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Crescita personale

Trova il ritmo. La conclusione del progetto 100 giorni di scrittura

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Per trovare più tempo da dedicare alla scrittura ho intrapreso un progetto di 100 giorni. Ho imparato che non è facile trovare il proprio ritmo, ma per le cose che ti stanno a cuore vale la pena di tentare e fare qualche aggiustamento durante il percorso.

Contenuto visuale vs. scrittura

Il progetto 100 giorni di scrittura era partito molto bene, ma come spesso avviene, per strada mi sono persa. Ne ho parlato qui.

Ad essere onesti, il progetto si è concluso con successo.

Ciò che ho perso per strada è la voglia di fare i video per aggiornarti di come stavano procedendo le cose e di come siano andate a finire.

Come mai?

La faccenda è semplice: io odio fare i video. Pensavo che in questo caso lavorare a un progetto che mi piaceva mi avrebbe spinta a superare questo blocco.

Del resto, fare video è fondamentale: ormai chi legge più un articolo per intero?

La scrittura è vintage, il contenuto visuale vince. 

Eppure…

Se mi sento a disagio e non riesco a comunicare come con le parole,

se la mia voce suona stridula e perdo sempre troppo tempo per cercare di organizzarmi e decidere dove piazzare il telefono,

se mi riprometto di fare un video nel fine settimana e mi innervosisco già i giorni precedenti, insomma,

se fare un video diventa un macigno sullo stomaco…

è giusto continuare perché l’utente lo preferisce?

Bel dilemma.

Non sono costretta a fare video solo perché girano più velocemente e la gente vuole per forza quel tipo di contenuto. Non possiamo sempre stare a sentire gli altri.

Non puoi sempre far felici gli altri. Ma puoi provare ancora.

La faccenda dei video, te lo assicuro, non è finita neanche per me. Lo è, però, per questo progetto.

Ricorda che è importante ascoltare noi stessi e capire che se una cosa continua a non piacerci anche dopo aver tentato più volte, probabilmente non è quella giusta o, forse, abbiamo ancora bisogno di un po’ di tempo, del ritmo giusto.

Pensa a qualcosa che non ti piace e fai soltanto perché senti di doverlo agli altri. Ascoltati maggiormente e lascia correre. Segui i tuoi tempi. Trova il tuo ritmo.

100 giorni di scrittura

In viaggio

Pensavo che durante un viaggio di due settimane sarebbe stato difficilissimo mantenere l’impegno preso. Invece è accaduto l’esatto contrario:

appuntarsi ogni giorno impressioni, idee, tragitto e incontri non ha richiesto alcuno sforzo: il mio diario di bordo si è creato in modo quasi automatico.

Partire mi ha stimolata e la cosa sorprendente è che al ritorno, avendo preso il ritmo, ho lavorato meglio ad alcuni progetti in corso, più precisamente ad alcune storie che sto scrivendo o sono in revisione.

Ho trovato il ritmo e integrato la scrittura nella mia vita quotidiana.

Questo era il cuore, l’obiettivo primario del mio progetto: fare spazio a qualcosa che mi piace ma per cui non riuscivo a trovare il tempo.

Il successo

Quando sono rientrata mi sono resa conto che il progetto era giunto al termine, e con successo!

80 giorni in cui ho scritto su 100, contro 20 in cui non ce l’ho fatta.

La pecca

Ho abbandonato gli aggiornamenti video. Poco male, il progetto era incentrato su scrivere per 100 giorni, i video erano la ciliegina sulla torta.

Sarà per la prossima volta.

E tu, hai trovato il ritmo?

Trova il tempo per le cose importanti.

E non fare il mio stesso errore, focalizzati sul cuore del progetto, non sulle ciliegine.

 

 

Crescita personale

Puntuario per un anno al massimo

imageUna sezione del Muro di Berlino, mi sono piaciuti i colori...
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Per un anno al massimo, non per un anno di successi

Comincio subito questo post dicendo che ho scritto per un anno al massimo, non per un anno di successi. Si fa un tale abuso della parola successo che a volte mi viene il voltastomaco.

Anche perché è risaputo che dal successo impariamo ben poco, è dal fallimento che capiamo la lezione e procediamo.

Comunque stavolta non ti voglio parlare di successi e fallimenti, ma di come vivere quest’anno al massimo, con energia ed entusiasmo, per arrivare a dicembre con il cervello pieno di ricordi incredibili e di soddisfazioni meritate.

Il punto più importante è l’ultimo, non si può proprio tralasciare.

Cominciamo…

  • Parti senza esagerare: meno liste, meno progetti, meno obiettivi

Ne ho già parlato qui: ogni tanto è meglio non porsi alcun obiettivo. Oppure fallo, ma assicurati che la tua lista sia realistica e che non siano cose campate per aria di cui tra un mese non ti importerà più niente.

Meno cose equivale a più concetrazione. Altrimenti continuerai a dedicarti alle attività sulla lista che richiedono meno impegno, rimandando tutto il resto. Da qui il punto seguente …

  • Porta a termine qualcosa: priorità assoluta ai progetti nel cassetto

Per quest’anno prova a concentrarti su una di quelle attività che rimandi da mesi o anni. Farlo aumenterà notevolmente la tua autostima e ti darà molta soddisfazione. C’mon, you can do it!

Sistemare il tuo portfolio? Realizzare la tua pagina web? Finire di scrivere quel libro? Ma, senza andare troppo lontano, possiamo includere sgomberare lo sgabuzzino, riparare un oggetto, liberarti di qualcosa, correggere il CV, programmare un viaggio…

  • Sii più pratico: organizzati prima di cominciare

Un tempo, in primavera svuotavo armadio e cassetti per fare il cambio di stagione. Buttavo tutto all’aria illudendomi che così avrei sistemato le cose velocemente, quando invece restava il caos per giorni interi, perché mi stufavo subito o mi spaventavo a vedere la mole di roba da rimettere a posto.

Sono stata chiara, no? Inutile cambiare in modo drastico se poi abbandoni subito.

Comincia piano e procedi per gradi pre-stabiliti, tenendo presente che tipo di persona sei. Inutile che tu ti metta a prendere appunti e fare schemi al computer se ti piace scrivere a mano!un anno al massimo

Per la gestione di progetti o attività di routine puoi ricorrere a varie app o utilizzare carta e penna. Non c’è un modo migliore di un altro e non per forza devi metterti una scadenza se sai che per te non funziona.

In ogni caso, io ti consiglio il metodo kanban (dividi un foglio in 3 colonne: da fare, in corso e fatto. Molto intuitivo).

  • Non rimandare: piccoli passi

Il modo più sicuro per non fare qualcosa è rimandare il primo passo. Se, per esempio, vorresti provare a cambiare lavoro in primavera, non rimandare TUTTO fino a fine marzo. Comincia subito con l’azione più piccola possibile, ad esempio, tirare fuori il tuo CV e appoggiarlo sulla scrivania.

Suddividere le attività che ci intimoriscono, soprattutto quelle legate a grossi cambiamenti, in attività più piccole ti aiuterà a farla sembrare meno gigantesca e ti farà sentire più sicuro e in controllo della situazione.

  • Dedicati subito a qualcosa di entusiasmante: per energia e buonumore

Per affrontare meglio gennaio e febbraio, che sono sempre un po’ faticosi, assicurati di dare spazio a qualcosa di entusiasmante. Anche se si tratta di un viaggio o un’opportunità per cui dovrai ancora aspettare parecchio, comincia a pianificare, a raccogliere info… a sognare!

  • Sii ragionevole: non fare il vigile inflessibile

Non smetterò mai di ripeterlo, soprattutto nel caso degli ansiosi e dei perfezionisti, se non impari a essere più gentile con te stesso non andrai da nessuna parte.

Smettila di essere troppo pignolo.

Se questo è il tuo progetto, il tuo anno, il tuo piano, valgono le tue regole e l’unico che può metterti i bastoni fra le ruote sei tu stesso. O, meglio, la vocina che hai nel cervello che si impone come vigile, giudice, professore o chissà che altro e non fa altro che farti sentire un disastro.

Ignorala e accetta ostacoli, ritardi, deviazioni, errori grossolani e quant’altro come qualcosa di inevitabile in un percorso avventuroso.

Sii ragionevole e, qualsiasi cosa tu abbia in mente, sarà un anno al massimo. Sii gentile, perché per vivere un anno al massimo bisogna capire che una cosa è l’immaginazione e un’altra è la realtà.

Se non immaginiamo le cose, non possiamo agire per far sì che diventino realtà. Ma è inevitabile che la realtà sia sempre un po’ diversa.

Per un anno al massimo devi accettare questo “scarto” e continuare a pigiare sull’acceleratore. Non spegnere il motore solo perché la strada è un po più lunga o erta di quello che pensavi.

Keep going…

  • Fai un bel chek-up: che abitudini hai?

La cosa più importante che puoi fare è la seguente: riflettere sulle tue abitudini e apportare gli aggiustamenti necessari. Si tratta di una cosa fondamentale, per questo ne riparleremo.

Intanto ti consiglio di pensare alle tue abitudini mattutine, alla routine serale, alle cose che fai ogni giorno nello stesso modo da sempre… scrivile, poi vedremo cosa cambiare.

Per ora è tutto, mi sembra che ci sia già abbastanza da fare!

Ti auguro un anno pieno di colori.

Che ne dici di questo articolo, ti è piaciuto? Fammi sapere se c’è qualche punto che è particolarmente significativo per te!

Che ansia!

Obiettivo 2018 per gli ansiosi: nessun obiettivo

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Non chiedermi come sia potuto accadere…

fatto sta che siamo nuovamente a fine anno ed è l’ora di fare un bilancio del 2017 e porsi qualche nuovo obiettivo.

Ah sì?! E se invece stavolta facessimo proprio il contrario?

Nel 2016 accadde…

L’anno scorso ho pubblicato due articoli sul tema, per aiutarti a entrare al meglio in un altro anno.

Il primo, riflessioni di fine anno: 7 domande da farti, ti sarà di nuovo utile per valutare le esperienze degli ultimi 12 mesi e spingerti a ritagliarti un po’ di tempo, anche solo venti minuti, per rilassarti e riflettere.

Il secondo, stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli, è più che altro un metodo per capire come fare a porsi degli obiettivi in modo efficace, così che sia effettivamente possibile raggiungerli.

In questo articolo, invece, vorrei parlarti del concetto opposto: a volte è meglio non porsi alcun obiettivo.

Ma come, non è un controsenso?

Lasciami spiegare!

Ognuno di noi è diverso e, certamente, c’è chi ha veramente bisogno di una spintarella e di qualche consiglio per essere un po’ più quadrato.

Vivi sempre alla giornata oppure sei la tipica persona che vorrebbe pianificare meglio le cose e organizzarsi per concludere, finalmente, un dato progetto? Allora, senz’altro, gli articoli che ho menzionato fanno al caso tuo.

Portare un po’ di strategia/pianificazione nel tuo 2018 non potrà che farti bene! Giusto quel pizzico per non abbandonare idee valide e fantastici piani per dominare il mondo 😉

E se invece sei un tipo ansioso?

Magari sei più simile a me e tendi a pianificare fin troppo o a pensare “avanti”, puntando all’obiettivo, ma ogni tanto perdendo di vista la bellezza del percorso.

Ecco, proprio a te, pianificatore seriale o ansioso cronico, voglio rivolgermi.

Nel 2018, lascia correre.

Prova a vivere l’anno che viene come la possibilità di sperimentare e andare in senso contrario rispetto alla solita rotta. Non pianifichi mai niente? Fai un tentativo. Sei un ansioso e ti senti perso se hai la sensazione di non avere tutto sotto controllo? Let it all go!

Obiettivo 2018? Meno strategia e più improvvisazione

Se sei un ansioso, straccia subito quella lista di cose da fare. Abbandona le agende, le tabelle, le preoccupazioni premature, le domande a cui ancora non può esserci risposta, le questioni irrisolte.

Il tuo esercizio per il 2018, caro ansioso, è questo: non pianificare e non anticipare. Ogni volta che la tua mente ostinata tenta di proiettarti verso un qualsiasi giorno dopo il 1 gennaio, fermala.

Capisco che alcune cose vadano preparate per tempo (matrimonio in vista?), ma se sei un ansioso regalati un anno di improvvisazione. Sono sicura che non te ne pentirai.

Puoi anche trovare una via di mezzo e ridurre il numero di obiettivi o ridimensionarli. Non dimenticarti che un obiettivo non deve essere ulteriore causa di ansia, altrimenti meglio lasciar perdere.

Nel prossimo articolo ti parlerò di come io intendo procedere nel 2018, di cosa voglio cambiare e su cosa intendo puntare.

Intanto, che ne dici di farmi sapere nei commenti se per il 2018 hai qualche piano speciale di conquista del mondo?

Crescita personale

Il segreto per non abbandonare un progetto

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Il blocco

Poco tempo fa ho inviato la prima newsletter autunnale del blog (ti invito caldamente a registrarti, vai alla home del blog e scorri a destra)! Ho accennato alle ultime novità e ho ammesso candidamente che nei mesi scorsi ho avuto la tentazione di abbandonare il progetto.

In questo articolo ti spiegherò perché ho deciso di continuare e cosa puoi fare se stai attraversando una fase in cui i senti bloccato e non sai come procedere con un progetto personale.

Ma come?! Una volta che si comincia un blog e si ha un numero di lettori (anche se definirlo esiguo al momento è un eufemismo) non si può certo chiudere uscio e bottega come se niente fosse!

Lo so bene, ma cerca di capirmi…

A fine maggio mi sono trasferita in un altro paese e in un’altra città (Berlino), ho iniziato un nuovo lavoro e la mia routine è molto cambiata. Mi sono sentita un po’ travolta da tutte le novità e tutti i cambiamenti a cui prima non ero abituata, in primis, impiegare 45 minuti minimo per raggiungere il luogo di lavoro.

Dov’è finito tutto il tempo che mi serve?

Domanda ricorrente di chiunque abbia un lavoro full time e passioni/hobby/progetti che vorrebbe coltivare tra un lavaggio dei piatti, una cena da cucinare, sport, amici etc., etc…. ah, c’est dur la vie!

Perché continuare?

Ho sempre molti progetti in testa, tanti momenti lampadina e un numero infinito di cose che vorrei imparare o approfondire. Ultimamente, per farti un esempio, mi sono fissata sulla programmazione: mi piacerebbe fare un corso base. Mi piacciono molto le lingue straniere e, in fondo, la programmazione non è che un tipo particolare di linguaggio, non sei d’accordo?

Lo so, non serve rircordarmi che le giornate hanno 24 ore e che stavo già per abbandonare un progetto a me caro, il blog, perché complicarsi la vita con altro?

Perché no? In fondo la vita è una sola e, per come la vedo io, siamo qui per imparare.

In ogni caso, torniamo al blog. Quest’estate ho avuto forti sensi di colpa perché non me ne sono occupata quasi per niente. Occasionalmente mi è capitato di fare le classiche liste chilometriche di cose urgenti da sistemare per portare avanti il progetto, ma quasi nessuna è stata poi portata a termine.

Mi sono sentita un po’ frustrata.

Chiunque abbia qualche interesse che richiede tempo avrà avuto questi pensieri almeno una volta:

Continuo a iniziare progetti, ma a quanto pare non ne porto mai a termine nessuno

Inizio sempre allegro e pimpante e poi perdo l’interesse o non riesco più a dedicarmici con regolarità

Pensavo che sarei stato capace di impegnarmi a lungo termine

Domani cercherò di farlo, oggi proprio non se ne parla

Suona tutto molto familiare, non trovi?

Il segreto per non abbandonare un progetto a cui tieni

Vuoi sapere cosa fa la differenza?

Vuoi sapere cosa farà sì che tu abbandoni o meno un progetto a cui hai lavorato duramente e a cui tieni molto?

I tuoi pensieri.

Abbiamo un’infinità di pensieri che ogni giorno attraversano la nostra mente. La qualità di questi pensieri è fondamentale.

Quelli che ho elencato sono pensieri negativi, scoraggianti, ma cosa succederebbe se tu decidessi, consciamente, di controllare i tuoi pensieri e decidere che “forma” dargli?

Forse potresti dare una svolta al tuo progetto (o alla tua vita, dato che imparare a gestire i pensieri che ci frullano in testa vuol dire molto di più… ne riparleremo).

Proviamo a fare una cosa, cioè a rielaborare i suddetti pensieri.

Rielaborazione in chiave positiva:

Continuo a iniziare progetti, ma a quanto pare non ne porto mai a termine nessuno Ho tante idee e tanti progetti, forse ne inizio un po’ troppi, quindi il rischio di non portarli a termine è alto. Potrei stilare una lista delle priorità. In ogni caso complimenti a me… c’è chi non ci prova neanche a dar vita ad un progetto personale, qualunque esso sia!

Inizio sempre allegro e pimpante e poi perdo l’interesse o non riesco più a dedicarmici con regolarità       Mantenere lo stesso livello di entusiasmo che si ha all’inizio non è facile. Devo sforzarmi nei momenti più difficili. Perché ho deciso di iniziare questo progetto? Cosa mi entusiasmava tanto quando ho cominciato?

Pensavo che sarei stato capace di impegnarmi a lungo termine Ogni periodo è diverso e lamentarsi non serve, anzi, se continuo così abbandonerò sicuramente e sarebbe un peccato. Cosa mi ha impedito di essere costante? Sono sicuro di voler rinunciare o devo solo cambiare strategia?

Domani cercherò di farlo, oggi proprio non se ne parla Devo accettare il fatto che oggi non ce la faccio. Non sono un supereroe della Marvel… ma sono comunque un mito visto il lavoro fatto finora! Mi impegnerò per finire quanto prima.

Insomma, se sei in fase di blocco ricordati di:

  • esercitare un forte autocontrollo sui tuoi pensieri
  • essere clemente con te stesso
  • accettare un po’ di saliscendi
  • ricordarti che, se questo è il tuo progetto, valgono le tue regole

Ehi, sia chiaro, a volte è meglio se certi progetti li lasci perdere e ti dedichi ad altro. Una cosa è riflettere e valutare, un’altra essere testardi come muli… ci siamo capiti 😉

Io per il momento non ho nessuna intenzione di abbandonare il blog, però mi piacerebbe sapere se in passato hai accantonato qualche bel progetto e se te ne sei pentito (spero di no).

Lasciami un commento e non dimenticarti di condividere l’articolo!

 

 

Crescita personale

Stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli

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Dato che nell’ultimo articolo abbiamo parlato di come iniziare al meglio il 2017, ho pensato fosse il caso di approfondire una delle questioni centrali della crescita personale: gli obiettivi. Tanto per cominciare, come ho scritto proprio a proposito delle riflessioni di fine anno (ecco l’articolo), prima di decidere dove andare e a cosa puntare, ti conviene fare il punto su dove ti trovi in questo momento.

Consigli e conigli

Permettimi, però, di darti un consiglio. Nel guardarti indietro non giudicarti troppo severamente. A volte pretendiamo l’impossibile da noi stessi e non soltanto la pressione non aiuta, ma spesso è la causa principale di delusioni o sconfitte.

Se l’anno passato è stato difficile cerca di pensare a come hai affrontato le difficoltà. Se non hai raggiunto gli obiettivi sperati, invece di auto-insultarti o flagellarti, cerca di comprendere cosa sia successo durante il percorso. Magari, semplicemente, quell’obiettivo non ti interessava più e quindi hai fatto meglio a lasciar perdere.

Se ti sembra di non essere stato all’altezza o abbastanza coraggioso, e ti sei ritirato dalle sfide come un coniglio spaventato, non temere. Puoi allenarti a sconfiggere la paura e prefiggerti, per un 2017 più soddisfacente, di fare ogni volta un piccolo passo in avanti.

E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.

Paolo Borsellino

Sii gentile e paziente, perdonati per gli errori più grossolani che hai commesso e tieni bene a mente le lezioni apprese nei momenti più bui. Non chiudere l’anno con amarezza, rancore, invidia, gelosia o qualsiasi altra forma di negatività. Lasciatela alle spalle e concentrati su come vuoi essere nel 2017, su quanto vuoi splendere, su come vuoi conquistare il mondo.

Pronto a guardare oltre!

Una volta che avrai chiuso i conti con l’anno che volge al termine, potrai iniziare a pensare al prossimo. La prima cosa da fare è capire come deve essere un obiettivo (sempre che tu voglia davvero portare a termine la sfida, altrimenti puoi continuare a dire “voglio essere ricco” senza fare niente di preciso per realizzare questa, diciamo, vaga ambizione).

Un obiettivo deve essere:

  • specifico
  • realistico
  • delimitato nel tempo
  • motivante

Tutto qui? Beh, non è che sia proprio così scontata la faccenda. 

Scommetto che già con realistico ti ho perso per strada… no, non puoi fare il pilota di TopGun se hai un difetto alla vista, chiaro?! Mi dispiace distruggere con così poco tatto le tue aspirazioni, ma ti consiglio vivamente di riflettere bene su ciò che intendi fare nei prossimi 12 mesi. Considerami pure una cugina rompiscatole che cerca di tirarti per l’orlo dei pantaloni e riportarti a terra mentre spicchi il volo alla cieca in stile Peter Pan. In realtà ti sto evitando di cascare e spappolarti a terra. Preparazione, caro Peter!

Dicevamo… gli obiettivi devono essere specifici, altrimenti torniamo all’ambizione di essere ricchi ma senza alcuna base per lavorare. Inoltre devono essere delimitati nel tempo, perché solo in questo modo riusciremo ad essere costanti e compiere i piccoli step necessari per raggiungere la vetta. Motivanti, inutile dirlo, perché se abbandoni il progetto dopo due settimane evidentemente c’è qualcosa che non va: o ti sei posto un obiettivo troppo generico e che quindi fa paura, o la decisione di fare quella cosa è stata presa con troppa leggerezza.

In pratica ti sto consigliando di applicare un modello di controllo degli obiettivi che ricorda quello dei manager col fatturato.

Esempio di obiettivi e strategia

Mettiamo che tu sia disoccupato e che apprendere una lingua straniera possa aiutarti ad uscire da questa situazione.

Obiettivo:                                                                                                                                                               Imparare lo spagnolo entro la fine dell’anno (livello B1/B2). L’obiettivo è realistico (col mandarino sarebbe stato forse troppo ambizioso), delimitato nel tempo (ho stabilito una scadenza, ovvero 31 dicembre 2017), specifico (ho deciso quale lingua imparerò e quale livello vorrei raggiungere) e, dato che si tratta di una cosa che potrà essermi utile in più campi (viaggi, conoscere persone nuove, avere maggiori opportunità lavorative ecc.), anche motivante.

Strategia:
Suddividere l’obiettivo in sotto-obiettivi a tua scelta, ad esempio trimestrali, mensili e settimanali. Entro metà gennaio stabilire se si intende procedere con l’auto apprendimento e, in caso contrario, selezionare un corso. Poi procurarsi il materiale e magari prendere contatto con dei madrelingua per un tandem (scambio di conversazione).

Dedicare del tempo a fare un riepilogo e/o aggiustamenti degli obiettivi, perché potresti aver progredito più lentamente del previsto o aver dedicato troppo tempo ad un aspetto della lingua, come la grammatica, e troppo poco alla conversazione.

Premiarti via via per i successi ottenuti, cosa che ti farà sentire gratificato e ti aiuterà a progredire ancora più in fretta. Alla fine che ne dici di regalarti una vacanza in Spagna? Se hai problemi di budget, per farti un esempio, puoi utilizzare couchsurfing (qui trovi un articolo a riguardo) o trovare altri espedienti per spendere meno, ma godere subito dei risultati ottenuti con i tuoi sforzi.

Seguire il maestro

Chris Guillebeau ha scritto ampliamente sull’argomento e da questo link è possibile scaricare il file excel che ha preparato e reso disponibile per la definizione degli obiettivi del Nuovo Anno. Ovviamente nulla ti vieta di farti un tuo file personale, ma se hai bisogno di ispirazione questo può esserti d’aiuto. Dal sito è scaricabile in inglese, altrimenti qui sotto trovi una bozza in italiano che ho fatto io per farti capire di cosa stiamo parlando.

Nel file, oltre agli obiettivi e alle sottocategorie, si suggerisce di trovare un tema per l’anno in corso (questo sarà l’anno dell’avventura…) e di scrivere una frase riassuntiva di tutti gli obiettivi da raggiungere, per spingerci a restare sempre ben focalizzati.

categorie obiettivi azione per obiettivo scadenza revisione  rev. finale
categoria 1 (carriera) riassunto breve categoria 1 in corso
categoria 2 (vita sociale) riassunto breve categoria 2 fine 2017
categoria 1

-obiettivo 1

-obiettivo 2

-obiettivo 3

 

-cosa devo fare

-cosa devo fare

-cosa devo fare

Ti sembra troppo? Può darsi. Puoi anche scegliere di procedere liberamente, ma ricorda:

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.

Hernest Hemingwayobiettivi

Ci sono tante porte che potresti aprire, ma se non fai una chiara selezione e non definisci bene cosa vuoi, rischi di socchiuderne troppe e spalancarne nessuna.

Dai, datti da fare e, ovviamente, condividi l’articolo se ti è stato utile!

Crescita personale

Riflessioni di fine anno: 7 domande da farti

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Nuovo inizio?

Le feste natalizie si avvicinano e così anche il 31 dicembre, che lascerà spazio ad un nuovo ciclo… eh già, è arrivato il momento di fare alcune riflessioni di fine anno!

Come ogni dicembre, in molti si dedicano ai grandi propositi, prontamente dimenticati qualche settimana dopo. Sono certa che anche tu, almeno una volta, avrai fatto una bella lista di obiettivi da raggiungere durante il nuovo anno o di esperienze che ti sarebbe piaciuto fare. Sei riuscito a portare a termine le sfide che ti eri prefissato di affrontare? Sei stato costante? O anche tu sei tra coloro che arriveranno al 30 dicembre dell’anno dopo lamentandosi che, anche stavolta, il tempo è passato troppo in fretta?

Vuoi sapere qual è il guaio? È semplicissimo: tutti pensano che pianificare per l’anno successivo e dedicare del tempo alle riflessioni di fine anno sia una cosa da nerd, da persone quadrate e poco creative, da maniaci del controllo che hanno bisogno di organizzare tutto in anticipo altrimenti entrano in panico. Sbagliatissimo!

Fermarsi un attimo a riflettere vuol dire prendersi il tempo di rallentare, per ripensare ai bei momenti passati ed esserne grati, ma anche e soprattutto ai momenti negativi. Sicuramente ci avranno insegnato qualcosa, ma come fare affinché non si ripetano più?

Fermati, rallenta, ricorda, rielabora, sorridi e…

Un altro anno è passato, hai imparato qualcosa? Hai dato importanza alle cose giuste e dato invece il giusto peso al resto? Sei stato presente nella vita di coloro di cui ti importa? Vola il tempo, eh?! Adesso che ti fermi un attimo a riflettere questo pensiero colpisce con ancora più forza. Non siamo qui per sempre e a pensarci fa paura, ma puoi considerare questa scadenza come una bella spinta per darti la motivazione giusta.

Decidi, adesso, come vuoi che sia il tuo 2017. Ci sono cose che magari tra un anno non potrai più fare, per mille motivi. Si tratta di un pensiero piuttosto banale, eppure pensare che una delle mie migliori amiche ha scoperto a inizio anno di essere incinta e ha partorito pochi giorni fa, mi fa realizzare profondamente l’importanza di fare le cose con consapevolezza. Sii consapevole del tempo che hai e sfruttalo in modo adeguato. Sfruttalo bene.

Ripensa alla metafora della barca a vela da cui prende il nome questo blog: fare le riflessioni di fine anno ti permette di raddrizzare il timone e puntarlo sulla direzione desiderata, perché è così facile finire fuori rotta!

Sul web si leggono continuamente segreti su come avere successo, come raggiungere un obiettivo, come fare questo o quello: ognuno ha la propria opinione e le proprie perle di saggezza da diffondere, ma la verità è che senza del tempo dedicato alla riflessione e alla pianificazione andrai poco lontano.

Cerca di capire dove sei adesso e di stabilire dove vuoi andare.

Dove sono e dove voglio essere? E che ne so, mi sembra sempre tutto uguale!

Ah siamo messi bene! Comincia così: prendi un foglio di carta e rispondi alle domande che vedi riflessioni di fine annonell’immagine qui a fianco. Dai una risposta scritta, non lasciare che i tuoi pensieri volino e si dissolvano nel nulla. Le riflessioni di fine anno sono una cosa per cui vale la pena prendersi del tempo.

Prendi spunto da qualcuno…

A me piace sottolineare le parti dei libri che più mi ispirano e segnarmi le idee o i metodi che possono essermi utili. Per questo articolo prendo come riferimento Chris Guilleabeau, (già nominato in questo articolo a proposito della bucket list), scrittore e blogger che ogni anno dedica almeno una settimana alle riflessioni di fine anno.

Nello specifico tira le somme dell’anno in corso, dopodiché rielabora e aggiusta gli obiettivi futuri suddivisi in varie categorie (entro un anno, entro 5 anni ed entro 10). Ad esempio, un obiettivo che ha raggiunto è stato visitare tutti i paesi del mondo e, per portarlo a termine, ogni dicembre degli ultimi anni ha dedicato del tempo a stabilire quali paesi avrebbe voluto visitare e in quale periodo, e quali poteva ormai cancellare dalla lista.

Non sono manie né fissazioni. Semplicemente, si tratta di un metodo che permette di organizzarsi in modo tale da essere liberi, da fare ciò che si desidera senza seguire il vento e le maree come una barca alla deriva. Una buona organizzazione ed un’attenta riflessione ti permettono di andare ovunque tu voglia, mantenendo il controllo.

Passa all’azione: riflessioni di fine anno

Il mio consiglio è innanzitutto di ritagliarti del tempo, da oggi al 31 dicembre (venti minuti, un’ora, un giorno… come preferisci! ), da dedicare a te stesso: creati una sorta di bolla temporale in cui rinchiuderti per analizzare il tuo 2016 e puntare sul 2017.

  • Decidi quando intendi fare le tue riflessioni
  • Tira le somme dell’anno passato. Puoi creare una tabella e scrivere cos’è andato bene/male, i traguardi raggiunti/mancati, cos’hai imparato/sbagliato
  • Comincia a pensare al nuovo anno rispondendo in forma scritta alle domande nell’immagine
  • Stabilisci come procedere nell’anno che verrà…

Prossimamente vedremo un metodo per suddividere gli obiettivi, in modo che non restino solo vaghe idee. Intanto ti auguro di fare delle proficue riflessioni di fine anno e ti lascio con questa frase di Antonio Gramsci:

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e fammi sapere nei commenti com’è stato l’anno in corso 😉

 

Cose da fare nella vita (Bucket list)

Bucket list: cos’è e perché dovresti farne una

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Hai mai sentito l’espressione bucket list? Suona strana, ma è semplicemente una frase utilizzata nel mondo anglosassone per riferirsi alla lista di cose da fare nella vita, prima che il tempo a tua disposizione si esaurisca.

Allegria! Beh, se me ne dai la possibilità ti spiegherò invece perché è una cosa fighissima (dai, per una volta questa fammela passare 😉 ).

origine del termine

L’espressione deriva dalla frase idiomatica “kick the bucket” (calciare il secchio), di origine ignota e con cui si intende semplicemente morire. C’è chi dice che si riferiva all’impiccagione, chi invece che aveva a che fare col modo in cui venivano appesi gli animali scuoiati.

Fatto sta che, secondo il Wall Street Journal, negli anni ’90 uno sceneggiatore americano aveva inserito la frase “lista di cose che Justin voleva fare prima di morire” nella sua opera (Justin’s list of things to do before he kicks the bucket), ma, dato che era troppo lunga, la cambiò in bucket list di Justin. Nel 2007 decise di intitolare “The Bucket List” un film con Jack Nicholson e Morgan Freeman e da lì in avanti l’espressione si è diffusa a macchia d’olio.

Dunque una bucket list sarebbe la lista di cose da fare nella vita prima di morire.

Oggi, in realtà, il significato del termine è cambiato e indica semplicemente una lista di cose da fare con una certa scadenza, ad esempio, prima di compiere 30 anni, prima della fine dell’estate, e così via.

Lo sceneggiatore è rimasto decisamente sorpreso dall’evoluzione del termine e pare che si sia sentito anche molto fiero di aver ispirato tante persone a riflettere e creare la propria lista.

Qui trovi il link all’articolo del Wall Street Journal, in inglese.

Perché dovresti fare la tua bucket list

Ti starai sicuramente chiedendo perché dovrebbe interessarti buttar giù una lista di cose banali o fantasiose da fare nella tua vita… a te piace la libertà, non vuoi seguire stupide liste e sentirti costretto a fare una cosa!

Ehi, fermo! Stai sbagliando.

La lista la fai tu, per te stesso. Non serve per ingabbiarti, ma per farti riflettere. Puoi modificare la tua bucket list personale ogni volta che vuoi, ma dovresti farla per una serie di motivi:

  • Riflettere su cosa vuoi mettere nella lista aiuta a fare chiarezza, infatti, non si tratta solo di scrivere di viaggi o esperienze divertenti, ma anche di obiettivi da realizzare a lungo termine o di sogni importanti a cui non vuoi rinunciare. Scrivi le cose che arricchirebbero la tua vita, le esperienze imperdibili, ciò che vorresti imparare perché senti la necessità di migliorare… scrivi quello che ti pare!
  • Una lista del genere ti fa prendere in considerazione cose nuove, che magari prima ti incuriosivano o ti ispiravano, ma su cui non ti eri mai soffermato davvero a riflettere… Vuoi davvero provare il bungee jumping o era solo una cosa buttata là? Se davvero lo vuoi, scrivilo.
  • Ci sono tante cose che vorremmo fare nella vita, ma poi il tempo passa e le lasciamo in sospeso. Una lista aiuta a passare ai fatti, ti responsabilizza: non solo hai pensato a quella cosa, ma l’hai scritta, quindi è davvero importante. Spetta a te e a nessun altro trasformarla in qualcosa di più.
  • Con una bucket list puoi sentirti ulteriormente motivato a trasformare anche una giornata grigia e insignificante in un giorno speciale, da ricordare per il semplice fatto che hai imparato qualcosa di nuovo, come una ricetta insolita o un nuovo hobby.
  • Organizzare o pianificare un elemento sulla lista può aiutarti a concentrarti su qualcosa di piacevole e positivo, dimenticando ciò che ti assilla nel quotidiano.Cosa saranno mai i pettegolezzi d’ufficio quando tu hai una lista “vitale” da completare?!
  • È divertente scambiarsi opinioni con gli altri e fare confronti: la bucket list racconta tantissimo di te e della tua personalità.
  • Ti fa riflettere sul tempo che passa. Certe cose che nell’adolescenza ti ispiravano non esercitano più alcun richiamo, mentre altre, che una volta sembravano impossibili o non ti interessavano, improvvisamente acquistano una strana aura magica…

TIC TAC

Chris Guillebeau, famoso scrittore/blogger e viaggiatore americano, ha scritto un libro (nella sezione Risorse, The Happiness of Pursuit) incentrato sulle grandi sfide e le ricerche personali dei lettori e di coloro che ha incontrato negli anni durante i suoi viaggi.

Tra questi, ha raccontato di un ragazzo che ha deciso di completare la bucket list per onorare la fidanzata, morta a un mese dalle nozze, e di una donna che ha deciso che avrebbe completato la bucket list della sua adolescenza, senza alterarla in alcun modo, per realizzare le aspirazioni e i sogni della ragazzina di un tempo.

La bucket list non è una cosa da maniaci del controllo o sfigati che non hanno mai fatto niente in vita loro, ma serve a ricordarci che il tempo passa e che, se vogliamo davvero qualcosa, il momento giusto è adesso.

Ed io…

Personalmente posso andare molto fiera di ciò che ho fatto finora, ma l’altro giorno, camminando per le strade di Parigi, ho riflettuto sul fatto che erano ben 10 anni che non mi recavo nella Ville Lumière, cioè dalla gita scolastica del liceo.

Questa considerazione mi ha fatto riflettere. Già 10 anni? Vorrei tornarci altre mille volte, così come vorrei andare e tornare dappertutto, ma quando?

bucket list
La Grande Muraglia… tutta mia, in un tratto poco trafficato! Se non ci fossi già stata sarebbe sulla Bucket List!

A gennaio compio 30 anni e per non sprecare tempo in cose che NON VOGLIO fare, bisogna che sappia bene cosa VOGLIO fare. Per questo faccio una bucket list.

Il lavoro e gli impegni della quotidianità ostacolano spesso le tue aspirazioni o ti costringono a rimandare la loro realizzazione a un futuro indefinito.

Purtroppo, ricordatelo ogni giorno, il tuo futuro potrebbe interrompersi improvvisamente (mi auguro di no).

Anche nel caso vivessi molto a lungo, non so se potrai vantarti di aver raggiunto 117 anni come la signora italiana che è stata dichiarata, proprio pochi giorni fa, la più anziana del mondo!

Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? Tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo.

Lucio Anneo Seneca

Concludo dicendo che sto addirittura pensando di pubblicare la mia bucket list sul blog e di dedicare una sezione apposita per descrivere le mie esperienze e ciò che ho imparato. Mi sembra un obiettivo abbastanza ambizioso, voi che dite?

Per fare la tua lista puoi ispirarti su questo sito! Condividi l’articolo con gli amici e fammi sapere cosa non dovrebbe assolutamente mancare sulla tua lista. Se di tempo ne abbiamo, meglio non sprecarlo.

Ps. No, non cominciare quando pensi che sarai pronto, comincia subito, ne abbiamo già parlato qui.

Crescita personale

Il circolo vizioso del “comincerò quando sarò pronto”

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Se hai mai iniziato un nuovo progetto o preso la decisione di cambiare determinate abitudini ti sarai scontrato con un problema che ci accomuna tutti quanti: l’impazienza. Prima ancora di rendertene conto, sarai nel pieno di un circolo vizioso che bloccherà ogni tua aspirazione e ti sentirai come un naufrago in un oceano di impegni troppo ardui da affrontare.

I primi giorni sei motivato e pieno di energia, anche piuttosto fiero di te stesso, ammettiamolo, e poi… mica facile continuare la dieta per un’altra settimana se ancora non vedi un calo consistente o continuare a dedicarsi ad un progetto che ti appassiona se vedi che sta dando scarsi risultati.

A quest’ora avrei già dovuto… finisci pure la frase.

Il problema è che vorresti avere risultati tangibili entro pochi giorni, non aspettare settimane o mesi con il timore che magari non cambierà niente.

Non solo, vorresti cominciare un progetto e imparare tutto ciò che ti serve in un lasso di tempo brevissimo, in modo da diventare subito una star del settore.

Capisci di che circolo vizioso stiamo parlando? Ah, non credere di essere l’unico!

Hai visto il mio sito work in progress? Sto lottando strenuamente contro la mia mente malefica che vorrebbe che fosse già tutto perfetto. Vorrebbe addirittura che non avessi mai cominciato, finché tutto non fosse stato sotto controllo. In effetti, forse avrei dovuto rimandare a quando:

avrò imparato tutto ciò che c’è da sapere sulla gestione di un blog

sarò ormai un’esperta di SEO, social media e webmarketing in generale

avrò un’immensa galleria di immagini a mia disposizione per i social e i post

avrò scritto centinaia di articoli interessanti

avrò migliaia di follower, ma che dico, milioni!

sarò la regina indiscussa della crescita personale

Mm, suona piuttosto assurdo non trovi? Eppure una parte di me non voleva proprio farmi cominciare.

Mi sono risposta così:

Ottimo, allora rimandiamo al 2025, con tutto quello che c’è da imparare! Certo bisogna anche considerare che nel 2025 i blog magari saranno diversissimi e allora ci saranno tante altre cose da studiare da zero, quindi forse rimandiamo a un’altra vita.

Tra rimandare a quando sarò pronta, che equivale a mai, o buttarmi nel progetto cercando di fare del mio meglio, ho scelto la seconda.

Ecco come funziona questo circolo vizioso:

circolo vizioso

 

Adesso rifletti su cosa stai posticipando o su ciò a cui hai deciso di rinunciare perché ancora non hai visto il risultato desiderato, pur avendo iniziato da poco.

Poniti queste domande:

 

  • Si tratta di un progetto/cambiamento a cui tengo davvero o ho deciso di provare tanto per?
  • Che risultati esattamente pensavo di raggiungere dopo la prima settimana o il primo mese?
  • Si tratta di aspettative realistiche o era il caso di porsi un obiettivo meno ambizioso?
  • Riesco a capire il meccanismo del circolo vizioso come se fossi un osservatore esterno?
  • Cosa intendo fare ora che mi sono reso conto della cosa: abbandono perché non sono realmente  interessato all’obiettivo o riparto con un piano d’azione efficace?

Se sei obiettivamente impreparato allora può essere il caso di posticipare, ma a quando? Se non ti dai una scadenza precisa stai tornando nel vortice del circolo vizioso. Se invece sei più preciso può funzionare. Ecco un esempio:

  • prima di inserire il mio portfolio sul sito risolvo il problema tecnico, entro la fine della settimana, e finisco di sistemare le ultime foto, sabato mattina. Entro lunedì il tutto deve essere online
  • prima di cominciare la palestra aspetto che la dieta inizi a dare i suoi frutti

Quale delle due pensi sia più efficace? E quale rispecchia meglio ciò che ti dici più spesso?

Stai molto attento a ciò che ti prefiggi e alle scadenze. Rimandare e non portare a termine un compito può farti perdere fiducia in te stesso.

Tanto non sono affidabile, faccio sempre così, grande entusiasmo e poi il nulla…

poi gli altri riescono sempre in ciò che si prefiggono, mentre io non faccio che perdere tempo!

Ehi, nel caso non te ne fossi accorto il circolo vizioso ha preso il pieno controllo della tua mente:

è una bella idea, ma ci sono troppe cose che non so fare, poi tanto non porterò a termine nulla, finirò col rimandare e abbandonare il progetto, peccato, ma sono così inaffidabile, è la mia natura, che ci posso fare…

Non è la tua natura. Se ci tieni a un progetto o è importante che tu porti a termine quell’obiettivo, non importa se per hobby, carriera, o soddisfazione personale, devi e puoi intervenire.

I dettagli tecnici di un piano d’azione efficace li affronteremo in un altro post, intanto accetta che ci vuole tempo e che si impara procedendo a piccoli passi. Non è possibile avere tutto pronto e perfetto sin dall’inizio. Ci sarà sempre qualcosa che non saprai o in cui dovrai migliorare.

Immagina se Leonardo da Vinci avesse pensato che prima di fare il primo schizzo fosse necessario saper disegnare un volto alla perfezione!

Prova a immaginare, invece, che emozione deve essere stato scoprire i segreti delle sfumature poco alla volta, specializzarsi passo passo nella raffigurazione del corpo umano, realizzare dopo molte prove il primo modello di aeroplano e scoprire che niente di tutto ciò era impossibile.

Ecco quindi lo schema per rompere il circolo vizioso:

rompi il circolo vizioso

Nel marketing si dice prima spara poi prendi la mira. Rischioso, ma il bello è costruire il tuo progetto un po’ alla volta, assaporando le piccole vittorie.

Prendi me per esempio: non posso pensare di avere trecento articoli pronti sin da subito, devo accettare che si procede un po’ alla volta! Che credi, di essere l’unico che sta imparando?  😀

Adesso ti faccio un altro esempio classico e banale: la dieta.

Quando ti senti preso in causa perché stai mollando tiri fuori la tiritera di scuse: la dieta si comincia dal lunedì o quando è stata rinnovata l’iscrizione in palestra (pare che fare le due cose insieme sia meglio), o si comincia quando sono finite le feste, quando si torna dal Salento perché là si mangia troppo; si farà quando questo formaggio ipercalorico sarà finalmente sparito (ormai l’hai comprato)…

A volte l’obiettivo sembra così irraggiungibile che ci facciamo prendere dal panico e neanche cominciamo: c’è troppo da fare, da sapere, troppo autocontrollo da esercitare… 

Altre volte forse il formaggio ha la precedenza, quindi il problema non si pone: tu non vuoi cominciare, ti piace il circolo vizioso. Ti ci crogioli, sei abituato così. Non hai mai avuto intenzioni serie.

Risponditi onestamente. Ci tieni al progetto? Prova a rompere il circolo! Prima spara, poi aggiusterai il tiro.

Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.

Goethe

Scrivi nei commenti cos’è che stai rimandando da un po’ perché non ti senti pronto, il fatto stesso di scriverlo ti farà prendere coscienza di quanto sia assurdo pretendere di avere già tutto in ordine.

Relax. Puoi partire lo stesso!