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Crescita personale

Puntuario per un anno al massimo

imageUna sezione del Muro di Berlino, mi sono piaciuti i colori...
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Per un anno al massimo, non per un anno di successi

Comincio subito questo post dicendo che ho scritto per un anno al massimo, non per un anno di successi. Si fa un tale abuso della parola successo che a volte mi viene il voltastomaco.

Anche perché è risaputo che dal successo impariamo ben poco, è dal fallimento che capiamo la lezione e procediamo.

Comunque stavolta non ti voglio parlare di successi e fallimenti, ma di come vivere quest’anno al massimo, con energia ed entusiasmo, per arrivare a dicembre con il cervello pieno di ricordi incredibili e di soddisfazioni meritate.

Il punto più importante è l’ultimo, non si può proprio tralasciare.

Cominciamo…

  • Parti senza esagerare: meno liste, meno progetti, meno obiettivi

Ne ho già parlato qui: ogni tanto è meglio non porsi alcun obiettivo. Oppure fallo, ma assicurati che la tua lista sia realistica e che non siano cose campate per aria di cui tra un mese non ti importerà più niente.

Meno cose equivale a più concetrazione. Altrimenti continuerai a dedicarti alle attività sulla lista che richiedono meno impegno, rimandando tutto il resto. Da qui il punto seguente …

  • Porta a termine qualcosa: priorità assoluta ai progetti nel cassetto

Per quest’anno prova a concentrarti su una di quelle attività che rimandi da mesi o anni. Farlo aumenterà notevolmente la tua autostima e ti darà molta soddisfazione. C’mon, you can do it!

Sistemare il tuo portfolio? Realizzare la tua pagina web? Finire di scrivere quel libro? Ma, senza andare troppo lontano, possiamo includere sgomberare lo sgabuzzino, riparare un oggetto, liberarti di qualcosa, correggere il CV, programmare un viaggio…

  • Sii più pratico: organizzati prima di cominciare

Un tempo, in primavera svuotavo armadio e cassetti per fare il cambio di stagione. Buttavo tutto all’aria illudendomi che così avrei sistemato le cose velocemente, quando invece restava il caos per giorni interi, perché mi stufavo subito o mi spaventavo a vedere la mole di roba da rimettere a posto.

Sono stata chiara, no? Inutile cambiare in modo drastico se poi abbandoni subito.

Comincia piano e procedi per gradi pre-stabiliti, tenendo presente che tipo di persona sei. Inutile che tu ti metta a prendere appunti e fare schemi al computer se ti piace scrivere a mano!un anno al massimo

Per la gestione di progetti o attività di routine puoi ricorrere a varie app o utilizzare carta e penna. Non c’è un modo migliore di un altro e non per forza devi metterti una scadenza se sai che per te non funziona.

In ogni caso, io ti consiglio il metodo kanban (dividi un foglio in 3 colonne: da fare, in corso e fatto. Molto intuitivo).

  • Non rimandare: piccoli passi

Il modo più sicuro per non fare qualcosa è rimandare il primo passo. Se, per esempio, vorresti provare a cambiare lavoro in primavera, non rimandare TUTTO fino a fine marzo. Comincia subito con l’azione più piccola possibile, ad esempio, tirare fuori il tuo CV e appoggiarlo sulla scrivania.

Suddividere le attività che ci intimoriscono, soprattutto quelle legate a grossi cambiamenti, in attività più piccole ti aiuterà a farla sembrare meno gigantesca e ti farà sentire più sicuro e in controllo della situazione.

  • Dedicati subito a qualcosa di entusiasmante: per energia e buonumore

Per affrontare meglio gennaio e febbraio, che sono sempre un po’ faticosi, assicurati di dare spazio a qualcosa di entusiasmante. Anche se si tratta di un viaggio o un’opportunità per cui dovrai ancora aspettare parecchio, comincia a pianificare, a raccogliere info… a sognare!

  • Sii ragionevole: non fare il vigile inflessibile

Non smetterò mai di ripeterlo, soprattutto nel caso degli ansiosi e dei perfezionisti, se non impari a essere più gentile con te stesso non andrai da nessuna parte.

Smettila di essere troppo pignolo.

Se questo è il tuo progetto, il tuo anno, il tuo piano, valgono le tue regole e l’unico che può metterti i bastoni fra le ruote sei tu stesso. O, meglio, la vocina che hai nel cervello che si impone come vigile, giudice, professore o chissà che altro e non fa altro che farti sentire un disastro.

Ignorala e accetta ostacoli, ritardi, deviazioni, errori grossolani e quant’altro come qualcosa di inevitabile in un percorso avventuroso.

Sii ragionevole e, qualsiasi cosa tu abbia in mente, sarà un anno al massimo. Sii gentile, perché per vivere un anno al massimo bisogna capire che una cosa è l’immaginazione e un’altra è la realtà.

Se non immaginiamo le cose, non possiamo agire per far sì che diventino realtà. Ma è inevitabile che la realtà sia sempre un po’ diversa.

Per un anno al massimo devi accettare questo “scarto” e continuare a pigiare sull’acceleratore. Non spegnere il motore solo perché la strada è un po più lunga o erta di quello che pensavi.

Keep going…

  • Fai un bel chek-up: che abitudini hai?

La cosa più importante che puoi fare è la seguente: riflettere sulle tue abitudini e apportare gli aggiustamenti necessari. Si tratta di una cosa fondamentale, per questo ne riparleremo.

Intanto ti consiglio di pensare alle tue abitudini mattutine, alla routine serale, alle cose che fai ogni giorno nello stesso modo da sempre… scrivile, poi vedremo cosa cambiare.

Per ora è tutto, mi sembra che ci sia già abbastanza da fare!

Ti auguro un anno pieno di colori.

Che ne dici di questo articolo, ti è piaciuto? Fammi sapere se c’è qualche punto che è particolarmente significativo per te!

Pensieri sciolti

La chiave per rendere magico il tuo inverno

imageTramonto dal Passo Giau con vista su Cortina d'Ampezzo
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Attenzione: inverno berlinese in arrivo

Siamo in pieno autunno e a Berlino il grigio è il colore predominante. Quando si intravede uno sprazzo di blu quasi ci si emoziona. Se si comincia così, non oso immaginare come sarò energica e ottimista a febbraio!

Avendo davanti un inverno impegnativo, il mio primo inverno berlinese completo, ho riflettuto su quali sono le cose che mi rendono felice o mi fanno sentire piena di energia.

Il punto è: cosa ti rende tanto allegro, che neanche ti accorgi di come sia il tempo?

Lasciamo stare le cose più ovvie, come continuare a uscire e socializzare nonostante la notte perenne e il gelo imperante, e concentriamoci invece su altri aspetti che a volte tendiamo a trascurare.

Questa è la mia lista:

SPORT

La voglia di andare a correre si è persa con la prima diminuzione delle temperature. Muoversi diventa un impegno, soprattutto seo dopo il rientro da lavoro bisogna uscire nuovamente per fare sport. Parliamoci chiaro: è una prova di volontà insuperabile.

Ma c’è un segreto…

Concentrati su una cosa soltanto: la sensazione che proverai dopo aver fatto sport.

Che la lezione di krav maga sia alle 20.45 mi sembra una tortura e il mio entusiasmo è sotto terra ogni giovedì. Tuttavia, al rientro la mia mente è così libera e il mio corpo si è sfogato così tanto, che sono addirittura euforica.

Trova lo sport giusto per te. Più è duro l’inverno, più sport conviene fare per ricordarsi di cosa sono le endorfine. Oh, le endorfine, come in quelle giornate a nuotare tra gli scogli al tramonto…

Cerca di fare un mix di cose diverse per variare sia l’attività che la compagnia. Io, ad esempio, faccio pilates coi colleghi e vado a correre. In alternativa, se proprio non ho voglia/tempo di muovermi, utilizzo una app con programmi di allenamento brevi ma intensi.

Aiuta anche darsi un obiettivo sportivo: in primavera vorrei fare la mezza maratona, cosa che mi obbliga a prendere sul serio l’allenamento e a uscire anche quando il piumone cerca di risucchiarmi.

NOTA: No, non vuoi arrivare a giugno e rappresentare l’esempio perfetto di panico da prova costume.

Il tuo corpo ha bisogno di muoversi, altrimenti saremmo stati programmati per il letargo, nel qual caso questo articolo sarebbe inutile. Shake that body, baby.

HYGGE

Questa è una parola danese/norvegese di difficile traduzione. Fa riferimento a quella sensazione di benessere, tranquillità e comfort che sentiamo, ad esempio, quando siamo davanti al caminetto in inverno con una cioccolata calda. Per saperne di più leggi qui.

In questo caso mi riferisco soprattutto all’importanza di avere un luogo accogliente in cui sentirsi a proprio agio… la tua bat-caverna per dare l’idea.

Non è così scontato se vivi in una casa/stanza in affitto e non hai potuto decidere né che coinquilini avere, né che tipo di arredamento scegliere. 

Io vivo da sola e non posso lamentarmi dell’appartamento, anche se renderlo hygge non è stato facile: non essendo casa mia, non posso fare cambiamenti drastici.

La chiave, in ogni caso, è cercare di dare quel tocco personale che ti faccia sentire a casa, ovunque tu sia.

Negli anni ho avuto tanti coinquilini di altrettanti paesi diversi e posso assicurarti che la maggior parte delle stanze sono ben lontane dall’essere hygge: “ho visto cose che voi umani…” esatto, proprio così.

Dai retta agli scandinavi, che sulla vita al buio la sanno lunga, e vedi di rendere la tua stanza il covo perfetto per l’inverno 😉

PROGETTI

Adesso è il tuo momento!

In estate sei troppo occupato a godere dei raggi del sole per poterti concentrare su progetti, sogni, piani malefici per la conquista del mondo e quant’altro.

Con l’arrivo dell’autunno puoi rispolverare il cassetto e pulirlo dalle ragnatele… è tempo di lavorare!

Non c’è niente di meglio di stare al calduccio e dedicarsi alla propria passione. Dai videogiochi all’apprendimento di una lingua, dalla pittura a un business plan… tutto va bene fuorché perdere tempo a scorrere la home di Facebook o a invidiare chi posta foto in Tailandia su Instagram.

Quello non è hygge, è suicidio!

A meno che tu non stia programmando un viaggio e non ti stia documentando, nel quel caso sei scusato.

Già che ci siamo, in questo articolo parlo di come fare per non abbandonare un progetto.

Adesso, dì un po’, com’è la tua lista per sopravvivere all’inverno?

Raccontami se hai qualche strategia speciale per sopravvivere ai lunghi mesi invernali o se le tue abitudini non cambiano. Ma dimmi, ti prego, che non intendi vivere di malinconia e ricordi.

Aspetto la pioggerella d’autunno, per nascondermi tra le persone, nel grigio della città e vivere di malinconia e ricordi. L’autunno permette cose che in altre stagioni non sono possibili.

Stephen Littleword, Piccole cose

Lascia un commento e non dimenticare di segurmi sui social!

 

 

 

 

 

Che ansia!

6 trucchi per sconfiggere l’ansia da rientro

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Ansia da rientro

Che brutta cosa tornare e sentirsi invadere da quello strano malessere, senza saperlo neanche bene identificare… no, non è solo malinconia, né fretta di riadattarsi e riprendere il ritmo abituale.

Si tratta di qualcosa di più subdolo: si chiama ansia da rientro.

Non alzare il sopracciglio, il termine non l’ho mica inventato io! Se cerchi su google troverai articoli interi sull’irritabilità, lo stress, la fatica di rientrare in quella, che per molti, è l’asfissiante ruota del criceto.

Ansia da rientro dalle ferie o da un viaggio intenso, ma anche (si spera di no!) dall’ospedale, da un periodo di riposo… in generale da qualsiasi cosa rappresenti uno stacco dalla routine.

Immagina

Hai finalmente fatto quel viaggio che intendevi fare da tempo… un periodo più o meno lungo di avventure, esperienze, scoperte. La tua mente è stata sempre concentrata sul momento presente. Non ha avuto tempo di perdersi in ansie, paura, costruzioni mentali inutili su futuro e passato. C’era solo il presente.

Poi, improvvisamente, è giunta l’ora di rientrare.

Il senso di fare un viaggio o di prendersi un periodo di stacco sta proprio nell’interrompere la quotidianità e tutto ciò che è conosciuto e scontato, ma presto o tardi dovrai tornare, caro mio!

ansia da rientro
Come si potrebbe mai voler lasciare un posto così?!

E, se sei un ansioso, molto probabilmente troverai la cosa difficile: riorganizzarsi e riabituarsi alla normalità appare come un compito estenuante.

Ah, tornare…

Mi è successo proprio in questi giorni, appena sono rientrata da un’esperienza splendida: un mese zaino in spalla in Indonesia.

Non ricordo di aver mai avuto ansia mentre mi trovavo là, a parte gli ultimissimi giorni, in cui si è fatto strada proprio quel diffuso malessere.

Ho provato a cambiare il volo di rientro, ma ormai era tardi per questo tipo di intervento. Ho provato anche a organizzare schematicamente le cose da fare al rientro, in modo da non farmi travolgere dall’ansia. Un po’ è servito, ma giusto per limitare l’ansia, non per eliminarla del tutto.

Infine, ormai a casa, è bastato poco per scombussolarmi.

Basta un attimo per finire preda dell’ansia, intrappolati in una rete di pensieri e sensazioni sgradevoli. Come fare in questi casi? Riadattarsi non è facile.

Sarà l’ambiente circostante, un ambiente in cui abbiamo già provato ansia, che fa scattare automaticamente queste sensazioni, o è una cosa indipendente dal luogo e che dipende dalle nostre aspettative irrealistiche sul rientro?

O magari è solo che non vorremmo essere di nuovo a casa e dobbiamo farci una sorta di violenza mentale per tornare a incastrarci nel quotidiano, da qui lo sfogo dell’amica ansia, che invade la mente per dirci che staimo facendo una sciocchezza.

Robot all’azione

Le menti ansiose amano programmare perché dà stabilità, salvo poi andare in panico perché una programmazione eccessiva non permette di stare al passo con le aspettative.

Un bel corto circuito.

Non importa che si tratti di liste mentali, appunti chilometrici, cose semplici come andare dal dentista o più complicate come cambiare casa ecc., quando bisogna abituarsi a rientrare nella routine l’ansia da rientro è felicissima di tormentarci.

Che fare?

Conviene innanzitutto procedere con calma. Più facile a dirsi che a farsi, come sempre 😀

Ecco alcune soluzioni utili:

fai liste essenziali e ordinate, non perderti a scrivere sciocchezze/ovvietà. Poi fammi sapere, io su questo punto sbaglio sempre. Scrivo liste ovunque, caotiche e piene di cose inutili che fanno, indovina un po’, solo venire ansia!!!

suddividi le cose da fare in blocchi di 10/15 minuti e dedicati ad una cosa per volta. L’altro giorno avrò cominciato non so quante attività diverse senza finirne una e, guarda caso, alla fine ero nel caos.

fai prima le cose più noiose e apparentemente insignificanti, quelle che richiedono un minimo sforzo ma che non ti prendi mai la briga di fare (suvvia, che ci vuole a chiamare il dentista per prendere un appuntamento!? Sì, hai ragione, infatti tra un attimo lo chiamo…)

non rimandare le cose a cui tieni e che rischiano di essere posticipate alle calende greche, per esempio sistemare le foto. Più avanti, se non te ne sarai occupato, ti dispiacerà e ti sentirai in colpa.

stabilisci delle tempistiche realistiche! Ah, questa non ti piace, vorresti avere tutto sotto controllo entro mezza giornata, forget about it.

l’ultimo consiglio, ma il più importante. Sii indulgente. L’ansia è spesso la migliore amica del perfezionismo più agguerrito, se smussi gli angoli e abbassi l’asta di aspettative/doveri/responsabilità anche la tua ansia si ritirerà un po’ nel suo angolino. Da bravo, impara ad essere più paziente.

Inoltre, nel caso tu stia veramente facendo fatica a riadattarti alla normalità e la vocina nel tuo cervello ti stia gridando come un’ossessa “ma cosa ci faccio quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?!”, l’intervento urgente che ti suggerisco è quello della meditazione.

Ti aiuterà a calmarti e rimetterà le cose in prospettiva.

coraggio

Ogni cambiamento può essere portatore d’ansia, ci sono perfino persone che proprio per questo motivo non amano affatto andare in vacanza, partire per posti sconosciuti o partecipare ad attività che esulino dal conosciuto.

Se invece sei un’entusiasta, ma poi accusi l’ansia da rientro, fatti coraggio, con qualche trucchetto andrai alla grande.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, tienilo presente in caso tu debba affrontare a breve una fase di assestamento.

L’ansia da rientro si può tenere sotto controllo e, dopotutto, perché preoccuparsi? Ti rimando a questo breve video in inglese (tranquillo, è facile facile e dura un minuto), che con la sua semplice ironia può aiutarti a superare il trauma da rientro.

Fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto! Sarei curiosa di sapere se anche tu soffri di ansia da rientro e se, soprattutto, alcuni dei punti menzionati sopra ti sono stati utili.

Se ti interessano altri articoli sull’ansia ti rimando alla sezione dedicata del blog, buona lettura.

Crescita personale

gestione del tempo: prova la matrice Eisenhower!

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Oh, che meraviglia, oggi iniziamo ad affrontare uno dei temi cardine della crescita personale: la gestione del tempo. In poche parole tratteremo di quanto sprechiamo il nostro tempo e di quanto ci piace lamentarci che le giornate non sono abbastanza lunghe!

Noooo, oggi ho fatto tutto tranne quello che avevo intenzione di fare!

Tagliaaaategli la testa!

Social, pigrizia, disorganizzazione… chi sono i colpevoli?

Gli italiani, secondo uno studio recente (se ti piacciono le statistiche clicca qui), passano ben due ore al giorno sui social media. Mica poco! Del resto tra una cosa e l’altra apri Facebook, poi Instagram e… caspita, in 40 minuti sono passato da video sui panda ad articoli di cronaca nera, come mi sento arricchito! 😉

Già, se a fine giornata fai la somme ti si rizzano i capelli. 

Va bene, non hai fatto ciò che volevi fare, ma magari non è stata colpa dei social o di altre attività inutili e improduttive. Magari sono semplicemente successi degli imprevisti…

Oh, mi sa che ti ho già perso, perché può darsi che tu non ti renda neanche conto di come sfrutti le ore della tua giornata! TIC TAC, finisci come il Bian Coniglio: sempre di corsa e sempre un po’ isterico, perché la gestione del tempo è un concetto astruso per te. Non disperare.gestione del tempo

Non intendo trattenerti ancora, qua sotto ti propongo uno strumento utilissimo che puoi sfruttare per capire come utilizzi il tempo. La parola chiave è consapevolezza: una volta che avrai capito cosa non funziona avrai la possibilità di intervenire o meno e, in caso, decidere come e dove intervenire.

La griglia magica

Negli anni ‘50 il generale Eisenhower ha inventato un’apposita  matrice per la gestione del tempo, suddivisa in 4 sezioni: urgente, importante, non urgente e non importante. Si rivela particolarmente utile in ambito aziendale e lavorativo, ma si può applicare anche a livello personale.

gestione del tempo
Foto dal sito Mokabyte.it

In ogni quadrante scrivi le attività che riempiono le tue giornate. Ce ne sono alcune che non sono importanti e non apportano alcun beneficio personale, ma che dobbiamo svolgere urgentemente, così come ce ne sono altre che sarebbero importanti per la nostra crescita personale, ma che regolarmente posticipiamo.

La casella da cui ti devi guardare maggiormente è la quarta, non urgente e non importante. Purtroppo quasi sempre le brutte abitudini rientrano proprio qui, utilizzo eccessivo dei social incluso.

La casella che mi sembra senz’altro più importante è quella relativa ad attività non urgenti, ma importanti. Finire un corso online che ti serve per migliorare delle competenze, iniziare un progetto a cui tieni, iscriverti in palestra potrebbero essere tutte cose a cui tieni, ma che non essendo urgenti non riesci a concretizzare.

Per quanto mi riguarda sicuramente passo troppo tempo sui social e ne perdo parecchio in attività che non sono né urgenti né importanti, ma fanno parte della vita quotidiana (la mattina ad esempio vorrei essere più veloce!).

Robot

Chiaramente questa tabella non serve per trasformarti in un robot efficiente che non perde neanche un minuto del suo tempo. Come dicevo, lo scopo principale è renderti consapevole dell’utilizzo che fai del tuo tempo, perché potrebbe bastare un intervento anche piccolo (delegare una cosa non urgente né importante sul lavoro) per farti sentire più sereno.

Detto ciò, “sprecare” del tempo e annoiarsi non è sempre negativo, anzi, a volte ne abbiamo bisogno. Pensa ai bambini, è importante che a volte abbiano dei tempi morti, perché devono imparare a stare da soli e non ad avere sempre un adulto a disposizione per intrattenerli o riempirgli la giornata di attività.

In poche parole, usa la matrice per migliorare la tua vita e cambiare piccoli dettagli che ti rendono insoddisfatto, ma non pretendere di avere sempre tutto controllo.

Se ti interessa saperne di più sulla matrice di Eisenhower e la gestione del tempo questo è un articolo dettagliato che ho trovato a proposito, da cui puoi anche scaricare la tabella.

Gestione del tempo: work in progress

Spero che questo articolo ti abbia fatto riflettere e capire che, come in molti aspetti della vita, tu hai la possibilità di scegliere come organizzarti e a cosa dare la priorità.

Scrivi nei commenti se la matrice ti è stata utile!

Crescita personale

perché dovresti seguire dei corsi online!

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Non perdiamo tempo e passiamo subito al sodo: mai pensato di fare dei corsi online?

Fino a pochi anni fa non esisteva la possibilità di imparare sul web con corsi interamente gratuiti e realizzati da professori di un certo livello, ma oggi le cose sono cambiate, olé!

Ciò non vuol dire che l’università stia perdendo importanza, tutt’altro. I corsi online ti offrono la possibilità di ampliare le competenze e approfondire argomenti che magari in aula erano stati trattati un po’ di fretta.

Rivoluzione!

Questi corsi stanno aprendo le porte a una vera e propria rivoluzione nel campo dell’istruzione e, anche se al momento non vengono riconosciuti, salvo rarissimi casi, in futuro potrebbero esserlo.

Sapevi, ad esempio, che il celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology) o l’Università di Stanford offrono diversi MOOC (Massive Open Online Courses – corsi online aperti a tutti)?

Ciò vuol dire che chiunque abbia una connessione internet può acquisire nuove conoscenze senza dover spendere un centesimo per rette universitarie da capogiro o affitti esagerati, volendo neanche per carta e penna 😉

Dove trovo questi corsi online?

Su internet puoi trovare corsi di ogni tipo, dalla programmazione alla meditazione buddista-tibetana. No, non sto scherzando, si trova davvero di tutto.

I portali più diffusi sono facilissimi da usare, permettono di gestire l’apprendimento in maniera autonoma, scegliendo come e quando seguire il corso, e mettono a disposizione sia corsi gratuiti, sia altri con prezzi variabili (sempre accessibili). Puoi anche interagire facilmente con gli insegnanti e, se hai delle competenze, puoi realizzare tu stesso dei video da mettere a disposizione per gli altri. Perché no?!

Ecco alcune delle piattaforme più celebri:

Uno dei portali più interessanti è Khan Academy, realizzato dall’omonima ONG californiana che offre corsi interamente gratuiti.

Il fondatore stava spiegando alla nipote alcuni concetti di matematica e ha avuto il classico momento lampadina: perché non creare dei video per spiegare in modo semplici le materie scolastiche a tutti i ragazzi d’America? Oggi Khan Academy è cresciuta parecchio e vanta sostenitori come la Bill&Melinda Gates Foundation. La mission aziendale è rendere un buon livello d’istruzione accessibile a tutti, ovunque.corsi online

In Italia c’è invece Oil Project, con lezioni che spaziano dalla letteratura alla fisica.

Un mondo a disposizione, ma…

Può essere che il tuo CV venga scartato perché gli manca un po’ di pepe?

Quante volte realizzi che migliorare in un certo ambito, ad esempio nell’utilizzo di powerpoint, o ampliare le tue competenze linguistiche, potrebbe esserti utile?

Adesso la domanda scomoda: quante volte, però, passi effettivamente all’azione?

Oggi abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo come internet, ma non si può dire che lo sfruttiamo al meglio. So bene che la routine ha spesso la meglio, che il tempo manca, che vorresti ma poi finisci per rimandare… LO SO.

Tuttavia, questi corsi sono molto brevi, ti basterebbe un’oretta per completarne molti. Non converrebbe spegnere la tele e fare qualcosa di utile una volta a settimana?

I vantaggi sono enormi:

  • puoi ampliare le tue conoscenze in qualunque settore
  • stimolare il tuo cervello appisolato per troppa tv/smartphone/video idioti su youtube
  • imparare qualcosa di utile senza fretta né ansia
  • svagarti in modo costruttivo
  • scoprire alternative e magari ritrovarti con un’idea geniale in testa!

l’altro lato della medaglia

  • quando non c’è nessuno che ci stressa o nessun esame in arrivo tendiamo a rilassarci troppo. Sforzati di non abbandonare a metà, porta a termine il corso!
  • anche il fatto che siano gratuiti può rivelarsi controproducente: se non l’ho pagato e resta sempre a disposizione posso seguirlo più avanti! Meglio darsi una scadenza.

Personalmente utilizzo abbastanza Udemy. Per darti un’idea di cosa si può trovare, ti dico solo che recentemente sono incappata in un corso di pochi minuti sul portale Curious. Un corso così inusuale che non sono riuscita a resistere: come realizzare un rifugio nel bosco quando non si ha con sé alcuna attrezzatura!

trucchetto

Per non abbandonare un corso cerco di salvare tra i “desiderati” solo quelli che realmente mi interessano. Quando ne inizio uno nuovo prendo appunti e provo a darmi una scadenza precisa. Inoltre, scelgo sempre corsi online che non siano troppo lunghi e in cui chi espone abbia un tono di voce vivace e una dizione chiara.

Mi è capitato di seguire un corso interessantissimo sulla creatività, ma l’oratore era talmente pesante che è stato impossibile finirlo.

Che siate demoralizzati (ci sono corsi anche su salute e benessere) o vi troviate da soli in un bosco, sappiate che i corsi online possono salvarvi la vita! E poco importa quale scegli, l’importante è utilizzare il tempo per qualcosa di utile e per smuovere un po’ i tuoi neuroni! Del resto non puoi sapere quando o come le competenze acquisite, per quanto bizzarre, si riveleranno utili.corsi online

Sarebbe un peccato non sfruttare tutto questo materiale che aspetta solo te!

Ci lamentiamo sempre di tutto, a volte a ragione te lo concedo, ma altre dimostriamo solo di essere pigri quando c’è da passare all’azione.

Il destino è nelle nostre mani. Se non abbiamo successo la colpa è nostra.

Elon Musk

Attenzione, qui con successo non voglio proprio che tu intenda fare una barca di soldi e passare le giornate col jet-set internazionale. Intendo rinunciare a qualcosa a cui tieni senza neanche provare, per mancanza di motivazione, per pigrizia, o semplicemente perché hai paura di fallire. Perfino più probabile, perché stasera c’è un bel film in tv, allora guardo quello, posso imparare qualcosa più avanti…

riflessione finale

Non vorrei essere stronza e farti venire i sensi di colpa (stile madri anni ’80 sui bambini che muoiono di fame in Africa), ma sappi che 60 milioni di bambini nel mondo non hanno accesso all’istruzione di base (dati Save the Children).

Ho lavorato coi rifugiati siriani in Turchia e ricordo bambini di 10 anni che non sapevano né leggere né scrivere nella loro lingua madre. Si affollavano intorno alle mie colleghe egiziane, che cercavano di insegnargli l’alfabeto arabo. La guerra li ha beccati proprio in età scolare. A loro non dispiacerebbe avere un computer personale da usare per seguire dei corsi.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e non sentirti in colpa, hai sempre tempo per imparare a farti un rifugio nel bosco 😉

Crescita personale

Stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli

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Dato che nell’ultimo articolo abbiamo parlato di come iniziare al meglio il 2017, ho pensato fosse il caso di approfondire una delle questioni centrali della crescita personale: gli obiettivi. Tanto per cominciare, come ho scritto proprio a proposito delle riflessioni di fine anno (ecco l’articolo), prima di decidere dove andare e a cosa puntare, ti conviene fare il punto su dove ti trovi in questo momento.

Consigli e conigli

Permettimi, però, di darti un consiglio. Nel guardarti indietro non giudicarti troppo severamente. A volte pretendiamo l’impossibile da noi stessi e non soltanto la pressione non aiuta, ma spesso è la causa principale di delusioni o sconfitte.

Se l’anno passato è stato difficile cerca di pensare a come hai affrontato le difficoltà. Se non hai raggiunto gli obiettivi sperati, invece di auto-insultarti o flagellarti, cerca di comprendere cosa sia successo durante il percorso. Magari, semplicemente, quell’obiettivo non ti interessava più e quindi hai fatto meglio a lasciar perdere.

Se ti sembra di non essere stato all’altezza o abbastanza coraggioso, e ti sei ritirato dalle sfide come un coniglio spaventato, non temere. Puoi allenarti a sconfiggere la paura e prefiggerti, per un 2017 più soddisfacente, di fare ogni volta un piccolo passo in avanti.

E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.

Paolo Borsellino

Sii gentile e paziente, perdonati per gli errori più grossolani che hai commesso e tieni bene a mente le lezioni apprese nei momenti più bui. Non chiudere l’anno con amarezza, rancore, invidia, gelosia o qualsiasi altra forma di negatività. Lasciatela alle spalle e concentrati su come vuoi essere nel 2017, su quanto vuoi splendere, su come vuoi conquistare il mondo.

Pronto a guardare oltre!

Una volta che avrai chiuso i conti con l’anno che volge al termine, potrai iniziare a pensare al prossimo. La prima cosa da fare è capire come deve essere un obiettivo (sempre che tu voglia davvero portare a termine la sfida, altrimenti puoi continuare a dire “voglio essere ricco” senza fare niente di preciso per realizzare questa, diciamo, vaga ambizione).

Un obiettivo deve essere:

  • specifico
  • realistico
  • delimitato nel tempo
  • motivante

Tutto qui? Beh, non è che sia proprio così scontata la faccenda. 

Scommetto che già con realistico ti ho perso per strada… no, non puoi fare il pilota di TopGun se hai un difetto alla vista, chiaro?! Mi dispiace distruggere con così poco tatto le tue aspirazioni, ma ti consiglio vivamente di riflettere bene su ciò che intendi fare nei prossimi 12 mesi. Considerami pure una cugina rompiscatole che cerca di tirarti per l’orlo dei pantaloni e riportarti a terra mentre spicchi il volo alla cieca in stile Peter Pan. In realtà ti sto evitando di cascare e spappolarti a terra. Preparazione, caro Peter!

Dicevamo… gli obiettivi devono essere specifici, altrimenti torniamo all’ambizione di essere ricchi ma senza alcuna base per lavorare. Inoltre devono essere delimitati nel tempo, perché solo in questo modo riusciremo ad essere costanti e compiere i piccoli step necessari per raggiungere la vetta. Motivanti, inutile dirlo, perché se abbandoni il progetto dopo due settimane evidentemente c’è qualcosa che non va: o ti sei posto un obiettivo troppo generico e che quindi fa paura, o la decisione di fare quella cosa è stata presa con troppa leggerezza.

In pratica ti sto consigliando di applicare un modello di controllo degli obiettivi che ricorda quello dei manager col fatturato.

Esempio di obiettivi e strategia

Mettiamo che tu sia disoccupato e che apprendere una lingua straniera possa aiutarti ad uscire da questa situazione.

Obiettivo:                                                                                                                                                               Imparare lo spagnolo entro la fine dell’anno (livello B1/B2). L’obiettivo è realistico (col mandarino sarebbe stato forse troppo ambizioso), delimitato nel tempo (ho stabilito una scadenza, ovvero 31 dicembre 2017), specifico (ho deciso quale lingua imparerò e quale livello vorrei raggiungere) e, dato che si tratta di una cosa che potrà essermi utile in più campi (viaggi, conoscere persone nuove, avere maggiori opportunità lavorative ecc.), anche motivante.

Strategia:
Suddividere l’obiettivo in sotto-obiettivi a tua scelta, ad esempio trimestrali, mensili e settimanali. Entro metà gennaio stabilire se si intende procedere con l’auto apprendimento e, in caso contrario, selezionare un corso. Poi procurarsi il materiale e magari prendere contatto con dei madrelingua per un tandem (scambio di conversazione).

Dedicare del tempo a fare un riepilogo e/o aggiustamenti degli obiettivi, perché potresti aver progredito più lentamente del previsto o aver dedicato troppo tempo ad un aspetto della lingua, come la grammatica, e troppo poco alla conversazione.

Premiarti via via per i successi ottenuti, cosa che ti farà sentire gratificato e ti aiuterà a progredire ancora più in fretta. Alla fine che ne dici di regalarti una vacanza in Spagna? Se hai problemi di budget, per farti un esempio, puoi utilizzare couchsurfing (qui trovi un articolo a riguardo) o trovare altri espedienti per spendere meno, ma godere subito dei risultati ottenuti con i tuoi sforzi.

Seguire il maestro

Chris Guillebeau ha scritto ampliamente sull’argomento e da questo link è possibile scaricare il file excel che ha preparato e reso disponibile per la definizione degli obiettivi del Nuovo Anno. Ovviamente nulla ti vieta di farti un tuo file personale, ma se hai bisogno di ispirazione questo può esserti d’aiuto. Dal sito è scaricabile in inglese, altrimenti qui sotto trovi una bozza in italiano che ho fatto io per farti capire di cosa stiamo parlando.

Nel file, oltre agli obiettivi e alle sottocategorie, si suggerisce di trovare un tema per l’anno in corso (questo sarà l’anno dell’avventura…) e di scrivere una frase riassuntiva di tutti gli obiettivi da raggiungere, per spingerci a restare sempre ben focalizzati.

categorie obiettivi azione per obiettivo scadenza revisione  rev. finale
categoria 1 (carriera) riassunto breve categoria 1 in corso
categoria 2 (vita sociale) riassunto breve categoria 2 fine 2017
categoria 1

-obiettivo 1

-obiettivo 2

-obiettivo 3

 

-cosa devo fare

-cosa devo fare

-cosa devo fare

Ti sembra troppo? Può darsi. Puoi anche scegliere di procedere liberamente, ma ricorda:

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.

Hernest Hemingwayobiettivi

Ci sono tante porte che potresti aprire, ma se non fai una chiara selezione e non definisci bene cosa vuoi, rischi di socchiuderne troppe e spalancarne nessuna.

Dai, datti da fare e, ovviamente, condividi l’articolo se ti è stato utile!