. Per darti un’idea di cosa si può trovare, ti dico solo che recentemente sono incappata in un corso di pochi minuti sul portale Curious. Un corso così inusuale che non sono riuscita a resistere: come realizzare un rifugio nel bosco quando non si ha con sé alcuna attrezzatura!

trucchetto

Per non abbandonare un corso cerco di salvare tra i “desiderati” solo quelli che realmente mi interessano. Quando ne inizio uno nuovo prendo appunti e provo a darmi una scadenza precisa. Inoltre, scelgo sempre corsi online che non siano troppo lunghi e in cui chi espone abbia un tono di voce vivace e una dizione chiara.

Mi è capitato di seguire un corso interessantissimo sulla creatività, ma l’oratore era talmente pesante che è stato impossibile finirlo.

Che siate demoralizzati (ci sono corsi anche su salute e benessere) o vi troviate da soli in un bosco, sappiate che i corsi online possono salvarvi la vita! E poco importa quale scegli, l’importante è utilizzare il tempo per qualcosa di utile e per smuovere un po’ i tuoi neuroni! Del resto non puoi sapere quando o come le competenze acquisite, per quanto bizzarre, si riveleranno utili.corsi online

Sarebbe un peccato non sfruttare tutto questo materiale che aspetta solo te!

Ci lamentiamo sempre di tutto, a volte a ragione te lo concedo, ma altre dimostriamo solo di essere pigri quando c’è da passare all’azione.

Il destino è nelle nostre mani. Se non abbiamo successo la colpa è nostra.

Elon Musk

Attenzione, qui con successo non voglio proprio che tu intenda fare una barca di soldi e passare le giornate col jet-set internazionale. Intendo rinunciare a qualcosa a cui tieni senza neanche provare, per mancanza di motivazione, per pigrizia, o semplicemente perché hai paura di fallire. Perfino più probabile, perché stasera c’è un bel film in tv, allora guardo quello, posso imparare qualcosa più avanti…

riflessione finale

Non vorrei essere stronza e farti venire i sensi di colpa (stile madri anni ’80 sui bambini che muoiono di fame in Africa), ma sappi che 60 milioni di bambini nel mondo non hanno accesso all’istruzione di base (dati Save the Children).

Ho lavorato coi rifugiati siriani in Turchia e ricordo bambini di 10 anni che non sapevano né leggere né scrivere nella loro lingua madre. Si affollavano intorno alle mie colleghe egiziane, che cercavano di insegnargli l’alfabeto arabo. La guerra li ha beccati proprio in età scolare. A loro non dispiacerebbe avere un computer personale da usare per seguire dei corsi.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e non sentirti in colpa, hai sempre tempo per imparare a farti un rifugio nel bosco 😉

Crescita personale

Riflessioni di fine anno: 7 domande da farti

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Nuovo inizio?

Le feste natalizie si avvicinano e così anche il 31 dicembre, che lascerà spazio ad un nuovo ciclo… eh già, è arrivato il momento di fare alcune riflessioni di fine anno!

Come ogni dicembre, in molti si dedicano ai grandi propositi, prontamente dimenticati qualche settimana dopo. Sono certa che anche tu, almeno una volta, avrai fatto una bella lista di obiettivi da raggiungere durante il nuovo anno o di esperienze che ti sarebbe piaciuto fare. Sei riuscito a portare a termine le sfide che ti eri prefissato di affrontare? Sei stato costante? O anche tu sei tra coloro che arriveranno al 30 dicembre dell’anno dopo lamentandosi che, anche stavolta, il tempo è passato troppo in fretta?

Vuoi sapere qual è il guaio? È semplicissimo: tutti pensano che pianificare per l’anno successivo e dedicare del tempo alle riflessioni di fine anno sia una cosa da nerd, da persone quadrate e poco creative, da maniaci del controllo che hanno bisogno di organizzare tutto in anticipo altrimenti entrano in panico. Sbagliatissimo!

Fermarsi un attimo a riflettere vuol dire prendersi il tempo di rallentare, per ripensare ai bei momenti passati ed esserne grati, ma anche e soprattutto ai momenti negativi. Sicuramente ci avranno insegnato qualcosa, ma come fare affinché non si ripetano più?

Fermati, rallenta, ricorda, rielabora, sorridi e…

Un altro anno è passato, hai imparato qualcosa? Hai dato importanza alle cose giuste e dato invece il giusto peso al resto? Sei stato presente nella vita di coloro di cui ti importa? Vola il tempo, eh?! Adesso che ti fermi un attimo a riflettere questo pensiero colpisce con ancora più forza. Non siamo qui per sempre e a pensarci fa paura, ma puoi considerare questa scadenza come una bella spinta per darti la motivazione giusta.

Decidi, adesso, come vuoi che sia il tuo 2017. Ci sono cose che magari tra un anno non potrai più fare, per mille motivi. Si tratta di un pensiero piuttosto banale, eppure pensare che una delle mie migliori amiche ha scoperto a inizio anno di essere incinta e ha partorito pochi giorni fa, mi fa realizzare profondamente l’importanza di fare le cose con consapevolezza. Sii consapevole del tempo che hai e sfruttalo in modo adeguato. Sfruttalo bene.

Ripensa alla metafora della barca a vela da cui prende il nome questo blog: fare le riflessioni di fine anno ti permette di raddrizzare il timone e puntarlo sulla direzione desiderata, perché è così facile finire fuori rotta!

Sul web si leggono continuamente segreti su come avere successo, come raggiungere un obiettivo, come fare questo o quello: ognuno ha la propria opinione e le proprie perle di saggezza da diffondere, ma la verità è che senza del tempo dedicato alla riflessione e alla pianificazione andrai poco lontano.

Cerca di capire dove sei adesso e di stabilire dove vuoi andare.

Dove sono e dove voglio essere? E che ne so, mi sembra sempre tutto uguale!

Ah siamo messi bene! Comincia così: prendi un foglio di carta e rispondi alle domande che vedi riflessioni di fine annonell’immagine qui a fianco. Dai una risposta scritta, non lasciare che i tuoi pensieri volino e si dissolvano nel nulla. Le riflessioni di fine anno sono una cosa per cui vale la pena prendersi del tempo.

Prendi spunto da qualcuno…

A me piace sottolineare le parti dei libri che più mi ispirano e segnarmi le idee o i metodi che possono essermi utili. Per questo articolo prendo come riferimento Chris Guilleabeau, (già nominato in questo articolo a proposito della bucket list), scrittore e blogger che ogni anno dedica almeno una settimana alle riflessioni di fine anno.

Nello specifico tira le somme dell’anno in corso, dopodiché rielabora e aggiusta gli obiettivi futuri suddivisi in varie categorie (entro un anno, entro 5 anni ed entro 10). Ad esempio, un obiettivo che ha raggiunto è stato visitare tutti i paesi del mondo e, per portarlo a termine, ogni dicembre degli ultimi anni ha dedicato del tempo a stabilire quali paesi avrebbe voluto visitare e in quale periodo, e quali poteva ormai cancellare dalla lista.

Non sono manie né fissazioni. Semplicemente, si tratta di un metodo che permette di organizzarsi in modo tale da essere liberi, da fare ciò che si desidera senza seguire il vento e le maree come una barca alla deriva. Una buona organizzazione ed un’attenta riflessione ti permettono di andare ovunque tu voglia, mantenendo il controllo.

Passa all’azione: riflessioni di fine anno

Il mio consiglio è innanzitutto di ritagliarti del tempo, da oggi al 31 dicembre (venti minuti, un’ora, un giorno… come preferisci! ), da dedicare a te stesso: creati una sorta di bolla temporale in cui rinchiuderti per analizzare il tuo 2016 e puntare sul 2017.

  • Decidi quando intendi fare le tue riflessioni
  • Tira le somme dell’anno passato. Puoi creare una tabella e scrivere cos’è andato bene/male, i traguardi raggiunti/mancati, cos’hai imparato/sbagliato
  • Comincia a pensare al nuovo anno rispondendo in forma scritta alle domande nell’immagine
  • Stabilisci come procedere nell’anno che verrà…

Prossimamente vedremo un metodo per suddividere gli obiettivi, in modo che non restino solo vaghe idee. Intanto ti auguro di fare delle proficue riflessioni di fine anno e ti lascio con questa frase di Antonio Gramsci:

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e fammi sapere nei commenti com’è stato l’anno in corso 😉

 

Cose da fare nella vita (Bucket list)

Bucket list: cos’è e perché dovresti farne una

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Hai mai sentito l’espressione bucket list? Suona strana, ma è semplicemente una frase utilizzata nel mondo anglosassone per riferirsi alla lista di cose da fare nella vita, prima che il tempo a tua disposizione si esaurisca.

Allegria! Beh, se me ne dai la possibilità ti spiegherò invece perché è una cosa fighissima (dai, per una volta questa fammela passare 😉 ).

origine del termine

L’espressione deriva dalla frase idiomatica “kick the bucket” (calciare il secchio), di origine ignota e con cui si intende semplicemente morire. C’è chi dice che si riferiva all’impiccagione, chi invece che aveva a che fare col modo in cui venivano appesi gli animali scuoiati.

Fatto sta che, secondo il Wall Street Journal, negli anni ’90 uno sceneggiatore americano aveva inserito la frase “lista di cose che Justin voleva fare prima di morire” nella sua opera (Justin’s list of things to do before he kicks the bucket), ma, dato che era troppo lunga, la cambiò in bucket list di Justin. Nel 2007 decise di intitolare “The Bucket List” un film con Jack Nicholson e Morgan Freeman e da lì in avanti l’espressione si è diffusa a macchia d’olio.

Dunque una bucket list sarebbe la lista di cose da fare nella vita prima di morire.

Oggi, in realtà, il significato del termine è cambiato e indica semplicemente una lista di cose da fare con una certa scadenza, ad esempio, prima di compiere 30 anni, prima della fine dell’estate, e così via.

Lo sceneggiatore è rimasto decisamente sorpreso dall’evoluzione del termine e pare che si sia sentito anche molto fiero di aver ispirato tante persone a riflettere e creare la propria lista.

Qui trovi il link all’articolo del Wall Street Journal, in inglese.

Perché dovresti fare la tua bucket list

Ti starai sicuramente chiedendo perché dovrebbe interessarti buttar giù una lista di cose banali o fantasiose da fare nella tua vita… a te piace la libertà, non vuoi seguire stupide liste e sentirti costretto a fare una cosa!

Ehi, fermo! Stai sbagliando.

La lista la fai tu, per te stesso. Non serve per ingabbiarti, ma per farti riflettere. Puoi modificare la tua bucket list personale ogni volta che vuoi, ma dovresti farla per una serie di motivi:

  • Riflettere su cosa vuoi mettere nella lista aiuta a fare chiarezza, infatti, non si tratta solo di scrivere di viaggi o esperienze divertenti, ma anche di obiettivi da realizzare a lungo termine o di sogni importanti a cui non vuoi rinunciare. Scrivi le cose che arricchirebbero la tua vita, le esperienze imperdibili, ciò che vorresti imparare perché senti la necessità di migliorare… scrivi quello che ti pare!
  • Una lista del genere ti fa prendere in considerazione cose nuove, che magari prima ti incuriosivano o ti ispiravano, ma su cui non ti eri mai soffermato davvero a riflettere… Vuoi davvero provare il bungee jumping o era solo una cosa buttata là? Se davvero lo vuoi, scrivilo.
  • Ci sono tante cose che vorremmo fare nella vita, ma poi il tempo passa e le lasciamo in sospeso. Una lista aiuta a passare ai fatti, ti responsabilizza: non solo hai pensato a quella cosa, ma l’hai scritta, quindi è davvero importante. Spetta a te e a nessun altro trasformarla in qualcosa di più.
  • Con una bucket list puoi sentirti ulteriormente motivato a trasformare anche una giornata grigia e insignificante in un giorno speciale, da ricordare per il semplice fatto che hai imparato qualcosa di nuovo, come una ricetta insolita o un nuovo hobby.
  • Organizzare o pianificare un elemento sulla lista può aiutarti a concentrarti su qualcosa di piacevole e positivo, dimenticando ciò che ti assilla nel quotidiano.Cosa saranno mai i pettegolezzi d’ufficio quando tu hai una lista “vitale” da completare?!
  • È divertente scambiarsi opinioni con gli altri e fare confronti: la bucket list racconta tantissimo di te e della tua personalità.
  • Ti fa riflettere sul tempo che passa. Certe cose che nell’adolescenza ti ispiravano non esercitano più alcun richiamo, mentre altre, che una volta sembravano impossibili o non ti interessavano, improvvisamente acquistano una strana aura magica…

TIC TAC

Chris Guillebeau, famoso scrittore/blogger e viaggiatore americano, ha scritto un libro (nella sezione Risorse, The Happiness of Pursuit) incentrato sulle grandi sfide e le ricerche personali dei lettori e di coloro che ha incontrato negli anni durante i suoi viaggi.

Tra questi, ha raccontato di un ragazzo che ha deciso di completare la bucket list per onorare la fidanzata, morta a un mese dalle nozze, e di una donna che ha deciso che avrebbe completato la bucket list della sua adolescenza, senza alterarla in alcun modo, per realizzare le aspirazioni e i sogni della ragazzina di un tempo.

La bucket list non è una cosa da maniaci del controllo o sfigati che non hanno mai fatto niente in vita loro, ma serve a ricordarci che il tempo passa e che, se vogliamo davvero qualcosa, il momento giusto è adesso.

Ed io…

Personalmente posso andare molto fiera di ciò che ho fatto finora, ma l’altro giorno, camminando per le strade di Parigi, ho riflettuto sul fatto che erano ben 10 anni che non mi recavo nella Ville Lumière, cioè dalla gita scolastica del liceo.

Questa considerazione mi ha fatto riflettere. Già 10 anni? Vorrei tornarci altre mille volte, così come vorrei andare e tornare dappertutto, ma quando?

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La Grande Muraglia… tutta mia, in un tratto poco trafficato! Se non ci fossi già stata sarebbe sulla Bucket List!

A gennaio compio 30 anni e per non sprecare tempo in cose che NON VOGLIO fare, bisogna che sappia bene cosa VOGLIO fare. Per questo faccio una bucket list.

Il lavoro e gli impegni della quotidianità ostacolano spesso le tue aspirazioni o ti costringono a rimandare la loro realizzazione a un futuro indefinito.

Purtroppo, ricordatelo ogni giorno, il tuo futuro potrebbe interrompersi improvvisamente (mi auguro di no).

Anche nel caso vivessi molto a lungo, non so se potrai vantarti di aver raggiunto 117 anni come la signora italiana che è stata dichiarata, proprio pochi giorni fa, la più anziana del mondo!

Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? Tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo.

Lucio Anneo Seneca

Concludo dicendo che sto addirittura pensando di pubblicare la mia bucket list sul blog e di dedicare una sezione apposita per descrivere le mie esperienze e ciò che ho imparato. Mi sembra un obiettivo abbastanza ambizioso, voi che dite?

Per fare la tua lista puoi ispirarti su questo sito! Condividi l’articolo con gli amici e fammi sapere cosa non dovrebbe assolutamente mancare sulla tua lista. Se di tempo ne abbiamo, meglio non sprecarlo.

Ps. No, non cominciare quando pensi che sarai pronto, comincia subito, ne abbiamo già parlato qui.

Crescita personale

crescita personale: 3 ragioni per darti una mossa

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Il mondo ha bisogno di te. Lo so già cosa stai pensando: ma dai, ora il mondo avrà bisogno che io diventi un guru della crescita personale, figuriamoci!

Sì, lo so che fare i cinici aiuta e spesso ci protegge, ma in questo caso non esagerare! Non ti sto dicendo che sei Superman o Wonderwoman e solo tu puoi salvare il pianeta. Ti sto dicendo che il modo in cui scegli di vivere la tua vita ha inevitabilmente un’influenza anche su amici, parenti, colleghi, sulla comunità… niente di assurdo mi pare.

È un po’ come quando non vai a votare perché pensi che non ti riguardi. In realtà stai perdendo l’opportunità di esercitare un diritto e di far sentire la tua voce, non solo, il tuo tirarti fuori dai giochi, infatti, ha conseguenze che non riguardano solo te e il tuo circolo intimo.

Lo stesso per la crescita personale. Quando ti sforzi per imparare a vivere più serenamente e gestire in modo più efficace le difficoltà che la vita ti mette davanti, influenzi direttamente chi ti sta intorno.

Hai presente quando ti girano le scatole e gli altri si defilano? Ecco vale anche il contrario. Ciò che fai, importa. E importa anche il modo.

I supereroi non possono esistere nel mondo reale, perché nel mondo reale servono eroi veri.

Kick-Ass 2

Allora, vogliamo approfondire l’argomento? Non fare il burbero! Immagina…

Torni a casa da lavoro, sei esausto, ma devi ancora fare la lavatrice, prepararti la cena… Allunghi l’occhio e vedi quel libro di crescita personale che hai comprato tempo fa, o ritrovi casualmente il modulo d’iscrizione per un corso che intendevi fare, o inciampi in una brochure per un evento a cui tenevi tanto ma a cui non sei potuto andare…

Poi accendi la tv. Crescita personale… chi ce l’ha il tempo? La domanda sembra invadere ogni spazio libero della tua mente e perfino della stanza. Tu NON hai il tempo.

Ripensi alla tua giornata. Oggi ho fatto qualcosa per me stesso? No. E domani si ricomincia da capo. Poi un altro pensiero: ma  è tutto qui?

Non dirmi che non ti è mai capitato di porti questa domanda, magari in un mercoledì di novembre mentre fuori le strade sono intasate dal traffico, la pioggia riveste il paesaggio di un velo grigio e pesante e non c’è niente che riesca a generare una scintilla di entusiasmo.

Che poetica… be’ non rende forse l’idea?

Ammettiamolo, non è che ogni giorno debba essere strepitoso, o che la crescita personale debba essere un’ossessione, però se vai avanti così mi sa che non stai facendo niente per generare quella scintilla.

Stai scivolando nel futuro passivamente, come una foglia portata dal vento un po’ di qua e un po’ di là. Non hai la sensazione di esserti perso in una routine così monotona e priva di stimoli che ti viene voglia di prenotare un volo e andare a fare bungee jumping alle isole Fiji?

Finalmente ti sentiresti di nuovo vivo! Calma. Lo sai quanto costa un biglietto per le Fiji? Quanti libri di crescita personale ci compreresti? Scherzo 😀

Il succo è: invece di arrivare al punto di massima esasperazione perché la quotidianità ti soffoca e ti senti come una candela che ha esaurito il cerino prima del tempo, rifletti un attimo. Quando inizi a sentirti in gabbia per giorni vuol dire che è l’ora di agire e cambiare qualcosa, è l’ora di crescere.

crescita personale

Mah, io quasi quasi preferisco rimanere così, nella mia passività, in questo grigio senza responsabilità e senza grandi emozioni. E poi, anche se mi impegnassi, cosa cambierebbe? La crescita personale è roba da Maestro Yoda, non mi interessa.

Come vuoi, ma la vita è breve e potresti cominciare riflettendo su quanto segue:

1) unicità

Ogni individuo ha una combinazione cromosomica unica e irripetibile: non basta questo a farti sentire straordinario? Su tutto questo malaugurato pianeta non c’è nessuno che sia uguale a te. Il potenziale che hai tu, non lo possiede nessun altro individuo. Il ché è un bene o un male. Se tu non impari a sfruttarlo, andrà perso, ecco perché è un male. Chissà quanto avresti da dare…

2) vampiri

Nel mondo ci sono milioni di persone che ogni giorno si alzano e diffondono veleno, crudeltà e negatività in dosi massicce, rendendo la vita difficile agli altri e mettendoci anche un certo impegno. Vuoi essere la persona che smorza gli entusiasmi altrui, che mette a tacere ogni nuova idea perché tanto non funzionerà, che si lascia trascinare da un flusso grigio e monotono e così facendo trascina anche gli altri con sé? C’è un gran bisogno di persone che mettano un margine ai vampiri, tira fuori il paletto.

3) atteggiamento

Le persone felici diffondono buonumore anche in chi le circonda, sono luce ed energia. Se non sei felice impara innanzitutto ad apprezzare quel poco (o tanto) che hai, e ricorda che il segreto sta nel tuo atteggiamento verso te stesso e il mondo esterno. Quando impari a cambiare atteggiamento hai un effetto immediato non soltanto su te stesso, ma anche su chi hai intorno. La giornata sarà sempre piovosa e cupa, ma se cambierà il modo in cui l’affronterai diffonderai sole tutto intorno. Prova, le cose non riguardano mai solo te.

Il mondo ha  bisogno del contributo unico che solo tu puoi dare e non è un cliché. Anzi, vista la situazione attuale, più che altro è una scomoda verità. Sviluppa un po’ la tua autostima, investi su te stesso, sforzati di cambiare ciò che non ti piace e ti mette di cattivo umore.

Crescita personale vuol dire regalarti del tempo prezioso che avrà un effetto su tutto: meno conflitti, meno malumore, più efficienza, più tempo per ciò che ti piace, più risate in faccia alla sfiga.

Aspetta! Ah, giusto, tocca agli altri cambiare, tu vai già bene così, sono gli altri che devono accettarti così come sei! Sicuro? Non possiamo sempre pensare che tocchi agli altri cambiare. Rendere ogni giornata speciale è un compito che tocca soltanto a te.

Bisogna che tu impari ad aggiustare il tuo umore in modo che tu sia colui che aggiusta tutti noi.

Seth Godin

Ci vuole così poco per trasformare una brutta giornata in un ricordo positivo, a volte basta una telefonata. Quindi, riprendi il timone.

Cerca la scintilla. Tenta di cambiare qualcosa nel tuo piccolo, smetti di fare confronti con gli altri e riprendi contatto con te stesso. Se ogni giorno è uguale al seguente la mattina pensa a cosa puoi fare di diverso, a come puoi fare le stesse cose in modo più soddisfacente, ed ogni sera dedica un pensiero ai momenti più belli della giornata.

Ti stupirai quando ti renderai conto di quanti momenti semplici e preziosi si accumulano in una sola giornata, sempre che tu riesca a farci caso.

Fai sentire la tua voce, datti più da fare, gli altri ti vogliono sentire. C’è bisogno di più progetti, di voci, di entusiasmo e di cambiamento positivo che parta dal piccolo. Ma prima parti da te stesso.

Leggi due pagine di quel libro di crescita personale o qualsiasi cosa ti appassioni mentre aspetti che la pasta sia cotta. Cambia, impara qualcosa di nuovo. OGGI. Sotto quel velo grigio e pesante di una giornata di novembre si nasconde uno scintillio contagioso. Solleva il velo.

E non dimenticare di condividere l’articolo, soprattutto coi tuoi amici più cinici 😉

Foto da Google Immagini

Crescita personale

Il circolo vizioso del “comincerò quando sarò pronto”

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Se hai mai iniziato un nuovo progetto o preso la decisione di cambiare determinate abitudini ti sarai scontrato con un problema che ci accomuna tutti quanti: l’impazienza. Prima ancora di rendertene conto, sarai nel pieno di un circolo vizioso che bloccherà ogni tua aspirazione e ti sentirai come un naufrago in un oceano di impegni troppo ardui da affrontare.

I primi giorni sei motivato e pieno di energia, anche piuttosto fiero di te stesso, ammettiamolo, e poi… mica facile continuare la dieta per un’altra settimana se ancora non vedi un calo consistente o continuare a dedicarsi ad un progetto che ti appassiona se vedi che sta dando scarsi risultati.

A quest’ora avrei già dovuto… finisci pure la frase.

Il problema è che vorresti avere risultati tangibili entro pochi giorni, non aspettare settimane o mesi con il timore che magari non cambierà niente.

Non solo, vorresti cominciare un progetto e imparare tutto ciò che ti serve in un lasso di tempo brevissimo, in modo da diventare subito una star del settore.

Capisci di che circolo vizioso stiamo parlando? Ah, non credere di essere l’unico!

Hai visto il mio sito work in progress? Sto lottando strenuamente contro la mia mente malefica che vorrebbe che fosse già tutto perfetto. Vorrebbe addirittura che non avessi mai cominciato, finché tutto non fosse stato sotto controllo. In effetti, forse avrei dovuto rimandare a quando:

avrò imparato tutto ciò che c’è da sapere sulla gestione di un blog

sarò ormai un’esperta di SEO, social media e webmarketing in generale

avrò un’immensa galleria di immagini a mia disposizione per i social e i post

avrò scritto centinaia di articoli interessanti

avrò migliaia di follower, ma che dico, milioni!

sarò la regina indiscussa della crescita personale

Mm, suona piuttosto assurdo non trovi? Eppure una parte di me non voleva proprio farmi cominciare.

Mi sono risposta così:

Ottimo, allora rimandiamo al 2025, con tutto quello che c’è da imparare! Certo bisogna anche considerare che nel 2025 i blog magari saranno diversissimi e allora ci saranno tante altre cose da studiare da zero, quindi forse rimandiamo a un’altra vita.

Tra rimandare a quando sarò pronta, che equivale a mai, o buttarmi nel progetto cercando di fare del mio meglio, ho scelto la seconda.

Ecco come funziona questo circolo vizioso:

circolo vizioso

 

Adesso rifletti su cosa stai posticipando o su ciò a cui hai deciso di rinunciare perché ancora non hai visto il risultato desiderato, pur avendo iniziato da poco.

Poniti queste domande:

 

  • Si tratta di un progetto/cambiamento a cui tengo davvero o ho deciso di provare tanto per?
  • Che risultati esattamente pensavo di raggiungere dopo la prima settimana o il primo mese?
  • Si tratta di aspettative realistiche o era il caso di porsi un obiettivo meno ambizioso?
  • Riesco a capire il meccanismo del circolo vizioso come se fossi un osservatore esterno?
  • Cosa intendo fare ora che mi sono reso conto della cosa: abbandono perché non sono realmente  interessato all’obiettivo o riparto con un piano d’azione efficace?

Se sei obiettivamente impreparato allora può essere il caso di posticipare, ma a quando? Se non ti dai una scadenza precisa stai tornando nel vortice del circolo vizioso. Se invece sei più preciso può funzionare. Ecco un esempio:

  • prima di inserire il mio portfolio sul sito risolvo il problema tecnico, entro la fine della settimana, e finisco di sistemare le ultime foto, sabato mattina. Entro lunedì il tutto deve essere online
  • prima di cominciare la palestra aspetto che la dieta inizi a dare i suoi frutti

Quale delle due pensi sia più efficace? E quale rispecchia meglio ciò che ti dici più spesso?

Stai molto attento a ciò che ti prefiggi e alle scadenze. Rimandare e non portare a termine un compito può farti perdere fiducia in te stesso.

Tanto non sono affidabile, faccio sempre così, grande entusiasmo e poi il nulla…

poi gli altri riescono sempre in ciò che si prefiggono, mentre io non faccio che perdere tempo!

Ehi, nel caso non te ne fossi accorto il circolo vizioso ha preso il pieno controllo della tua mente:

è una bella idea, ma ci sono troppe cose che non so fare, poi tanto non porterò a termine nulla, finirò col rimandare e abbandonare il progetto, peccato, ma sono così inaffidabile, è la mia natura, che ci posso fare…

Non è la tua natura. Se ci tieni a un progetto o è importante che tu porti a termine quell’obiettivo, non importa se per hobby, carriera, o soddisfazione personale, devi e puoi intervenire.

I dettagli tecnici di un piano d’azione efficace li affronteremo in un altro post, intanto accetta che ci vuole tempo e che si impara procedendo a piccoli passi. Non è possibile avere tutto pronto e perfetto sin dall’inizio. Ci sarà sempre qualcosa che non saprai o in cui dovrai migliorare.

Immagina se Leonardo da Vinci avesse pensato che prima di fare il primo schizzo fosse necessario saper disegnare un volto alla perfezione!

Prova a immaginare, invece, che emozione deve essere stato scoprire i segreti delle sfumature poco alla volta, specializzarsi passo passo nella raffigurazione del corpo umano, realizzare dopo molte prove il primo modello di aeroplano e scoprire che niente di tutto ciò era impossibile.

Ecco quindi lo schema per rompere il circolo vizioso:

rompi il circolo vizioso

Nel marketing si dice prima spara poi prendi la mira. Rischioso, ma il bello è costruire il tuo progetto un po’ alla volta, assaporando le piccole vittorie.

Prendi me per esempio: non posso pensare di avere trecento articoli pronti sin da subito, devo accettare che si procede un po’ alla volta! Che credi, di essere l’unico che sta imparando?  😀

Adesso ti faccio un altro esempio classico e banale: la dieta.

Quando ti senti preso in causa perché stai mollando tiri fuori la tiritera di scuse: la dieta si comincia dal lunedì o quando è stata rinnovata l’iscrizione in palestra (pare che fare le due cose insieme sia meglio), o si comincia quando sono finite le feste, quando si torna dal Salento perché là si mangia troppo; si farà quando questo formaggio ipercalorico sarà finalmente sparito (ormai l’hai comprato)…

A volte l’obiettivo sembra così irraggiungibile che ci facciamo prendere dal panico e neanche cominciamo: c’è troppo da fare, da sapere, troppo autocontrollo da esercitare… 

Altre volte forse il formaggio ha la precedenza, quindi il problema non si pone: tu non vuoi cominciare, ti piace il circolo vizioso. Ti ci crogioli, sei abituato così. Non hai mai avuto intenzioni serie.

Risponditi onestamente. Ci tieni al progetto? Prova a rompere il circolo! Prima spara, poi aggiusterai il tiro.

Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.

Goethe

Scrivi nei commenti cos’è che stai rimandando da un po’ perché non ti senti pronto, il fatto stesso di scriverlo ti farà prendere coscienza di quanto sia assurdo pretendere di avere già tutto in ordine.

Relax. Puoi partire lo stesso!