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Pensieri sciolti

Sul bloccarsi e ripartire

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Bloccarsi

Lo ammetto: è capitato di nuovo, ma stavolta mi ha preso proprio alla sprovvista.

Di cosa sto parlando? Del classico blocco. Di quando lavori a un progetto, sei entusiasta, fai un bel piano di azione ed ecco che…

improvvisamente,

ti blocchi.

Non è affatto piacevole.

E, se è già capitato in passato e hai addirittura usato quell’esperienza per aiutare gli altri a superarla, la sconfitta è ben più cocente (qui l’articolo che avevo scritto).

Partiamo con ordine

A fine marzo sono rientrata in Italia e poco dopo sono partita alla volta di Cuba, meta che avevo inserito nella mia bucket list da tempo. Sapevo che non avrei potuto lavorare molto al blog, ma contavo

  1. di finire il progetto 100 giorni di scrittura
  2. di riuscire, al rientro, a tornare subito in rotta grazie a una lista molto breve di priorità

Sono riuscita, contro ogni aspettativa, a portare a termine meravigliosamente il progetto di scrittura. 

Davvero, e com’è andata?

Qui casca l’asino. Dovresti già saperlo. Infatti, avrei dovuto raccontarlo in un ultimo video del progetto, previsto per metà aprile. Purtroppo mi sono bloccata. Dal rientro dal viaggio non ho più aggiornato la pagina facebook, il profilo instagram, il blog. Niente.

Perché è successo

Ho continuato a posticipare, forse perché una delle cose urgenti da fare era un video e io, ormai lo saprai, detesto fare video. Ho posticipato finché alla fine ho smesso di ascoltare la vocina che mi suggeriva di lavorare al blog. In poco tempo il ritardo accumulato è diventato enorme, mi sembrava inscusabile.

Lo sentivo così grande che mi faceva paura.

Il risultato? Bloccata.

Perché ci blocchiamo? E perché è così difficile ripartire?

Dopo tutto, stiamo parlando di progetti volontari iniziati per passione, mica di sottoporsi a chissà quale tortura!

Credo che il motivo sia che, spesso, le cose che più ci piacciono e che per noi sono più importanti si portano dietro un bel carico di aspettative.

Vogliamo essere bravi, puntuali, precisi, efficienti…

perfetti. 

Hai presente quando a scuola vai benissimo in alcune materie e ti impegni al massimo, mentre di altre non te frega niente? La faccenda è simile.

In quelle che ti stanno a cuore vuoi sempre dare il meglio, mentre nelle altre non alzi un dito e non ti importa di fare figuracce. Nelle materie che ti piacciono un brutto voto brucia, eccome! Ti aspetti, e gli altri si aspettano, che tu sia in un certo modo, che tu faccia le cose in un certo modo.

Che caduta di stile!

Se le aspettative sono irrealistiche e si ha la sensazione di non riuscire a mantenere i propri impegni, bloccarsi è un attimo. Il perfezionismo non è di questo mondo, ma molti di noi vanno in tilt quando le cose nella realtà non corrispondono alla nostra visione ideale.

Ma come, non ti eri riproposta di fare un video subito al ritorno e scrivere un articolo? Non hai ancora fatto niente?!

Mamma mia, chissà cosa penseranno gli habitués del blog… 

Ormai è troppo tardi!

Prossimamente scriverò un articolo proprio sul tema del perfezionismo, e di come a volte possa sembrare che aiuti, mentre in realtà è letale.

Personalmente non sono una perfezionista sul lavoro, mi impegno ma su molte cose lascio correre, altrimenti impazzirei. Sono terribile, però, coi miei progetti privati. Ma di questo riparleremo. 

Correre ai ripari

Oggi, adesso, sto correndo ai ripari. Ho deciso che non voglio abbandonare il progetto e che vale la pena continuare a impegnarmi.

Ho ripreso il controllo ricordandomi del perché ho creato un blog e di cosa dicavolievele mi permette di esprimere. Molto ironicamente, ho usato proprio uno dei miei articoli per reimpostare la rotta.

And I’m feeling good

Mi sento meglio: il mio progetto, il mio impegno, il mio massimo. Ma non il mio perfetto.

Partire, bloccarsi, ripartire…

Crescita personale

Puntuario per un anno al massimo

imageUna sezione del Muro di Berlino, mi sono piaciuti i colori...
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Per un anno al massimo, non per un anno di successi

Comincio subito questo post dicendo che ho scritto per un anno al massimo, non per un anno di successi. Si fa un tale abuso della parola successo che a volte mi viene il voltastomaco.

Anche perché è risaputo che dal successo impariamo ben poco, è dal fallimento che capiamo la lezione e procediamo.

Comunque stavolta non ti voglio parlare di successi e fallimenti, ma di come vivere quest’anno al massimo, con energia ed entusiasmo, per arrivare a dicembre con il cervello pieno di ricordi incredibili e di soddisfazioni meritate.

Il punto più importante è l’ultimo, non si può proprio tralasciare.

Cominciamo…

  • Parti senza esagerare: meno liste, meno progetti, meno obiettivi

Ne ho già parlato qui: ogni tanto è meglio non porsi alcun obiettivo. Oppure fallo, ma assicurati che la tua lista sia realistica e che non siano cose campate per aria di cui tra un mese non ti importerà più niente.

Meno cose equivale a più concetrazione. Altrimenti continuerai a dedicarti alle attività sulla lista che richiedono meno impegno, rimandando tutto il resto. Da qui il punto seguente …

  • Porta a termine qualcosa: priorità assoluta ai progetti nel cassetto

Per quest’anno prova a concentrarti su una di quelle attività che rimandi da mesi o anni. Farlo aumenterà notevolmente la tua autostima e ti darà molta soddisfazione. C’mon, you can do it!

Sistemare il tuo portfolio? Realizzare la tua pagina web? Finire di scrivere quel libro? Ma, senza andare troppo lontano, possiamo includere sgomberare lo sgabuzzino, riparare un oggetto, liberarti di qualcosa, correggere il CV, programmare un viaggio…

  • Sii più pratico: organizzati prima di cominciare

Un tempo, in primavera svuotavo armadio e cassetti per fare il cambio di stagione. Buttavo tutto all’aria illudendomi che così avrei sistemato le cose velocemente, quando invece restava il caos per giorni interi, perché mi stufavo subito o mi spaventavo a vedere la mole di roba da rimettere a posto.

Sono stata chiara, no? Inutile cambiare in modo drastico se poi abbandoni subito.

Comincia piano e procedi per gradi pre-stabiliti, tenendo presente che tipo di persona sei. Inutile che tu ti metta a prendere appunti e fare schemi al computer se ti piace scrivere a mano!un anno al massimo

Per la gestione di progetti o attività di routine puoi ricorrere a varie app o utilizzare carta e penna. Non c’è un modo migliore di un altro e non per forza devi metterti una scadenza se sai che per te non funziona.

In ogni caso, io ti consiglio il metodo kanban (dividi un foglio in 3 colonne: da fare, in corso e fatto. Molto intuitivo).

  • Non rimandare: piccoli passi

Il modo più sicuro per non fare qualcosa è rimandare il primo passo. Se, per esempio, vorresti provare a cambiare lavoro in primavera, non rimandare TUTTO fino a fine marzo. Comincia subito con l’azione più piccola possibile, ad esempio, tirare fuori il tuo CV e appoggiarlo sulla scrivania.

Suddividere le attività che ci intimoriscono, soprattutto quelle legate a grossi cambiamenti, in attività più piccole ti aiuterà a farla sembrare meno gigantesca e ti farà sentire più sicuro e in controllo della situazione.

  • Dedicati subito a qualcosa di entusiasmante: per energia e buonumore

Per affrontare meglio gennaio e febbraio, che sono sempre un po’ faticosi, assicurati di dare spazio a qualcosa di entusiasmante. Anche se si tratta di un viaggio o un’opportunità per cui dovrai ancora aspettare parecchio, comincia a pianificare, a raccogliere info… a sognare!

  • Sii ragionevole: non fare il vigile inflessibile

Non smetterò mai di ripeterlo, soprattutto nel caso degli ansiosi e dei perfezionisti, se non impari a essere più gentile con te stesso non andrai da nessuna parte.

Smettila di essere troppo pignolo.

Se questo è il tuo progetto, il tuo anno, il tuo piano, valgono le tue regole e l’unico che può metterti i bastoni fra le ruote sei tu stesso. O, meglio, la vocina che hai nel cervello che si impone come vigile, giudice, professore o chissà che altro e non fa altro che farti sentire un disastro.

Ignorala e accetta ostacoli, ritardi, deviazioni, errori grossolani e quant’altro come qualcosa di inevitabile in un percorso avventuroso.

Sii ragionevole e, qualsiasi cosa tu abbia in mente, sarà un anno al massimo. Sii gentile, perché per vivere un anno al massimo bisogna capire che una cosa è l’immaginazione e un’altra è la realtà.

Se non immaginiamo le cose, non possiamo agire per far sì che diventino realtà. Ma è inevitabile che la realtà sia sempre un po’ diversa.

Per un anno al massimo devi accettare questo “scarto” e continuare a pigiare sull’acceleratore. Non spegnere il motore solo perché la strada è un po più lunga o erta di quello che pensavi.

Keep going…

  • Fai un bel chek-up: che abitudini hai?

La cosa più importante che puoi fare è la seguente: riflettere sulle tue abitudini e apportare gli aggiustamenti necessari. Si tratta di una cosa fondamentale, per questo ne riparleremo.

Intanto ti consiglio di pensare alle tue abitudini mattutine, alla routine serale, alle cose che fai ogni giorno nello stesso modo da sempre… scrivile, poi vedremo cosa cambiare.

Per ora è tutto, mi sembra che ci sia già abbastanza da fare!

Ti auguro un anno pieno di colori.

Che ne dici di questo articolo, ti è piaciuto? Fammi sapere se c’è qualche punto che è particolarmente significativo per te!

Che ansia!

Obiettivo 2018 per gli ansiosi: nessun obiettivo

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Non chiedermi come sia potuto accadere…

fatto sta che siamo nuovamente a fine anno ed è l’ora di fare un bilancio del 2017 e porsi qualche nuovo obiettivo.

Ah sì?! E se invece stavolta facessimo proprio il contrario?

Nel 2016 accadde…

L’anno scorso ho pubblicato due articoli sul tema, per aiutarti a entrare al meglio in un altro anno.

Il primo, riflessioni di fine anno: 7 domande da farti, ti sarà di nuovo utile per valutare le esperienze degli ultimi 12 mesi e spingerti a ritagliarti un po’ di tempo, anche solo venti minuti, per rilassarti e riflettere.

Il secondo, stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli, è più che altro un metodo per capire come fare a porsi degli obiettivi in modo efficace, così che sia effettivamente possibile raggiungerli.

In questo articolo, invece, vorrei parlarti del concetto opposto: a volte è meglio non porsi alcun obiettivo.

Ma come, non è un controsenso?

Lasciami spiegare!

Ognuno di noi è diverso e, certamente, c’è chi ha veramente bisogno di una spintarella e di qualche consiglio per essere un po’ più quadrato.

Vivi sempre alla giornata oppure sei la tipica persona che vorrebbe pianificare meglio le cose e organizzarsi per concludere, finalmente, un dato progetto? Allora, senz’altro, gli articoli che ho menzionato fanno al caso tuo.

Portare un po’ di strategia/pianificazione nel tuo 2018 non potrà che farti bene! Giusto quel pizzico per non abbandonare idee valide e fantastici piani per dominare il mondo 😉

E se invece sei un tipo ansioso?

Magari sei più simile a me e tendi a pianificare fin troppo o a pensare “avanti”, puntando all’obiettivo, ma ogni tanto perdendo di vista la bellezza del percorso.

Ecco, proprio a te, pianificatore seriale o ansioso cronico, voglio rivolgermi.

Nel 2018, lascia correre.

Prova a vivere l’anno che viene come la possibilità di sperimentare e andare in senso contrario rispetto alla solita rotta. Non pianifichi mai niente? Fai un tentativo. Sei un ansioso e ti senti perso se hai la sensazione di non avere tutto sotto controllo? Let it all go!

Obiettivo 2018? Meno strategia e più improvvisazione

Se sei un ansioso, straccia subito quella lista di cose da fare. Abbandona le agende, le tabelle, le preoccupazioni premature, le domande a cui ancora non può esserci risposta, le questioni irrisolte.

Il tuo esercizio per il 2018, caro ansioso, è questo: non pianificare e non anticipare. Ogni volta che la tua mente ostinata tenta di proiettarti verso un qualsiasi giorno dopo il 1 gennaio, fermala.

Capisco che alcune cose vadano preparate per tempo (matrimonio in vista?), ma se sei un ansioso regalati un anno di improvvisazione. Sono sicura che non te ne pentirai.

Puoi anche trovare una via di mezzo e ridurre il numero di obiettivi o ridimensionarli. Non dimenticarti che un obiettivo non deve essere ulteriore causa di ansia, altrimenti meglio lasciar perdere.

Nel prossimo articolo ti parlerò di come io intendo procedere nel 2018, di cosa voglio cambiare e su cosa intendo puntare.

Intanto, che ne dici di farmi sapere nei commenti se per il 2018 hai qualche piano speciale di conquista del mondo?

Crescita personale

Il segreto per non abbandonare un progetto

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Il blocco

Poco tempo fa ho inviato la prima newsletter autunnale del blog (ti invito caldamente a registrarti, vai alla home del blog e scorri a destra)! Ho accennato alle ultime novità e ho ammesso candidamente che nei mesi scorsi ho avuto la tentazione di abbandonare il progetto.

In questo articolo ti spiegherò perché ho deciso di continuare e cosa puoi fare se stai attraversando una fase in cui i senti bloccato e non sai come procedere con un progetto personale.

Ma come?! Una volta che si comincia un blog e si ha un numero di lettori (anche se definirlo esiguo al momento è un eufemismo) non si può certo chiudere uscio e bottega come se niente fosse!

Lo so bene, ma cerca di capirmi…

A fine maggio mi sono trasferita in un altro paese e in un’altra città (Berlino), ho iniziato un nuovo lavoro e la mia routine è molto cambiata. Mi sono sentita un po’ travolta da tutte le novità e tutti i cambiamenti a cui prima non ero abituata, in primis, impiegare 45 minuti minimo per raggiungere il luogo di lavoro.

Dov’è finito tutto il tempo che mi serve?

Domanda ricorrente di chiunque abbia un lavoro full time e passioni/hobby/progetti che vorrebbe coltivare tra un lavaggio dei piatti, una cena da cucinare, sport, amici etc., etc…. ah, c’est dur la vie!

Perché continuare?

Ho sempre molti progetti in testa, tanti momenti lampadina e un numero infinito di cose che vorrei imparare o approfondire. Ultimamente, per farti un esempio, mi sono fissata sulla programmazione: mi piacerebbe fare un corso base. Mi piacciono molto le lingue straniere e, in fondo, la programmazione non è che un tipo particolare di linguaggio, non sei d’accordo?

Lo so, non serve rircordarmi che le giornate hanno 24 ore e che stavo già per abbandonare un progetto a me caro, il blog, perché complicarsi la vita con altro?

Perché no? In fondo la vita è una sola e, per come la vedo io, siamo qui per imparare.

In ogni caso, torniamo al blog. Quest’estate ho avuto forti sensi di colpa perché non me ne sono occupata quasi per niente. Occasionalmente mi è capitato di fare le classiche liste chilometriche di cose urgenti da sistemare per portare avanti il progetto, ma quasi nessuna è stata poi portata a termine.

Mi sono sentita un po’ frustrata.

Chiunque abbia qualche interesse che richiede tempo avrà avuto questi pensieri almeno una volta:

Continuo a iniziare progetti, ma a quanto pare non ne porto mai a termine nessuno

Inizio sempre allegro e pimpante e poi perdo l’interesse o non riesco più a dedicarmici con regolarità

Pensavo che sarei stato capace di impegnarmi a lungo termine

Domani cercherò di farlo, oggi proprio non se ne parla

Suona tutto molto familiare, non trovi?

Il segreto per non abbandonare un progetto a cui tieni

Vuoi sapere cosa fa la differenza?

Vuoi sapere cosa farà sì che tu abbandoni o meno un progetto a cui hai lavorato duramente e a cui tieni molto?

I tuoi pensieri.

Abbiamo un’infinità di pensieri che ogni giorno attraversano la nostra mente. La qualità di questi pensieri è fondamentale.

Quelli che ho elencato sono pensieri negativi, scoraggianti, ma cosa succederebbe se tu decidessi, consciamente, di controllare i tuoi pensieri e decidere che “forma” dargli?

Forse potresti dare una svolta al tuo progetto (o alla tua vita, dato che imparare a gestire i pensieri che ci frullano in testa vuol dire molto di più… ne riparleremo).

Proviamo a fare una cosa, cioè a rielaborare i suddetti pensieri.

Rielaborazione in chiave positiva:

Continuo a iniziare progetti, ma a quanto pare non ne porto mai a termine nessuno Ho tante idee e tanti progetti, forse ne inizio un po’ troppi, quindi il rischio di non portarli a termine è alto. Potrei stilare una lista delle priorità. In ogni caso complimenti a me… c’è chi non ci prova neanche a dar vita ad un progetto personale, qualunque esso sia!

Inizio sempre allegro e pimpante e poi perdo l’interesse o non riesco più a dedicarmici con regolarità       Mantenere lo stesso livello di entusiasmo che si ha all’inizio non è facile. Devo sforzarmi nei momenti più difficili. Perché ho deciso di iniziare questo progetto? Cosa mi entusiasmava tanto quando ho cominciato?

Pensavo che sarei stato capace di impegnarmi a lungo termine Ogni periodo è diverso e lamentarsi non serve, anzi, se continuo così abbandonerò sicuramente e sarebbe un peccato. Cosa mi ha impedito di essere costante? Sono sicuro di voler rinunciare o devo solo cambiare strategia?

Domani cercherò di farlo, oggi proprio non se ne parla Devo accettare il fatto che oggi non ce la faccio. Non sono un supereroe della Marvel… ma sono comunque un mito visto il lavoro fatto finora! Mi impegnerò per finire quanto prima.

Insomma, se sei in fase di blocco ricordati di:

  • esercitare un forte autocontrollo sui tuoi pensieri
  • essere clemente con te stesso
  • accettare un po’ di saliscendi
  • ricordarti che, se questo è il tuo progetto, valgono le tue regole

Ehi, sia chiaro, a volte è meglio se certi progetti li lasci perdere e ti dedichi ad altro. Una cosa è riflettere e valutare, un’altra essere testardi come muli… ci siamo capiti 😉

Io per il momento non ho nessuna intenzione di abbandonare il blog, però mi piacerebbe sapere se in passato hai accantonato qualche bel progetto e se te ne sei pentito (spero di no).

Lasciami un commento e non dimenticarti di condividere l’articolo!

 

 

Che ansia!

Accettare di non avere tutto sotto controllo

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Di nuovo a parlare di ansia? Tranquillo, è tutto sotto controllo…

Eh già, è un argomento ricorrente. Del resto, non basta certo una bacchetta magica per liberarsi di questa fastidiosa presenza. Ma cos’è che la fa tornare continuamente a farci visita? Te lo dico io: è quel bisogno incontrollabile di avere tutto sotto controllo e voler sapere esattamente come andranno certe esperienze, prima ancora di cominciare a viverle.

C’era una volta

Circa un mese fa sono arrivata a Berlino, con biglietto di sola andata. Oltre a un certo entusiasmo per essere tornata nella mia città preferita, ho provato anche un po’ di ansia, come sempre accade quando facciamo un fiducioso tuffo nel vuoto, senza sapere se atterreremo in piedi o ci schianteremo al suolo.

La mia valigia parlava chiaro: sarei potuta rimanere una settimana o a lungo termine. In quei 15 kg c’era veramente di tutto. E dimmi, per un ansioso non ti sembra già tanto?!

Non sono partita completamente all’avventura, mi ero in parte preparata. Al tempo stesso, però, non avevo un piano ben preciso, un contratto in tasca o chissà quale certezza.

tutto sotto controllo

Certamente non mi aspettavo che le cose sarebbero andate in modo così curioso: avevo messo in conto del tempo per trovare lavoro, ma ritenevo che altre cose sarebbero andate lisce come l’olio, o quasi.

Tuttavia la vita ama sorprenderci e capovolgere tutte le nostre aspettative, e si deve pure divertire parecchio a farlo. Fatto sta che mi sono ritrovata con un contratto di lavoro in mano in pochi giorni, ma con un po’ di problemi sul fronte alloggio e burocrazia. Niente di terribile, se non fosse che mi sono accorta che se non avessi fatto attenzione sarei incappata nella più classica delle trappole:

posticipare la gioia del presente in attesa di un momento futuro “perfetto”, in cui avrei avuto tutto sotto controllo.

Funziona più o meno così, come saprai:

Quando finalmente avrò finito con questa trafila burocratica, allora potrò…

Quando avrò una casa, allora potrò pensare a divertirmi e uscire…

Quando sarà tutto a posto e mi sarò sistemata, allora…

Quando… l’ansia se ne andrà.

NO.

Stavolta ho detto no

Si tratta del tipico atteggiamento del perfezionista: si vede già nel futuro, nella situazione desiderata ed è così concentrato su ciò che vuole che avvenga che perde il presente e posticipa la felicità, finendo vittima di ansia e stress.

Un po’ come chi pensa solo a lavorare e sopportare una routine quotidiana odiosa in vista di un grandioso giorno futuro, in cui potrà andare in pensione, godersi i soldi o fare le tanto agognate vacanze, per poi rendersi conto che ha sprecato l’unica cosa che aveva davvero un senso: il presente.

Esiste solo il presente.

Ecco perché stavolta ho detto no. Ho deciso che non avrei posticipato. L’ansia non se ne è andata, ma sicuramente si è fatta viva molto meno, perché ero troppo impegnata a sentire il sole sulla pelle mentre bevevo birra lungo il canale o mi sdraiavo in un parco. La burocrazia poteva aspettare, l’estate no.

Va bene non avere tutto sotto controllo subito.

Tra la ricerca di casa, altre scadenze e noie burocratiche avrei potuto bruciarmi uno splendido giugno nella capitale tedesca. Questa volta ho scelto di avere pazienza e procedere con più calma. Ho accettato di sentirmi in un limbo, a tratti anche un po’ faticoso.

Ma devo ammettere che questo limbo mi ha regalato bellissime emozioni ed esperienze.

Chi soffre di ansia è costantemente avanti. La situazione ideale invece dovrebbe essere la seguente: riuscire a vivere nel presente e apprezzarlo, mentre allo stesso tempo avere una visione del futuro che ci ispiri e ci entusiasmi.

Un bravo consulente

Bisogna imparare ad avere pazienza con noi stessi. Troppo spesso dispensiamo agli altri i consigli giusti, ma con noi stessi siamo giudici inflessibili.

Oggi voglio che tu provi ad essere compassionevole, gentile e paziente come lo saresti con un tuo caro amico in cerca di aiuto e supporto.

Solo che stavolta questo caro amico sarai tu stesso.

Perdonati per un errore, concediti di essere imperfetto, accetta la situazione attuale e smettila di proiettarti senza sosta verso il futuro.

Concentrati sul presente e scoprirai che è molto meglio di quello che sembra e che, comportandoti con più gentilezza e dimostrando maggior amor proprio, la tua ansia si affievolirà.

Non c’è niente da dimostrare, niente da raggiungere, niente da avere per poi poter fare questo o quello. Se avrò X allora potrà fare Y… NO, NO, NO.

Per oggi va bene così. Non devi avere tutto sotto controllo, anzi, lascia andare il timone e accetta di andare un po’ alla deriva. E vedrai che l’ansia si ritirerà in un angolino.

Ti girerai un attimo a cercarla, ma lascerai subito perdere perché il presente risucchierà tutta la tua attenzione.

Questo esempio della ricerca di casa e lavoro potrà sembrarti banale in confronto a tante altre situazioni più complicate che affrontiamo nella vita. Eppure a volte sono proprio le piccole cose di ogni giorno, come dover trovare il tempo per andare dal dentista o pagare una bolletta, che in qualche modo ci causano ansia. Vorremo aver già risolto quella grana, organizzato quel giorno, fatto la presentazione… vorremo poter saltare avanti nel futuro.

Ma sai una cosa? Così non impareresti niente. L’ansia si può gestire. E la volta dopo sarai più forte.

Se vuoi leggere altri articoli sull’argomento qui trovi tutta una sezione apposta per te 🙂

 

 

 

Che ansia!

6 trucchi per sconfiggere l’ansia da rientro

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Ansia da rientro

Che brutta cosa tornare e sentirsi invadere da quello strano malessere, senza saperlo neanche bene identificare… no, non è solo malinconia, né fretta di riadattarsi e riprendere il ritmo abituale.

Si tratta di qualcosa di più subdolo: si chiama ansia da rientro.

Non alzare il sopracciglio, il termine non l’ho mica inventato io! Se cerchi su google troverai articoli interi sull’irritabilità, lo stress, la fatica di rientrare in quella, che per molti, è l’asfissiante ruota del criceto.

Ansia da rientro dalle ferie o da un viaggio intenso, ma anche (si spera di no!) dall’ospedale, da un periodo di riposo… in generale da qualsiasi cosa rappresenti uno stacco dalla routine.

Immagina

Hai finalmente fatto quel viaggio che intendevi fare da tempo… un periodo più o meno lungo di avventure, esperienze, scoperte. La tua mente è stata sempre concentrata sul momento presente. Non ha avuto tempo di perdersi in ansie, paura, costruzioni mentali inutili su futuro e passato. C’era solo il presente.

Poi, improvvisamente, è giunta l’ora di rientrare.

Il senso di fare un viaggio o di prendersi un periodo di stacco sta proprio nell’interrompere la quotidianità e tutto ciò che è conosciuto e scontato, ma presto o tardi dovrai tornare, caro mio!

ansia da rientro
Come si potrebbe mai voler lasciare un posto così?!

E, se sei un ansioso, molto probabilmente troverai la cosa difficile: riorganizzarsi e riabituarsi alla normalità appare come un compito estenuante.

Ah, tornare…

Mi è successo proprio in questi giorni, appena sono rientrata da un’esperienza splendida: un mese zaino in spalla in Indonesia.

Non ricordo di aver mai avuto ansia mentre mi trovavo là, a parte gli ultimissimi giorni, in cui si è fatto strada proprio quel diffuso malessere.

Ho provato a cambiare il volo di rientro, ma ormai era tardi per questo tipo di intervento. Ho provato anche a organizzare schematicamente le cose da fare al rientro, in modo da non farmi travolgere dall’ansia. Un po’ è servito, ma giusto per limitare l’ansia, non per eliminarla del tutto.

Infine, ormai a casa, è bastato poco per scombussolarmi.

Basta un attimo per finire preda dell’ansia, intrappolati in una rete di pensieri e sensazioni sgradevoli. Come fare in questi casi? Riadattarsi non è facile.

Sarà l’ambiente circostante, un ambiente in cui abbiamo già provato ansia, che fa scattare automaticamente queste sensazioni, o è una cosa indipendente dal luogo e che dipende dalle nostre aspettative irrealistiche sul rientro?

O magari è solo che non vorremmo essere di nuovo a casa e dobbiamo farci una sorta di violenza mentale per tornare a incastrarci nel quotidiano, da qui lo sfogo dell’amica ansia, che invade la mente per dirci che staimo facendo una sciocchezza.

Robot all’azione

Le menti ansiose amano programmare perché dà stabilità, salvo poi andare in panico perché una programmazione eccessiva non permette di stare al passo con le aspettative.

Un bel corto circuito.

Non importa che si tratti di liste mentali, appunti chilometrici, cose semplici come andare dal dentista o più complicate come cambiare casa ecc., quando bisogna abituarsi a rientrare nella routine l’ansia da rientro è felicissima di tormentarci.

Che fare?

Conviene innanzitutto procedere con calma. Più facile a dirsi che a farsi, come sempre 😀

Ecco alcune soluzioni utili:

fai liste essenziali e ordinate, non perderti a scrivere sciocchezze/ovvietà. Poi fammi sapere, io su questo punto sbaglio sempre. Scrivo liste ovunque, caotiche e piene di cose inutili che fanno, indovina un po’, solo venire ansia!!!

suddividi le cose da fare in blocchi di 10/15 minuti e dedicati ad una cosa per volta. L’altro giorno avrò cominciato non so quante attività diverse senza finirne una e, guarda caso, alla fine ero nel caos.

fai prima le cose più noiose e apparentemente insignificanti, quelle che richiedono un minimo sforzo ma che non ti prendi mai la briga di fare (suvvia, che ci vuole a chiamare il dentista per prendere un appuntamento!? Sì, hai ragione, infatti tra un attimo lo chiamo…)

non rimandare le cose a cui tieni e che rischiano di essere posticipate alle calende greche, per esempio sistemare le foto. Più avanti, se non te ne sarai occupato, ti dispiacerà e ti sentirai in colpa.

stabilisci delle tempistiche realistiche! Ah, questa non ti piace, vorresti avere tutto sotto controllo entro mezza giornata, forget about it.

l’ultimo consiglio, ma il più importante. Sii indulgente. L’ansia è spesso la migliore amica del perfezionismo più agguerrito, se smussi gli angoli e abbassi l’asta di aspettative/doveri/responsabilità anche la tua ansia si ritirerà un po’ nel suo angolino. Da bravo, impara ad essere più paziente.

Inoltre, nel caso tu stia veramente facendo fatica a riadattarti alla normalità e la vocina nel tuo cervello ti stia gridando come un’ossessa “ma cosa ci faccio quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?!”, l’intervento urgente che ti suggerisco è quello della meditazione.

Ti aiuterà a calmarti e rimetterà le cose in prospettiva.

coraggio

Ogni cambiamento può essere portatore d’ansia, ci sono perfino persone che proprio per questo motivo non amano affatto andare in vacanza, partire per posti sconosciuti o partecipare ad attività che esulino dal conosciuto.

Se invece sei un’entusiasta, ma poi accusi l’ansia da rientro, fatti coraggio, con qualche trucchetto andrai alla grande.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, tienilo presente in caso tu debba affrontare a breve una fase di assestamento.

L’ansia da rientro si può tenere sotto controllo e, dopotutto, perché preoccuparsi? Ti rimando a questo breve video in inglese (tranquillo, è facile facile e dura un minuto), che con la sua semplice ironia può aiutarti a superare il trauma da rientro.

Fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto! Sarei curiosa di sapere se anche tu soffri di ansia da rientro e se, soprattutto, alcuni dei punti menzionati sopra ti sono stati utili.

Se ti interessano altri articoli sull’ansia ti rimando alla sezione dedicata del blog, buona lettura.

Crescita personale

gestione del tempo: prova la matrice Eisenhower!

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Oh, che meraviglia, oggi iniziamo ad affrontare uno dei temi cardine della crescita personale: la gestione del tempo. In poche parole tratteremo di quanto sprechiamo il nostro tempo e di quanto ci piace lamentarci che le giornate non sono abbastanza lunghe!

Noooo, oggi ho fatto tutto tranne quello che avevo intenzione di fare!

Tagliaaaategli la testa!

Social, pigrizia, disorganizzazione… chi sono i colpevoli?

Gli italiani, secondo uno studio recente (se ti piacciono le statistiche clicca qui), passano ben due ore al giorno sui social media. Mica poco! Del resto tra una cosa e l’altra apri Facebook, poi Instagram e… caspita, in 40 minuti sono passato da video sui panda ad articoli di cronaca nera, come mi sento arricchito! 😉

Già, se a fine giornata fai la somme ti si rizzano i capelli. 

Va bene, non hai fatto ciò che volevi fare, ma magari non è stata colpa dei social o di altre attività inutili e improduttive. Magari sono semplicemente successi degli imprevisti…

Oh, mi sa che ti ho già perso, perché può darsi che tu non ti renda neanche conto di come sfrutti le ore della tua giornata! TIC TAC, finisci come il Bian Coniglio: sempre di corsa e sempre un po’ isterico, perché la gestione del tempo è un concetto astruso per te. Non disperare.gestione del tempo

Non intendo trattenerti ancora, qua sotto ti propongo uno strumento utilissimo che puoi sfruttare per capire come utilizzi il tempo. La parola chiave è consapevolezza: una volta che avrai capito cosa non funziona avrai la possibilità di intervenire o meno e, in caso, decidere come e dove intervenire.

La griglia magica

Negli anni ‘50 il generale Eisenhower ha inventato un’apposita  matrice per la gestione del tempo, suddivisa in 4 sezioni: urgente, importante, non urgente e non importante. Si rivela particolarmente utile in ambito aziendale e lavorativo, ma si può applicare anche a livello personale.

gestione del tempo
Foto dal sito Mokabyte.it

In ogni quadrante scrivi le attività che riempiono le tue giornate. Ce ne sono alcune che non sono importanti e non apportano alcun beneficio personale, ma che dobbiamo svolgere urgentemente, così come ce ne sono altre che sarebbero importanti per la nostra crescita personale, ma che regolarmente posticipiamo.

La casella da cui ti devi guardare maggiormente è la quarta, non urgente e non importante. Purtroppo quasi sempre le brutte abitudini rientrano proprio qui, utilizzo eccessivo dei social incluso.

La casella che mi sembra senz’altro più importante è quella relativa ad attività non urgenti, ma importanti. Finire un corso online che ti serve per migliorare delle competenze, iniziare un progetto a cui tieni, iscriverti in palestra potrebbero essere tutte cose a cui tieni, ma che non essendo urgenti non riesci a concretizzare.

Per quanto mi riguarda sicuramente passo troppo tempo sui social e ne perdo parecchio in attività che non sono né urgenti né importanti, ma fanno parte della vita quotidiana (la mattina ad esempio vorrei essere più veloce!).

Robot

Chiaramente questa tabella non serve per trasformarti in un robot efficiente che non perde neanche un minuto del suo tempo. Come dicevo, lo scopo principale è renderti consapevole dell’utilizzo che fai del tuo tempo, perché potrebbe bastare un intervento anche piccolo (delegare una cosa non urgente né importante sul lavoro) per farti sentire più sereno.

Detto ciò, “sprecare” del tempo e annoiarsi non è sempre negativo, anzi, a volte ne abbiamo bisogno. Pensa ai bambini, è importante che a volte abbiano dei tempi morti, perché devono imparare a stare da soli e non ad avere sempre un adulto a disposizione per intrattenerli o riempirgli la giornata di attività.

In poche parole, usa la matrice per migliorare la tua vita e cambiare piccoli dettagli che ti rendono insoddisfatto, ma non pretendere di avere sempre tutto controllo.

Se ti interessa saperne di più sulla matrice di Eisenhower e la gestione del tempo questo è un articolo dettagliato che ho trovato a proposito, da cui puoi anche scaricare la tabella.

Gestione del tempo: work in progress

Spero che questo articolo ti abbia fatto riflettere e capire che, come in molti aspetti della vita, tu hai la possibilità di scegliere come organizzarti e a cosa dare la priorità.

Scrivi nei commenti se la matrice ti è stata utile!

Che ansia!

Il segreto contro l’ansia anticipatoria

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Cosa si intende con ansia anticipatoria? Non è difficile immaginarlo, anzi.

Ci siamo, quell’evento che hai tanto atteso adesso è dietro l’angolo. Non sei contento? No, da bravo ansioso tu perdi la bussola e cominci a scalpitare perché non hai vie di fuga.

Ti è mai capitato? Benvenuto nel club.

Spesso con ansia anticipatoria si intende il forte stato ansioso percepito prima di un attacco di panico (per maggiori info leggi qui), ma in questo articolo preferisco parlare proprio di quel nervosismo strisciante e perenne che senti prima di un evento importante. Tralasciamo, quindi, gli attacchi di panico.

Parliamo di questi 30…

Io e una mia cara amica abbiamo la grande fortuna di compiere gli anni a distanza di un giorno, per cui, quando è scoccata la fatidica ora dei 30, ci è venuto naturale pensare di festeggiare insieme.

Festeggiare? No, infatti, siamo onesti! La tentazione è stata quella di piantare tutti e partire, fingendo che quel 30 non ci riguardasse minimamente. Inutile dirlo, siamo una più ansiosa dell’altra.

Abbiamo posticipato, evitato l’argomento, tergiversato perfino con la creazione dell’evento su Facebook, ma alla fine non avevamo certo l’intenzione di restare sole!

Ci tengo a raccontarti dell’ansia che ho provato all’avvicinarsi del trentesimo compleanno, perché questo blog non è il prodotto di uno specialista che capisce il meccanismo dell’ansia ma non l’ha mai provata… è il blog di un’ansiosa in carne ed ossa che prova ad aiutarti mentre aiuta se stessa. E ti dirò che mi sembra di fare la cosa egregiamente 😉

Come è finita sta storia dei 30? Fuori dal locale in cui avevamo fissato con tutti gli amici per festeggiare, io e la mia amica ci siamo guardate ed entrambe abbiamo pronunciato la classica frase: che ansia! 

Ansia che non venisse abbastanza gente, che ce ne fosse troppa, che facesse troppo caldo o freddo, che la torta non bastasse… A pensarci, che cosa ridicola!

Siamo scoppiate a ridere.

Già, perché dovresti provare ansia anticipatoria perfino quando sei in procinto di divertirti con la storica banda del liceo e celebrare un meraviglioso anno in più?

In fondo, arrivare ai 30 è un traguardo fantastico!

Chiaramente la mia amica Ansia non la pensa così.

Ricordi la raffigurazione dell’ansia come animaletto che ti sta sulla spalla (qui)? Ecco, è inutile provare a tranquillizzarti se ti ritrovi con un tale losco figuro sempre addosso! Ok, scherzi a parte, il punto è che non c’entra se l’evento in arrivo è lieto o meno.

L’unica cosa che per te conta è che gli avvenimenti in questione siano in linea con le tue aspettative. E tu lo sai bene che nella vita reale la faccenda è sempre un tantino più complicata, da qui la paranoia…

Magie e segreti contro l’ansia anticipatoria?

Fin qui tutto chiaro, vorresti che la festa, il matrimonio, il colloquio, l’incontro ecc. andasse come tu te lo sei immaginato e la possibilità che accada tutto il contrario ti angoscia. C’è una via d’uscita?

Innanzitutto, pensare ossessivamente a un evento specifico è estenuante e fa consumare energia che potresti utilizzare diversamente, così ti stanchi inutilmente. In secondo luogo più ti convinci che una cosa andrà male e più è probabile che in effetti succeda, perché il tuo atteggiamento negativo influenza chi ti sta intorno e come “il mondo” reagisce ai tuoi comportamenti.

Infine, sarebbe da tenere presente una cosa:

Non è meglio essere fiduciosi e mantenersi positivi? Se le cose andranno bene, a preoccuparti avrai solo sprecato energia con tutta quest’ansia anticipatoria. Se invece andranno male non avrai fatto altro che aggiungere più stress all’organismo.

Sì, lo so che è facile a dirsi. Su internet poi si trova di tutto per cercare di frenare l’ansia, ma la cosa migliore a mio parere resta sempre la diversione. Cerca di distrarti e dedicarti ad altro il più possibile, alcuni suggerimenti li trovi negli articoli precedenti della categoria ansia.

Altrimenti, ti dirò un altro trucco: puoi allenarti a contrapporre ad ogni pensiero tragico e negativo una frase più positiva, che contraddica la precedente.

Mi stai dicendo di fare conversazione con me stesso come uno schizofrenico?

Mah, perché no?!

TEST

Questo è il consiglio migliore che mi sento di darti oggi. Richiede un po’ di allenamento, ma abituarsi a pensare positivamente è una tecnica micidiale per affrontare l’ansia. Magari il magone resterà all’inizio, così come un po’ di tensione muscolare, ma intanto eviterai di peggiorare la situazione. Fammi sapere com’è andata! E non preoccuparti, proveremo altre tecniche più avanti.

Non scordarti di condividere l’articolo con gli amici più ansiosi, soprattutto se c’è un compleanno importante in vista!

P.s. Come sarà il tempo il prossimo luglio… spero non piova!