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Crescita personale

Stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli

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Dato che nell’ultimo articolo abbiamo parlato di come iniziare al meglio il 2017, ho pensato fosse il caso di approfondire una delle questioni centrali della crescita personale: gli obiettivi. Tanto per cominciare, come ho scritto proprio a proposito delle riflessioni di fine anno (ecco l’articolo), prima di decidere dove andare e a cosa puntare, ti conviene fare il punto su dove ti trovi in questo momento.

Consigli e conigli

Permettimi, però, di darti un consiglio. Nel guardarti indietro non giudicarti troppo severamente. A volte pretendiamo l’impossibile da noi stessi e non soltanto la pressione non aiuta, ma spesso è la causa principale di delusioni o sconfitte.

Se l’anno passato è stato difficile cerca di pensare a come hai affrontato le difficoltà. Se non hai raggiunto gli obiettivi sperati, invece di auto-insultarti o flagellarti, cerca di comprendere cosa sia successo durante il percorso. Magari, semplicemente, quell’obiettivo non ti interessava più e quindi hai fatto meglio a lasciar perdere.

Se ti sembra di non essere stato all’altezza o abbastanza coraggioso, e ti sei ritirato dalle sfide come un coniglio spaventato, non temere. Puoi allenarti a sconfiggere la paura e prefiggerti, per un 2017 più soddisfacente, di fare ogni volta un piccolo passo in avanti.

E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.

Paolo Borsellino

Sii gentile e paziente, perdonati per gli errori più grossolani che hai commesso e tieni bene a mente le lezioni apprese nei momenti più bui. Non chiudere l’anno con amarezza, rancore, invidia, gelosia o qualsiasi altra forma di negatività. Lasciatela alle spalle e concentrati su come vuoi essere nel 2017, su quanto vuoi splendere, su come vuoi conquistare il mondo.

Pronto a guardare oltre!

Una volta che avrai chiuso i conti con l’anno che volge al termine, potrai iniziare a pensare al prossimo. La prima cosa da fare è capire come deve essere un obiettivo (sempre che tu voglia davvero portare a termine la sfida, altrimenti puoi continuare a dire “voglio essere ricco” senza fare niente di preciso per realizzare questa, diciamo, vaga ambizione).

Un obiettivo deve essere:

  • specifico
  • realistico
  • delimitato nel tempo
  • motivante

Tutto qui? Beh, non è che sia proprio così scontata la faccenda. 

Scommetto che già con realistico ti ho perso per strada… no, non puoi fare il pilota di TopGun se hai un difetto alla vista, chiaro?! Mi dispiace distruggere con così poco tatto le tue aspirazioni, ma ti consiglio vivamente di riflettere bene su ciò che intendi fare nei prossimi 12 mesi. Considerami pure una cugina rompiscatole che cerca di tirarti per l’orlo dei pantaloni e riportarti a terra mentre spicchi il volo alla cieca in stile Peter Pan. In realtà ti sto evitando di cascare e spappolarti a terra. Preparazione, caro Peter!

Dicevamo… gli obiettivi devono essere specifici, altrimenti torniamo all’ambizione di essere ricchi ma senza alcuna base per lavorare. Inoltre devono essere delimitati nel tempo, perché solo in questo modo riusciremo ad essere costanti e compiere i piccoli step necessari per raggiungere la vetta. Motivanti, inutile dirlo, perché se abbandoni il progetto dopo due settimane evidentemente c’è qualcosa che non va: o ti sei posto un obiettivo troppo generico e che quindi fa paura, o la decisione di fare quella cosa è stata presa con troppa leggerezza.

In pratica ti sto consigliando di applicare un modello di controllo degli obiettivi che ricorda quello dei manager col fatturato.

Esempio di obiettivi e strategia

Mettiamo che tu sia disoccupato e che apprendere una lingua straniera possa aiutarti ad uscire da questa situazione.

Obiettivo:                                                                                                                                                               Imparare lo spagnolo entro la fine dell’anno (livello B1/B2). L’obiettivo è realistico (col mandarino sarebbe stato forse troppo ambizioso), delimitato nel tempo (ho stabilito una scadenza, ovvero 31 dicembre 2017), specifico (ho deciso quale lingua imparerò e quale livello vorrei raggiungere) e, dato che si tratta di una cosa che potrà essermi utile in più campi (viaggi, conoscere persone nuove, avere maggiori opportunità lavorative ecc.), anche motivante.

Strategia:
Suddividere l’obiettivo in sotto-obiettivi a tua scelta, ad esempio trimestrali, mensili e settimanali. Entro metà gennaio stabilire se si intende procedere con l’auto apprendimento e, in caso contrario, selezionare un corso. Poi procurarsi il materiale e magari prendere contatto con dei madrelingua per un tandem (scambio di conversazione).

Dedicare del tempo a fare un riepilogo e/o aggiustamenti degli obiettivi, perché potresti aver progredito più lentamente del previsto o aver dedicato troppo tempo ad un aspetto della lingua, come la grammatica, e troppo poco alla conversazione.

Premiarti via via per i successi ottenuti, cosa che ti farà sentire gratificato e ti aiuterà a progredire ancora più in fretta. Alla fine che ne dici di regalarti una vacanza in Spagna? Se hai problemi di budget, per farti un esempio, puoi utilizzare couchsurfing (qui trovi un articolo a riguardo) o trovare altri espedienti per spendere meno, ma godere subito dei risultati ottenuti con i tuoi sforzi.

Seguire il maestro

Chris Guillebeau ha scritto ampliamente sull’argomento e da questo link è possibile scaricare il file excel che ha preparato e reso disponibile per la definizione degli obiettivi del Nuovo Anno. Ovviamente nulla ti vieta di farti un tuo file personale, ma se hai bisogno di ispirazione questo può esserti d’aiuto. Dal sito è scaricabile in inglese, altrimenti qui sotto trovi una bozza in italiano che ho fatto io per farti capire di cosa stiamo parlando.

Nel file, oltre agli obiettivi e alle sottocategorie, si suggerisce di trovare un tema per l’anno in corso (questo sarà l’anno dell’avventura…) e di scrivere una frase riassuntiva di tutti gli obiettivi da raggiungere, per spingerci a restare sempre ben focalizzati.

categorie obiettivi azione per obiettivo scadenza revisione  rev. finale
categoria 1 (carriera) riassunto breve categoria 1 in corso
categoria 2 (vita sociale) riassunto breve categoria 2 fine 2017
categoria 1

-obiettivo 1

-obiettivo 2

-obiettivo 3

 

-cosa devo fare

-cosa devo fare

-cosa devo fare

Ti sembra troppo? Può darsi. Puoi anche scegliere di procedere liberamente, ma ricorda:

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.

Hernest Hemingwayobiettivi

Ci sono tante porte che potresti aprire, ma se non fai una chiara selezione e non definisci bene cosa vuoi, rischi di socchiuderne troppe e spalancarne nessuna.

Dai, datti da fare e, ovviamente, condividi l’articolo se ti è stato utile!

Cose da fare nella vita (Bucket list)

Bucket list: cos’è e perché dovresti farne una

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Hai mai sentito l’espressione bucket list? Suona strana, ma è semplicemente una frase utilizzata nel mondo anglosassone per riferirsi alla lista di cose da fare nella vita, prima che il tempo a tua disposizione si esaurisca.

Allegria! Beh, se me ne dai la possibilità ti spiegherò invece perché è una cosa fighissima (dai, per una volta questa fammela passare 😉 ).

origine del termine

L’espressione deriva dalla frase idiomatica “kick the bucket” (calciare il secchio), di origine ignota e con cui si intende semplicemente morire. C’è chi dice che si riferiva all’impiccagione, chi invece che aveva a che fare col modo in cui venivano appesi gli animali scuoiati.

Fatto sta che, secondo il Wall Street Journal, negli anni ’90 uno sceneggiatore americano aveva inserito la frase “lista di cose che Justin voleva fare prima di morire” nella sua opera (Justin’s list of things to do before he kicks the bucket), ma, dato che era troppo lunga, la cambiò in bucket list di Justin. Nel 2007 decise di intitolare “The Bucket List” un film con Jack Nicholson e Morgan Freeman e da lì in avanti l’espressione si è diffusa a macchia d’olio.

Dunque una bucket list sarebbe la lista di cose da fare nella vita prima di morire.

Oggi, in realtà, il significato del termine è cambiato e indica semplicemente una lista di cose da fare con una certa scadenza, ad esempio, prima di compiere 30 anni, prima della fine dell’estate, e così via.

Lo sceneggiatore è rimasto decisamente sorpreso dall’evoluzione del termine e pare che si sia sentito anche molto fiero di aver ispirato tante persone a riflettere e creare la propria lista.

Qui trovi il link all’articolo del Wall Street Journal, in inglese.

Perché dovresti fare la tua bucket list

Ti starai sicuramente chiedendo perché dovrebbe interessarti buttar giù una lista di cose banali o fantasiose da fare nella tua vita… a te piace la libertà, non vuoi seguire stupide liste e sentirti costretto a fare una cosa!

Ehi, fermo! Stai sbagliando.

La lista la fai tu, per te stesso. Non serve per ingabbiarti, ma per farti riflettere. Puoi modificare la tua bucket list personale ogni volta che vuoi, ma dovresti farla per una serie di motivi:

  • Riflettere su cosa vuoi mettere nella lista aiuta a fare chiarezza, infatti, non si tratta solo di scrivere di viaggi o esperienze divertenti, ma anche di obiettivi da realizzare a lungo termine o di sogni importanti a cui non vuoi rinunciare. Scrivi le cose che arricchirebbero la tua vita, le esperienze imperdibili, ciò che vorresti imparare perché senti la necessità di migliorare… scrivi quello che ti pare!
  • Una lista del genere ti fa prendere in considerazione cose nuove, che magari prima ti incuriosivano o ti ispiravano, ma su cui non ti eri mai soffermato davvero a riflettere… Vuoi davvero provare il bungee jumping o era solo una cosa buttata là? Se davvero lo vuoi, scrivilo.
  • Ci sono tante cose che vorremmo fare nella vita, ma poi il tempo passa e le lasciamo in sospeso. Una lista aiuta a passare ai fatti, ti responsabilizza: non solo hai pensato a quella cosa, ma l’hai scritta, quindi è davvero importante. Spetta a te e a nessun altro trasformarla in qualcosa di più.
  • Con una bucket list puoi sentirti ulteriormente motivato a trasformare anche una giornata grigia e insignificante in un giorno speciale, da ricordare per il semplice fatto che hai imparato qualcosa di nuovo, come una ricetta insolita o un nuovo hobby.
  • Organizzare o pianificare un elemento sulla lista può aiutarti a concentrarti su qualcosa di piacevole e positivo, dimenticando ciò che ti assilla nel quotidiano.Cosa saranno mai i pettegolezzi d’ufficio quando tu hai una lista “vitale” da completare?!
  • È divertente scambiarsi opinioni con gli altri e fare confronti: la bucket list racconta tantissimo di te e della tua personalità.
  • Ti fa riflettere sul tempo che passa. Certe cose che nell’adolescenza ti ispiravano non esercitano più alcun richiamo, mentre altre, che una volta sembravano impossibili o non ti interessavano, improvvisamente acquistano una strana aura magica…

TIC TAC

Chris Guillebeau, famoso scrittore/blogger e viaggiatore americano, ha scritto un libro (nella sezione Risorse, The Happiness of Pursuit) incentrato sulle grandi sfide e le ricerche personali dei lettori e di coloro che ha incontrato negli anni durante i suoi viaggi.

Tra questi, ha raccontato di un ragazzo che ha deciso di completare la bucket list per onorare la fidanzata, morta a un mese dalle nozze, e di una donna che ha deciso che avrebbe completato la bucket list della sua adolescenza, senza alterarla in alcun modo, per realizzare le aspirazioni e i sogni della ragazzina di un tempo.

La bucket list non è una cosa da maniaci del controllo o sfigati che non hanno mai fatto niente in vita loro, ma serve a ricordarci che il tempo passa e che, se vogliamo davvero qualcosa, il momento giusto è adesso.

Ed io…

Personalmente posso andare molto fiera di ciò che ho fatto finora, ma l’altro giorno, camminando per le strade di Parigi, ho riflettuto sul fatto che erano ben 10 anni che non mi recavo nella Ville Lumière, cioè dalla gita scolastica del liceo.

Questa considerazione mi ha fatto riflettere. Già 10 anni? Vorrei tornarci altre mille volte, così come vorrei andare e tornare dappertutto, ma quando?

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La Grande Muraglia… tutta mia, in un tratto poco trafficato! Se non ci fossi già stata sarebbe sulla Bucket List!

A gennaio compio 30 anni e per non sprecare tempo in cose che NON VOGLIO fare, bisogna che sappia bene cosa VOGLIO fare. Per questo faccio una bucket list.

Il lavoro e gli impegni della quotidianità ostacolano spesso le tue aspirazioni o ti costringono a rimandare la loro realizzazione a un futuro indefinito.

Purtroppo, ricordatelo ogni giorno, il tuo futuro potrebbe interrompersi improvvisamente (mi auguro di no).

Anche nel caso vivessi molto a lungo, non so se potrai vantarti di aver raggiunto 117 anni come la signora italiana che è stata dichiarata, proprio pochi giorni fa, la più anziana del mondo!

Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? Tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo.

Lucio Anneo Seneca

Concludo dicendo che sto addirittura pensando di pubblicare la mia bucket list sul blog e di dedicare una sezione apposita per descrivere le mie esperienze e ciò che ho imparato. Mi sembra un obiettivo abbastanza ambizioso, voi che dite?

Per fare la tua lista puoi ispirarti su questo sito! Condividi l’articolo con gli amici e fammi sapere cosa non dovrebbe assolutamente mancare sulla tua lista. Se di tempo ne abbiamo, meglio non sprecarlo.

Ps. No, non cominciare quando pensi che sarai pronto, comincia subito, ne abbiamo già parlato qui.

Crescita personale

Cosa blocca le donne e perché devi investire su te stessa

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Le donne e quel bagaglio un po’ pesante

Ciò che blocca le donne nella loro crescita personale in realtà è lo stesso nucleo di insicurezze che blocca anche gli uomini. Tuttavia, in modo diverso.

Oggi in Italia le donne costituiscono la maggior parte dei laureati e questo dato ci comunica che tengono molto alla loro formazione, alla crescita e al miglioramento. Purtroppo, però, se andiamo a guardare i dati sugli stipendi o sull’impiego restiamo delusi.

Aldilà della situazione economica e sociale del nostro paese e del maschilismo strisciante, una delle spiegazioni sta nel fatto che c’è qualcosa che blocca le donne maggiormente degli uomini e questa cosa ha più nomi: insicurezza, minore autostima, eccessivo perfezionismo, meno propensione al rischio.

Cosa blocca le donne in un mare di squali…

Prendiamo, ad esempio, la propensione al rischio nel settore della finanza:

Le donne hanno la tendenza a rischiare meno nel settore degli investimenti finanziari e preferiscono avere tutto sotto controllo anche prima di iniziare il lancio di un nuovo progetto. Vogliono essere certe che le cose andranno bene, gli uomini, al contrario, tendono ad essere più istintivi. Questa tendenza al perfezionismo per le donne è un grosso ostacolo, soprattutto in ambito lavorativo. Perché? Semplicemente perché quante volte nella vita possiamo essere sicuri che le cose andranno nel verso giusto? Mai, in effetti. Eppure gli uomini si buttano, cominciano un progetto e affrontano gli ostacoli passo passo, mentre le donne in questo hanno più difficoltà: fanno tante previsioni ed analisi che alla fine rimangono incastrate nella loro stessa tela. Peccato, soprattutto se consideriamo che le donne sono molto impegnate nel sociale.

Qui trovi un brevissimo articolo proprio su donne e finanza. 

Tradizionalmente signore e signorine dedicano molto tempo agli altri e, anche quando hanno la possibilità di concentrarsi su carriera e attività di svago, purtroppo si pongono davanti gli ostacoli più insormontabili. Infatti, ciò che blocca le donne rispetto agli uomini spesso è una forte tendenza a sottovalutarsi, oltre a una continua paura del giudizio altrui.

Playing Big

Tara Mohr ha scritto un libro tanto interessante quanto utile, Playing Big, di cui parleremo molto su dicavolievele, il cui scopo è quello di aiutare le donne a far esplodere tutto il loro potenziale nascosto e a placare le paure e le “voci” nella loro testa.

Quali voci? Dai, le conosci bene, sono quelle vocine che ti perseguitano e ti rendono dubbiosa e insicura, perché forse non stai facendo la scelta giusta. 

Nel libro l’autrice sottolinea come le donne siano troppo perfezioniste, si sentano spesso inadeguate e tendano a tentare meno la sorte: prima, ad esempio, di provare a chiedere un aumento, vogliono essere certe che la risposta sia un sì, cioè di aver fatto tutto il lavoro perfettamente. Non è quindi raro che vengano sorpassate nel lavoro da colleghi più giovani e inesperti. Aggiungerei che, per natura, tendono anche molto a minimizzare i successi e a ingrandire i fallimenti.

Se solo osassero!

Ci sono molte donne nella mia vita e talvolta mi stupisco nel notare quanto si sentano insicure, quando invece hanno una grande forza interiore e potrebbero essere più incisive e più agguerrite, dalle relazioni ai progetti di carriera. In fondo, lo vedo spesso, di ragioni per essere insicure ne hanno ben poche e potrebbero, da una delle mie citazioni preferite, scuotere le stelle, fare qualsiasi cosa, se solo osassero (Sarah J. Maas).

Basta una relazione sbagliata, un progetto importante andato storto ed ecco che emerge una fragilità estrema e paralizzante. Indubbiamente la società attuale, sotto un velo di apparente parità, nasconde molto sporco e la fatica da fare per non sentirsi costantemente giudicate è doppia. Le donne si sentono spesso sotto una gigantesca lente di ingrandimento, come se dovessero passare un esame per ogni cosa che fanno o sono, dall’essere madri alla carriera, dall’aspetto fisico allo sport…

C’è una cosa importante che puoi fare: investire su te stessa. Sblocca ciò che ti impedisce di esprimerti al meglio.

Tu che stai leggendo…

Investi su te stessa!

Nello specifico ecco cosa intendo:.

  1. il lavoro “ruba” la maggior parte del tempo libero e se quando torni a casa hai troppe urgenze a cui far fronte, è facile dimenticarsi di tutte le cose che avresti veramente avuto piacere di svolgere, dalla palestra al corso di teatro e via dicendo. Ritagliati subito uno spazio! Se ti sembra di non gestire bene il tuo tempo dai un’occhiata a questo articolo, ti sarà utile! 
  2. il partner o la famiglia tendono a risucchiare molta della tua attenzione? Mantieni sempre la tua identità. Sono le donne che danno la vita, quindi questo nostro adattarci, modellarci su un’altra persona ha in sé qualcosa di ancestrale, ma anche di molto pericoloso. Ricorda che prima devi prenderti cura di te stessa, altrimenti non puoi prenderti cura degli altri.
  3. le donne tendono ad avere più bisogno di approvazione rispetto agli uomini. La paura del giudizio altrui, dai familiari in poi, è un meccanismo che blocca e ti tarpa le ali. Qui, semplicemente, devi imparare a fregartene. Impara a far tacere la voce nella tua testa che ti critica per ogni cosa. Non hai bisogno dell’approvazione di nessuno, non devi piacere a tutti. Vai avanti come un carro armato.

Quindi, se stai leggendo, inizia a frequentare qualche persona nuova, inizia un progetto che ti intimorisce, fai qualcosa anche se tutti ti dicono di non farlo, prova qualcosa che sei convinta di non saper fare, esprimi la tua opinione anche quando pensi che a nessuno interessi.

Perché dovresti?

Tu puoi. E quindi dovresti investire su te stessa. Ciò che blocca le donne può essere sbloccato, perché il più grande ostacolo quasi sempre sono le nostre insicurezze.

Investi soprattutto imparando e leggendo di più, di tutto, e facendo esperienze sempre nuove. Allora le tue paure un po’ si placheranno, ti sentirai più indipendente e la tua autostima ne risentirà. Chiedi un aumento senza pensarci troppo, chiedi di essere pagata quanto il collega maschio, parla, esprimiti, comincia, comincia, comincia, anche se niente è come dovrebbe essere. Qualsiasi cosa ti stia a cuore, da un progetto locale a un libro, da un viaggio a un corso di cucina, da una campagna a una start-up. Investi su te stessa senza paura, imparando e crescendo ogni giorno.

Il mondo versa in un pessimo stato. Dobbiamo cambiare. È imperativo. Abbiamo una nuova generazione di guerriere, di ragazze, che possono farlo, ma per loro, il tipo di sfide che devono affrontare – il sogno basilare di andare a scuola, di dire quello che pensano – comporta un grande rischio; possono smettere di esistere. Hanno bisogno del supporto del mondo

 Salma Hayek

Go, ladyblocca le donne

Si ha sempre bisogno di un po’ di supporto, ma se non crederai tu per prima in te stessa e nel tuo potenziale nessuno potrà aiutarti. Ti ricordi l’articolo sul controllo della voce per comunicare al meglio (lo trovi qui)? Se chiedi un aumento al capo senza esserne convinta o con voce tremante o stridula, sappi che il collega è già pronto a soffiarti il posto.

Certo che puoi avere tutto. Che cosa farai? Tutto, scommetto. Le cose saranno un po’ incasinate, ma accogli il caos. Saranno complicate, ma gioisci nelle complicazioni. Non sarà affatto come pensi che sarà, ma le sorprese sono una cosa buona. E non avere paura: puoi sempre cambiare idea.

Nora Ephron

Compito di oggi: hai presente quella cosa che ti intimorisce ma a cui tieni? Buttati, chiedi, provaci! Hai presente quella voce che ti dice che non sei abbastanza (bella, brava, interessante…)? Oggi zittiscila. SSSCH! Oggi vado bene così, vado alla grande, vado al massimo.

Coraggio, a lavoro. E condividi questo articolo con le tue amiche!

Che ansia!

Ansioso, perché ogni tanto conviene fare la valigia!

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Ti sei mai sentito ansioso durante un viaggio? Ne dubito.

In quanto ansiosa so bene cosa succede quando i pensieri negativi prendono il sopravvento e si delineano scenari tragici e improbabili nella mente, o semplicemente lievi preoccupazioni si trasformano in qualcosa di gigantesco. Tuttavia è davvero curioso come, a volte, in situazioni in cui l’ansia sarebbe quasi giustificata stranamente non se ne senta affatto. Di cosa sto parlando? Di quando sei in viaggio!

Lascia che mi spieghi.

L’ansia ha a che vedere con aspettative e paure, è il futuro che tormenta il presente. L’ansioso fatica a vivere il momento, perché la mente tende a proiettarlo sempre avanti, sempre oltre. Nella vita quotidiana è più probabile che questo avvenga, dal momento che ci sono molte incombenze a cui far fronte e cose da gestire e organizzare. A volte anche la cosa più insignificante, come prenotare una visita medica, all’ansioso può causare un certo stress.

La routine, se a volte aiuta perché è qualcosa di conosciuto e quindi percepito come meno rischioso, dall’altra tende a soffocare e a trasformare tutto in un dovere, causando ansia da prestazione e facendo sentire l’ansioso non all’altezza della situazione.

Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è l’opportunità di dare una mano a chi soffre d’ansia, svelando trucchi e strategie per gestirla meglio, oltre che per imparare a capirla.

Per questo, oggi voglio chiederti una cosa. Rifletti e rispondi a questa domanda:

hai mai notato se quando sei in viaggio hai attacchi d’ansia improvvisi o ti senti tutto il giorno quell’insopportabile  peso sullo stomaco?

La mia teoria, anzi più che altro la mia esperienza pratica, mi dice che è molto improbabile. Quando sei in viaggio, soprattutto in posti completamente nuovi, la tua attenzione è interamente sul momento presente. Tutto ciò che hai intorno è sconosciuto o quantomeno diverso, e richiede concentrazione.

Quando sei al 100% nel presente e concentrato sulla percezione di odori insoliti, sulla comprensione di norme culturali e sociali curiose, sulla vista di cose inusuali e così via, non c’è alcuno spazio per l’ansia. Non c’è spazio per pensare a domani, alle bollette da pagare, a cosa può succedere se perdiamo l’aereo.

C’è posto solo per il momento presente.

Se hai avuto un lungo periodo di ansia e stress e ne hai la possibilità, la cosa migliore è prenotare un viaggio. Non serve andare a Timbuctù, bastano due giorni in un posto nuovo per stimolarti, incuriosirti e spostare il focus dall’interno, cioè dai pensieri ossessivi che girano in circolano, verso all’esterno.

Il viaggio permette all’ansioso di ricordare che la vita è adesso. Se poi ti trovi ad affrontare situazioni incerte o spiacevoli, anche meglio!

Ma come, penserai, se sono ansioso già mi causa disagio andare all’estero, figuriamoci trovarmi di fronte a dei problemi!

Invece affrontare difficoltà all’estero ti farà sentire molto più pronto e forte di quanto la tua mente velenosa non voglia farti credere.

Se uscire per andare a un compleanno quando sei preda dell’ansia ti sembra un’impresa ciclopica, cosa succede se sei all’estero e costretto a socializzare con sconosciuti perché altrimenti resti solo? Panico? Forse, ma avrai fatto un importante gradino in più nella gestione dell’ansia.

ansiaCuriosamente, uno dei periodi in cui ho sofferto meno d’ansia in assoluto è stato quando ho vissuto in Turchia, al confine con la Siria, per un progetto che riguardava il sostegno all’infanzia e che poi ha finito per includere non solo i bambini turchi in ospedali e orfanotrofi, ma i moltissimi rifugiati che si erano riversati a Gaziantep per la guerra in Siria.

Lavorare ogni giorno in un ambiente disorganizzato, con continui arrivi e partenze di volontari stranieri, diversità culturale imperante, comunicazione non sempre facile e difficoltà varie, non solo non mi ha mai causato ansia, ma al contrario l’ha allontanata del tutto.

In 90 giorni di permanenza ne ricordo solo uno in cui sono stata ansiosa.

Magia? No, semplicemente con tante persone intorno e tante cose diverse da sperimentare ogni giorno la mia mente non aveva il tempo di perdersi in paure e preoccupazioni future.

C’era solo il qui e ora.

Non serve per forza un viaggio per stare meglio, né serve andare a fare esperienze particolari in posti esotici, ma non si può negare che viaggiare sia la cura migliore per riportare l’attenzione esclusivamente sul presente.

Ci sono molti altri modi per aiutarti a sentirti meno ansioso, ma viaggiare è il numero uno perché permette di:

  • sorprenderti e ritrovare la gioia nelle piccole cose
  • rafforzare la fiducia in te stesso e l’autostima per le sfide superate
  • riscoprire cosa vuol dire guardare il mondo con gli occhi curiosi di un bambino
  • obbligare la mente a fermarsi
  • riconnetterti con la persona che sei veramente, lasciando da parte l’ego preoccupato e ossessivo
  • ridimensionare le tue ansie e le tue paure e mettere le cose in prospettiva
  • apprezzare ciò che hai

Certo, non si può stare sempre in viaggio e non vuol dire che non ti troverai ad affrontare cose che potrebbero causarti addirittura più ansia del solito, ma in generale un viaggio mette un bel tappo in bocca alla voce malefica che ti sussurra nel cervello.

Più sei ansioso, più è il caso di uscire a farsi un giro. Se non puoi permettertelo per motivi di lavoro, studio o altro non preoccuparti, le alternative sono tante e le vedremo tutte! In caso contrario, però, fai la valigia.

Trovo l’estasi nell’atto di vivere – il semplice senso di vivere è gioia sufficiente

Emily Dickinson

Al solito, non dimenticarti di condividere quest’articolo con i tuoi amici più ansiosi, magari finirete per fare il viaggio della vita 😉 E lascia un commento, sono curiosa di sapere se questo metodo funziona anche per te o se quando sei all’estero ti capita di sentirti peggio e preferisci evitare di partire.

Se vuoi informarti sui vari progetti europei, come quello a cui ho partecipato in Turchia, ti consiglio la pagina Scambieuropei, al seguente link.

Se invece vuoi scoprire come questo blog può aiutarti a sconfiggere l’ansia leggi il primo articolo della sezione Che ansia!

Crescita personale

corsa in montagna: 8 lezioni per le sfide quotidiane

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Ti sembra sempre che gli sportivi di alto livello raggiungano obiettivi inavvicinabili per noi comuni mortali? Eppure immagino che avrai notato quanto si possa imparare dallo sport, anche nel tuo piccolo. In questo post voglio parlarti della corsa in montagna (trail running).

No, tranquillo, non voglio convertirti ad un’attività che magari neanche puoi praticare (se vivi in centro a Milano, ad esempio). Voglio solo dimostrarti quante cose sorprendenti lo sport permette di scoprire su noi stessi e, soprattutto, quante lezioni apprese dallo sport possiamo applicare alla vita quotidiana.

L’esempio sarò io: sportiva e amante della corsa, ma niente di estremo. Fino ad aprile 2016 correvo al massimo 7 km. Ed ecco che, trasferitami nelle Dolomiti, ho deciso di iscrivermi ad una gara di corsa in montagna: skyrace, corsa breve con forte pendenza (1000m), di 20 km.

Avevo a disposizione solo due mesi di allenamento. Ecco cosa è stato fondamentale per portare a termine questa sfida personale:

  • stabilire un obiettivo raggiungibile

Sin dall’inizio ho avuto chiarissimo il mio obiettivo, ovvero finire la gara entro il tempo limite (3h30’). Con due mesi di allenamento e un programma che mi ero fatta da sola non potevo certo pretendere di più. La chiave, quindi, sta nel trovare il giusto equilibrio: avere un obiettivo che rappresenti una sfida abbastanza ardua da tenerti sulle spine, ma al tempo stesso raggiungibile, altrimenti rischi di abbandonare subito.

  • organizzarsi

Avendo poco tempo a disposizione, per prima cosa ho cercato di organizzarmi. Ho contato le settimane a ritroso, stabilito sia il numero di allenamenti a settimana sia le tipologie (ripetute, uscita lunga, uscita in montagna, palestra…) e distribuito gli allenamenti sul mio calendario.

  • chiedere supporto online

C’era chi mi diceva che ce l’avrei fatta senza problemi a prepararmi, mentre altri mi hanno dato della pazza. Dal momento che ero piena di dubbi, mi sono iscritta ad una community di appassionati di corsa in montagna e ho chiesto consiglio. Volevo essere rassicurata sul fatto che fosse possibile prepararsi in soli due mesi e scambiare qualche parere riguardo agli allenamenti.

  • accettare i momenti negativi

Se qualche volta ho saltato l’allenamento mi sono sforzata di non lasciarmi prendere dall’ansia e di non pensare al fatto che sarei arrivata alla gara impreparata rischiando infortuni o facendo uno sforzo fisico eccessivo.  A volte ho pensato che fosse meglio rinunciare perché stava diventando più uno stress che altro (l’ultima gara di corsa risaliva all’adolescenza), ma ho tenuto duro perché ero troppo curiosa di vedere come avrei reagito durante la gara. Poi ormai ero nel pieno degli allenamenti!

  • cadere

Una delle cose da cui ho imparato di più durante l’allenamento è stato cadere. Un giorno in cui mi sentivo in forma stavo volando giù per un sentiero ripido e pieno di sassolini. Mi sono deconcentrata e sono scivolata, procurandomi un taglio. Ho ancora la cicatrice. Il punto, però, è che dopo quella caduta ho capito che avrei dovuto restare più concentrata in discesa e controllare meglio gli addominali. La paura di cadere mi accompagnava da un po’, perché tra radici, sassi e punti esposti diciamo che le Dolomiti sono una bella sfida, ma solo dopo la prima caduta ho esorcizzato la paura e mi sono sentita pronta. E’ una delle regole base dei guru yankee: se non fallisci almeno una volta non sei nessuno.

  • fare ricerca

Prima di farmi un programma ho spulciato un po’ online. Ho controllato diversi siti e blog di professionisti, di corsa in generale e di corsa in montagna, per avere consigli sulla nutrizione, sul tipo di allenamento, il tipo di gara ecc. Tuttavia ho fatto attenzione a non esagerare: non mi sono messa a fare calcoli eccessivi sui battiti cardiaci e la velocità massima perché era la prima gara e volevo che fosse anche un’esperienza piacevole. Avere troppe informazioni a volte è controproducente: ti prende il panico.

  • continuare cocciutamente 

La pioggia non mi ha mai fermata, anzi, uno degli allenamenti più belli è stato sotto il diluvio. Un’altra volta pioveva a dirotto allora ho deciso di non uscire… mi sono allenata correndo su e giù per le scale del palazzo, tra l’ilarità generale. Quando hai un programma e un obiettivo, tienilo sempre fisso in testa. Puoi concederti qualche sgarro, ma occorre continuare a percorrere la strada se si vuole arrivare in fondo. Ho anche provato il percorso di gara due volte, alla fine della prima ho seriamente pensato di rinunciare, ma ho pensato positivo: avevo ancora un po’ di tempo a disposizione che, se ben sfruttato, avrebbe prodotto risultati.

  • divertirsi

Perché pensiamo sempre che tutto quello che viene prima del raggiungimento di un obiettivo debba essere solo fatica, sudore e lacrime? Divertiti lungo il percorso! Per me è stato incredibile correre giù per i sentieri come nell’infanzia, sentire la gambe che si lanciano per prati, esplorare nuovi percorsi e sentire l’energia della montagna intorno a me, la gara è stata giusto una scusa per muoversi ancora di più ed esplorare.

In poche parole: chiedi aiuto, ma alle persone giuste; fai ricerca, ma tieni ben presente qual è il tuo obiettivo; accetta i momenti negativi e perdonati per gli sgarri occasionali; divertiti; organizzati e, la cosa più importante, quando ti poni un obiettivo prendi in considerazione ogni aspetto della cosa: prima gara con poco tempo di preparazione? Non puoi certo pretendere di arrivare tra i primi 10!

Cosa ho scoperto: i limiti sono nella tua testa.

Cos’ha veramente fatto la differenza?

La volontà. Avevo deciso che volevo assolutamente provare e che il fatto di trasferirmi per un po’ nelle Dolomiti fosse l’occasione perfetta per fare qualcosa di nuovo e cosa c’è di meglio della corsa in montagna? Ha fatto la differenza anche imparare a controllare i pensieri negativi (quel punto è ripido ed esposto, se cadi tanti saluti… se scivoli in discesa sui sassi ti frulli le gambe…) e apprezzare i piccoli miglioramenti, oltre, ovviamente, ai paesaggi mozzafiato.

Vuoi sapere com’è andata?

A gennaio dell’anno scorso non avevo neanche mai pensato di iscrivermi ad una gara. Ad aprile avevo ripreso a correre da poco. La seconda settimana di allenamento avevo già battuto il mio record personale: 14km. Poi ho corso ininterrottamente per 20km, cosa per me impensabile, quasi ridicola, solo pochi mesi prima. Il giorno della gara ho finito a 3h e 08’, superando molti uomini in discesa e arrivando con la consapevolezza che forse avrei perfino potuto dare di più!

La grande scoperta: sei fortissimo e pochi obiettivi sono veramente irrealizzabili, purché tu ci metta consapevolezza, costanza e caparbietà.

I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni

Philippe Petit

Se vuoi scoprire di più sulla corsa in montagna ecco il portale italiano di riferimento. E tu che hai imparato di fondamentale dallo sport? Lascia un commento e non dimenticare di condividere l’articolo sui social!

Crescita personale

Due lezioni di vita per iniziare il viaggio

iniziare il viaggio
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Benvenuto sul blog.

Quello di oggi sarà un post introduttivo e più discorsivo, ma non avere paura, ci servirà giusto per darci la spinta, dato che insieme faremo un viaggio molto intenso (in fondo all’articolo scoprirai cosa ti servirà per affrontarlo).

Per iniziare vorrei che tu assimilassi bene due concetti fondamentali:

hai già tutto quello che ti serve per partire, non devi aspettare che il viaggio sia concluso per poter essere felice, realizzato o soddisfatto, e puoi partire solo nel presente.

Avanti tutta.

Dicavolievele: immagino che tu voglia sapere come mi sia venuto in testa un titolo tanto bislacco e cosa abbia a che fare con una partenza.

Ad essere sinceri la mia mente aveva prodotto diversi titoli simpatici, tra cui “di canti e schianti” e molti altri che rimandavano al tema del viaggio interiore e per lo più finivano in zen (cavoli zen era il mio preferito).

Il primo l’ho scartato, ormai avevo in mente “di cavoli amari e vele spiegate”, poi accorciato e al quale mi sono subito affezionata, mentre viaggio e zen sono banali.

Ma non divaghiamo! Questo è un blog di crescita personale cosa c’entrano i cavoli e le vele?

Insomma, è il mio nuovo spazio online, dedicato interamente a te, mi concederai una breve introduzione!

E va bene, cominciamo.

Con cavoli intendo quelli amari, quelli che ingoiamo ogni volta che diciamo “sarò felice non appena…” o “le cose andranno bene quando…” e intanto accettiamo passivamente le decisioni altrui e restiamo immobili nel nostro scontento, tanto un giorno gliela faremo vedere noi. Ah sì?

Le vele sono quelle che dobbiamo spiegare al vento se vogliamo cambiare rotta. Sembra facile, ma un’azione tanto semplice può implicare uno sforzo immane anche per i marinai più esperti, figuriamoci per chi non si è mai messo in viaggio!

Ti viene data la possibilità di scegliere. Cavoli o vele?

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Mica sei così citrullo da preferire i cavoli… ma come fare a passare all’azione?

Come far tacere l’odiosa vocina nel cervello che ti sussurra che coi cavoli sei al sicuro… perché mai spiegare le vele?!

Se scegli di partire potresti finire con l’arenarti in un mare ancora più ampio di cavoli amari e le cose potrebbero andare perfino peggio. Meglio restare dove sei, lasciamo stare sta fesseria del viaggio.

Eppure l’avventura chiama, o forse è solo che la situazione attuale è intollerabile.

Niente ti assicura che potrai lasciarti i cavoli alle spalle e che non ne vedrai mai più. Ad essere sinceri, è probabile che ne incontrerai di ben più giganteschi e maleodoranti.

Però potrebbe esserci una differenza. Ovvero che a quel punto avrai imparato a navigare e le tue vele saranno così ampie e forti da distruggere quasi ogni ostacolo e, prima che tu te ne accorga, solcherai le acque con agilità e l’odoraccio di cavolo sarà passato.

Se però resti tra i tuoi cavoli amari non lo saprai mai. Allora dai, spiega quelle vele.download

Smetti di lamentarti di quello che non ti piace della tua vita. Cosa esattamente non ti piace? Come puoi cambiarlo? Quando puoi iniziare? Il viaggio comincia adesso.

La società attuale ci vorrebbe tutti consumatori ignari e soprattutto infelici, perché convincere una persona felice ed equilibrata che ha assolutamente bisogno di qualcosa/qualcuno per essere meno sfigata non è altrettanto facile. Manipolare chi è felice non è una cosa così scontata.

Così non va, sei tutto sbagliato. Ti manca…

Sarai felice se acquisti l’ultimo modello di… una volta che avrai questo prodotto la tua vita cambierà… hai ancora tempo per… immagina come sarebbe se… come, ancora non hai…?

Non farti fregare.

Puoi essere deluso e amareggiato per il tuo passato o terribilmente preoccupato per il tuo futuro, ma in questo momento, questo in cui stai leggendo, tu hai già tutto l’occorrente per essere felice e per poter realizzare le tue aspirazioni.

No, non ti serve incontrare la persona giusta, né una macchina, né più soldi, né più intelligenza o creatività… Sarebbe bello avere di più di tutto quanto, ma avere di più non è la condizione necessaria per potersi mettere in viaggio.

Qual è l’agognata meta? Dipende da te, ma non conta se sarà raggiunta o meno, conta ciò che farai durante il percorso. Se sfrutterai ciò di cui già disponi, affinerai le tue doti, cambierai i comportamenti nocivi e controproducenti e ti adopererai per portare a termini i progetti che più ti stanno a cuore, concentrandoti su ogni passo, stai pur certo che sarai alla meta prima ancora di aver finito il viaggio.

Se tu evitassi di rimuginare sul passato e di pensare ad un futuro che ancora deve essere plasmato, potresti apprezzare quello che hai già ed essere felice per il solo fatto che respiri, sei vivo, e che il tuo corpo e la tua mente sono due strumenti stupefacenti che ancora devi imparare a utilizzare al meglio. Ma nel presente.

Ti è mai capitato di essere travolto da pensieri così ossessivi sul futuro che ti manca il respiro e su rimpianti o rimorsi così forti, da sentirti bloccato? C’è chi dice meglio avere rimorsi che rimpianti.

Io dico che è meglio concentrarsi su questo attimo presente, sul tuo respiro che, tra un secondo soltanto, sarà anch’esso parte del tuo passato.

Il presente è l’unica cosa che abbiamo. La tua mente ti spinge a concentrarti esclusivamente su passato e futuro e ti dice che non puoi metterti in viaggio adesso, che ti manca questo, che prima devi fare quello, che devi essere diverso…

Senti che rumore fa? Senti quante insicurezze e paure ti sibila senza sosta? La verità è che, se non parti ora, come arriverai dove intendi recarti?

Partire ora, o non partire mai. Ma non spaventarti se non ti senti pronto. Pensala così:

Non è meravigliosa la vita? Puoi continuare a ricominciare, ripartire da un altro punto, cambiare rotta, tentare nuove strade o ripercorrere le vecchie in modo nuovo… e puoi farlo senza alcun limite. L’unico limite è la morte (ma qualcuno avrebbe da obiettare anche su questo).

Se hai deciso di dare una svolta alla tua vita, di trovare il tuo equilibrio perché ora non va, di sviluppare le tue doti migliori e metterle al servizio degli altri, limare i tuoi difetti peggiori e lavorare ai grandi progetti abbandonati, lo dovrai e potrai fare solo nel presente.

Non c’è altra soluzione.

Non si attende che arrivi il lunedì. Si parte anche di sabato sera se necessario.

Prima tappa del viaggio:

Parti adesso, ovunque ti trovi, qualunque sia il tuo passato, qualunque timore tu abbia per il futuro, qualunque sia la tua condizione attuale in termini di salute mentale e fisica, che tu sia ansioso, giù di morale o desideroso di crescere, in qualsiasi situazione economica e familiare tu ti trovi, qualunque siano le tue speranze, aspettative, paure.

Puoi essere felice e migliorare la tua vita solo nel presente.

Puoi sconfiggere l’ansia e smettere di farti tormentare dal passato solo qui e ora.

Puoi lottare per i tuoi obiettivi e il tuo futuro solo adesso.

Abbandona la convinzione che sei fatto così e non potrai mai cambiare o che le cose dovrebbero andare diversamente; abbandona la frustrazione per ciò che è passato e non puoi modificare, la sensazione opprimente di aver fallito e di incorrere perennemente negli stessi errori, la rabbia verso te stesso e il senso di colpa per quello che hai fatto o meno.

Invece, fai un bel respiro e sorridi al pensiero che, se vuoi, puoi iniziare a stare meglio da subito.

Poi, per completare il viaggio, ti ci vorrà:

  • Un pizzico di pazienza, per affrontare un lungo e contorto sentiero
  • Un briciolo di coraggio, per abbandonare finalmente quel vecchio zaino pieno di sassi che ti ostini a portarti dietro e partire più leggero
  • Una buona dose di fiducia, per evitare di fissarti continuamente su quell’odiosa cartina e credere invece nel sentiero che stai percorrendo
  • Una borraccia, con dentro qualche goccia di caparbietà e anche di forza interiore, per confortarti quando ti sentirai completamente perso

Per oggi ricorda:

  1. puoi iniziare il viaggio così come sei, puoi essere felice, sentirti realizzato, imparare ad apprezzarti per quello che sei, adesso, senza “quando finalmente succederà questo, allora…”
  2. hai solo il presente. Non puoi iniziare il viaggio domani

Come fare a spiegare le vele lo vedremo insieme. Intanto tu molla gli ormeggi.

Parti e, visto che saremo compagni di viaggio, intanto dai un’occhiata al mio profilo.


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