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Crescita personale

Sulla scrittura creativa e sul perché imparare ci rende felici

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Il 2018 è iniziato con un corso di scrittura creativa. Si è trattato di un caso, dato che non avevo mai pensato di farne uno. Sentivo di dover cominciare l’anno con qualcosa di nuovo e diverso dal solito e i risultati non si sono fatti attendere…

Ma facciamo una premessa.

Vuoi essere felice? Impara

Secondo diverse ricerche, se vogliamo essere felici dobbiamo dedicare un po’ di tempo a imparare cose nuove.

Aldilà delle credenze personali di ciascuno di noi, mi sento di poter dire senza alcun dubbio che una delle cose che dà un senso alla nostra presenza su questo pianeta sia la nostra capacità di apprendere e migliorarci.

Ma come?! Non siamo affatto una specie animale di larghe vedute e non sembriamo interessati a niente se non all’auto-annientamento.

In parte sono d’accordo, ma non potrai negare che siamo anche circondati da un buon numero di esempi positivi e sono quelli che dovremmo tenere presente, non trovi?

Penso a Stephen Hawking col sintetizzatore vocale, a Bebe Bio e Alex Zanardi con le protesi e a molti altri senza alcun problema fisico, ma che comunque hanno imparato a sfruttare ciò che avevano a disposizione e a tirare fuori il meglio di se stessi, puntando a obiettivi ambiziosi:

Il mio obbiettivo è semplice: è la comprensione completa dell’Universo, perché è così com’è e perché esiste

Stephen Hawking

Una cosa da niente, non trovi?

Time to learn

La capacità di imparare è insita nell’essere umano, ma spetta a ciascuno di noi assicurarsi che sia nutrita adeguatamente.

Ti sarà capitato sicuramente di vivere un periodo monotono e di trascinarti da un giorno all’altro senza motivazione né stimoli. Magari ti sei sentito inutile e ti sei chiesto tante volte quale fosse il senso di alzarsi al mattino per correre tutto il giorno nella classica ruota del criceto e poi tornare a casa la sera esausto, con la sensazione che non fosse cambiato niente rispetto ai giorni precedenti.

Ci siamo, è tempo di imparare.

Tocca a te provare a ritrovare una scintilla di entusiasmo e imparare cose nuove è il primo punto di partenza. Scegli un’altra sfida, preparati per una nuova avventura, partecipa a un corso (qui ho parlato dei corsi online) o trova un qualsiasi altro modo per avere più stimoli e imparare cose nuove.

Che si tratti di imparare qualcosa su te stesso, ad esempio che sei in grado di superare un limite sportivo che eri convinto di avere, o imparare una nuova lingua, non cambia molto.

Conta procedere, scoprire, ritrovare un po’ di pepe.

apprendimento> maggiore autostima > maggiore positività e ottimismo > e poi chissà…

Scrittura creativa

Nella mia lista di cose da fare nella vita, ho inserito “fare ogni anno dei corsi per imparare qualcosa (dal vivo o online)” proprio per assicurarmi di portare sempre un po’ di pepe nella mia quotidianità.

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

Leo Buscaglia

Quest’anno, come dicevo, è toccato a un corso di scrittura creativa, breve ma intenso. Ho imparato due cose importanti, oltre ad alcuni aspetti tecnici relativi alla scrittura:

  1. Ho imparato a espormi in un ambito nuovo. Non a tutti piace dover leggere ad alta voce, figuriamoci leggere le proprie bozze!
  2. Ho imparato ad andare avanti per la mia strada lasciando perdere i paragoni con gli altri.

In ambito creativo non sempre esiste giusto o sbagliato, ma esporsi ed accettare il feedback non è sempre facile. In un gruppo, poi, tendiamo inevitabilmente a paragonarci agli altri.

Ti è mai capitato di sentirti sminuito o di pensare di essere il peggiore? Al corso di scrittura creativa ho pensato spesso di essere indietro. Mi sembrava che gli altri fossero già dei professionisti e ho avuto quest’impressione soprattutto durante le prime lezioni, tanto che ero incerta se continuare o meno. Ma ho deciso di non mollare.

Dopo una delle lezioni più faticose, mi è stato detto: se gli altri sono più bravi, vuol dire che hanno meno da imparare.

Perché il punto, infatti, non è dove sono gli altri, ma quanto hai imparato e quanta strada hai fatto rispetto a dove ti trovavi prima.

I risultati

Ho iniziato l’articolo dicendo che i risultati non si sono fatti attendere. Ecco cosa intendevo:

  • ho aumentato la mia autostima, perché non ho mollato e le lezioni successive sono andate meglio, dato che ho cercato di impegnarmi di più e fare attenzione ai miei punti deboli
  • ho ricevuto un buon feedback su una bozza di storia. Mi è stato detto che ho in mano del materiale buono e dovrei lavorarci e mi sono sentita spronata a continuare
  • ho imparato molte cose utili a livello pratico di scrittura creativa

Come ho detto in uno dei video del progetto 100 giorni di scrittura, da cosa nasce cosa, l’importante è cominciare.

Tu cosa imparerai questa settimana?

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e non dimenticare di seguirmi sui social 🙂

 

 

Crescita personale

Puntuario per un anno al massimo

imageUna sezione del Muro di Berlino, mi sono piaciuti i colori...
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Per un anno al massimo, non per un anno di successi

Comincio subito questo post dicendo che ho scritto per un anno al massimo, non per un anno di successi. Si fa un tale abuso della parola successo che a volte mi viene il voltastomaco.

Anche perché è risaputo che dal successo impariamo ben poco, è dal fallimento che capiamo la lezione e procediamo.

Comunque stavolta non ti voglio parlare di successi e fallimenti, ma di come vivere quest’anno al massimo, con energia ed entusiasmo, per arrivare a dicembre con il cervello pieno di ricordi incredibili e di soddisfazioni meritate.

Il punto più importante è l’ultimo, non si può proprio tralasciare.

Cominciamo…

  • Parti senza esagerare: meno liste, meno progetti, meno obiettivi

Ne ho già parlato qui: ogni tanto è meglio non porsi alcun obiettivo. Oppure fallo, ma assicurati che la tua lista sia realistica e che non siano cose campate per aria di cui tra un mese non ti importerà più niente.

Meno cose equivale a più concetrazione. Altrimenti continuerai a dedicarti alle attività sulla lista che richiedono meno impegno, rimandando tutto il resto. Da qui il punto seguente …

  • Porta a termine qualcosa: priorità assoluta ai progetti nel cassetto

Per quest’anno prova a concentrarti su una di quelle attività che rimandi da mesi o anni. Farlo aumenterà notevolmente la tua autostima e ti darà molta soddisfazione. C’mon, you can do it!

Sistemare il tuo portfolio? Realizzare la tua pagina web? Finire di scrivere quel libro? Ma, senza andare troppo lontano, possiamo includere sgomberare lo sgabuzzino, riparare un oggetto, liberarti di qualcosa, correggere il CV, programmare un viaggio…

  • Sii più pratico: organizzati prima di cominciare

Un tempo, in primavera svuotavo armadio e cassetti per fare il cambio di stagione. Buttavo tutto all’aria illudendomi che così avrei sistemato le cose velocemente, quando invece restava il caos per giorni interi, perché mi stufavo subito o mi spaventavo a vedere la mole di roba da rimettere a posto.

Sono stata chiara, no? Inutile cambiare in modo drastico se poi abbandoni subito.

Comincia piano e procedi per gradi pre-stabiliti, tenendo presente che tipo di persona sei. Inutile che tu ti metta a prendere appunti e fare schemi al computer se ti piace scrivere a mano!un anno al massimo

Per la gestione di progetti o attività di routine puoi ricorrere a varie app o utilizzare carta e penna. Non c’è un modo migliore di un altro e non per forza devi metterti una scadenza se sai che per te non funziona.

In ogni caso, io ti consiglio il metodo kanban (dividi un foglio in 3 colonne: da fare, in corso e fatto. Molto intuitivo).

  • Non rimandare: piccoli passi

Il modo più sicuro per non fare qualcosa è rimandare il primo passo. Se, per esempio, vorresti provare a cambiare lavoro in primavera, non rimandare TUTTO fino a fine marzo. Comincia subito con l’azione più piccola possibile, ad esempio, tirare fuori il tuo CV e appoggiarlo sulla scrivania.

Suddividere le attività che ci intimoriscono, soprattutto quelle legate a grossi cambiamenti, in attività più piccole ti aiuterà a farla sembrare meno gigantesca e ti farà sentire più sicuro e in controllo della situazione.

  • Dedicati subito a qualcosa di entusiasmante: per energia e buonumore

Per affrontare meglio gennaio e febbraio, che sono sempre un po’ faticosi, assicurati di dare spazio a qualcosa di entusiasmante. Anche se si tratta di un viaggio o un’opportunità per cui dovrai ancora aspettare parecchio, comincia a pianificare, a raccogliere info… a sognare!

  • Sii ragionevole: non fare il vigile inflessibile

Non smetterò mai di ripeterlo, soprattutto nel caso degli ansiosi e dei perfezionisti, se non impari a essere più gentile con te stesso non andrai da nessuna parte.

Smettila di essere troppo pignolo.

Se questo è il tuo progetto, il tuo anno, il tuo piano, valgono le tue regole e l’unico che può metterti i bastoni fra le ruote sei tu stesso. O, meglio, la vocina che hai nel cervello che si impone come vigile, giudice, professore o chissà che altro e non fa altro che farti sentire un disastro.

Ignorala e accetta ostacoli, ritardi, deviazioni, errori grossolani e quant’altro come qualcosa di inevitabile in un percorso avventuroso.

Sii ragionevole e, qualsiasi cosa tu abbia in mente, sarà un anno al massimo. Sii gentile, perché per vivere un anno al massimo bisogna capire che una cosa è l’immaginazione e un’altra è la realtà.

Se non immaginiamo le cose, non possiamo agire per far sì che diventino realtà. Ma è inevitabile che la realtà sia sempre un po’ diversa.

Per un anno al massimo devi accettare questo “scarto” e continuare a pigiare sull’acceleratore. Non spegnere il motore solo perché la strada è un po più lunga o erta di quello che pensavi.

Keep going…

  • Fai un bel chek-up: che abitudini hai?

La cosa più importante che puoi fare è la seguente: riflettere sulle tue abitudini e apportare gli aggiustamenti necessari. Si tratta di una cosa fondamentale, per questo ne riparleremo.

Intanto ti consiglio di pensare alle tue abitudini mattutine, alla routine serale, alle cose che fai ogni giorno nello stesso modo da sempre… scrivile, poi vedremo cosa cambiare.

Per ora è tutto, mi sembra che ci sia già abbastanza da fare!

Ti auguro un anno pieno di colori.

Che ne dici di questo articolo, ti è piaciuto? Fammi sapere se c’è qualche punto che è particolarmente significativo per te!

Che ansia!

Obiettivo 2018 per gli ansiosi: nessun obiettivo

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Non chiedermi come sia potuto accadere…

fatto sta che siamo nuovamente a fine anno ed è l’ora di fare un bilancio del 2017 e porsi qualche nuovo obiettivo.

Ah sì?! E se invece stavolta facessimo proprio il contrario?

Nel 2016 accadde…

L’anno scorso ho pubblicato due articoli sul tema, per aiutarti a entrare al meglio in un altro anno.

Il primo, riflessioni di fine anno: 7 domande da farti, ti sarà di nuovo utile per valutare le esperienze degli ultimi 12 mesi e spingerti a ritagliarti un po’ di tempo, anche solo venti minuti, per rilassarti e riflettere.

Il secondo, stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli, è più che altro un metodo per capire come fare a porsi degli obiettivi in modo efficace, così che sia effettivamente possibile raggiungerli.

In questo articolo, invece, vorrei parlarti del concetto opposto: a volte è meglio non porsi alcun obiettivo.

Ma come, non è un controsenso?

Lasciami spiegare!

Ognuno di noi è diverso e, certamente, c’è chi ha veramente bisogno di una spintarella e di qualche consiglio per essere un po’ più quadrato.

Vivi sempre alla giornata oppure sei la tipica persona che vorrebbe pianificare meglio le cose e organizzarsi per concludere, finalmente, un dato progetto? Allora, senz’altro, gli articoli che ho menzionato fanno al caso tuo.

Portare un po’ di strategia/pianificazione nel tuo 2018 non potrà che farti bene! Giusto quel pizzico per non abbandonare idee valide e fantastici piani per dominare il mondo 😉

E se invece sei un tipo ansioso?

Magari sei più simile a me e tendi a pianificare fin troppo o a pensare “avanti”, puntando all’obiettivo, ma ogni tanto perdendo di vista la bellezza del percorso.

Ecco, proprio a te, pianificatore seriale o ansioso cronico, voglio rivolgermi.

Nel 2018, lascia correre.

Prova a vivere l’anno che viene come la possibilità di sperimentare e andare in senso contrario rispetto alla solita rotta. Non pianifichi mai niente? Fai un tentativo. Sei un ansioso e ti senti perso se hai la sensazione di non avere tutto sotto controllo? Let it all go!

Obiettivo 2018? Meno strategia e più improvvisazione

Se sei un ansioso, straccia subito quella lista di cose da fare. Abbandona le agende, le tabelle, le preoccupazioni premature, le domande a cui ancora non può esserci risposta, le questioni irrisolte.

Il tuo esercizio per il 2018, caro ansioso, è questo: non pianificare e non anticipare. Ogni volta che la tua mente ostinata tenta di proiettarti verso un qualsiasi giorno dopo il 1 gennaio, fermala.

Capisco che alcune cose vadano preparate per tempo (matrimonio in vista?), ma se sei un ansioso regalati un anno di improvvisazione. Sono sicura che non te ne pentirai.

Puoi anche trovare una via di mezzo e ridurre il numero di obiettivi o ridimensionarli. Non dimenticarti che un obiettivo non deve essere ulteriore causa di ansia, altrimenti meglio lasciar perdere.

Nel prossimo articolo ti parlerò di come io intendo procedere nel 2018, di cosa voglio cambiare e su cosa intendo puntare.

Intanto, che ne dici di farmi sapere nei commenti se per il 2018 hai qualche piano speciale di conquista del mondo?

Che ansia!

Accettare di non avere tutto sotto controllo

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Di nuovo a parlare di ansia? Tranquillo, è tutto sotto controllo…

Eh già, è un argomento ricorrente. Del resto, non basta certo una bacchetta magica per liberarsi di questa fastidiosa presenza. Ma cos’è che la fa tornare continuamente a farci visita? Te lo dico io: è quel bisogno incontrollabile di avere tutto sotto controllo e voler sapere esattamente come andranno certe esperienze, prima ancora di cominciare a viverle.

C’era una volta

Circa un mese fa sono arrivata a Berlino, con biglietto di sola andata. Oltre a un certo entusiasmo per essere tornata nella mia città preferita, ho provato anche un po’ di ansia, come sempre accade quando facciamo un fiducioso tuffo nel vuoto, senza sapere se atterreremo in piedi o ci schianteremo al suolo.

La mia valigia parlava chiaro: sarei potuta rimanere una settimana o a lungo termine. In quei 15 kg c’era veramente di tutto. E dimmi, per un ansioso non ti sembra già tanto?!

Non sono partita completamente all’avventura, mi ero in parte preparata. Al tempo stesso, però, non avevo un piano ben preciso, un contratto in tasca o chissà quale certezza.

tutto sotto controllo

Certamente non mi aspettavo che le cose sarebbero andate in modo così curioso: avevo messo in conto del tempo per trovare lavoro, ma ritenevo che altre cose sarebbero andate lisce come l’olio, o quasi.

Tuttavia la vita ama sorprenderci e capovolgere tutte le nostre aspettative, e si deve pure divertire parecchio a farlo. Fatto sta che mi sono ritrovata con un contratto di lavoro in mano in pochi giorni, ma con un po’ di problemi sul fronte alloggio e burocrazia. Niente di terribile, se non fosse che mi sono accorta che se non avessi fatto attenzione sarei incappata nella più classica delle trappole:

posticipare la gioia del presente in attesa di un momento futuro “perfetto”, in cui avrei avuto tutto sotto controllo.

Funziona più o meno così, come saprai:

Quando finalmente avrò finito con questa trafila burocratica, allora potrò…

Quando avrò una casa, allora potrò pensare a divertirmi e uscire…

Quando sarà tutto a posto e mi sarò sistemata, allora…

Quando… l’ansia se ne andrà.

NO.

Stavolta ho detto no

Si tratta del tipico atteggiamento del perfezionista: si vede già nel futuro, nella situazione desiderata ed è così concentrato su ciò che vuole che avvenga che perde il presente e posticipa la felicità, finendo vittima di ansia e stress.

Un po’ come chi pensa solo a lavorare e sopportare una routine quotidiana odiosa in vista di un grandioso giorno futuro, in cui potrà andare in pensione, godersi i soldi o fare le tanto agognate vacanze, per poi rendersi conto che ha sprecato l’unica cosa che aveva davvero un senso: il presente.

Esiste solo il presente.

Ecco perché stavolta ho detto no. Ho deciso che non avrei posticipato. L’ansia non se ne è andata, ma sicuramente si è fatta viva molto meno, perché ero troppo impegnata a sentire il sole sulla pelle mentre bevevo birra lungo il canale o mi sdraiavo in un parco. La burocrazia poteva aspettare, l’estate no.

Va bene non avere tutto sotto controllo subito.

Tra la ricerca di casa, altre scadenze e noie burocratiche avrei potuto bruciarmi uno splendido giugno nella capitale tedesca. Questa volta ho scelto di avere pazienza e procedere con più calma. Ho accettato di sentirmi in un limbo, a tratti anche un po’ faticoso.

Ma devo ammettere che questo limbo mi ha regalato bellissime emozioni ed esperienze.

Chi soffre di ansia è costantemente avanti. La situazione ideale invece dovrebbe essere la seguente: riuscire a vivere nel presente e apprezzarlo, mentre allo stesso tempo avere una visione del futuro che ci ispiri e ci entusiasmi.

Un bravo consulente

Bisogna imparare ad avere pazienza con noi stessi. Troppo spesso dispensiamo agli altri i consigli giusti, ma con noi stessi siamo giudici inflessibili.

Oggi voglio che tu provi ad essere compassionevole, gentile e paziente come lo saresti con un tuo caro amico in cerca di aiuto e supporto.

Solo che stavolta questo caro amico sarai tu stesso.

Perdonati per un errore, concediti di essere imperfetto, accetta la situazione attuale e smettila di proiettarti senza sosta verso il futuro.

Concentrati sul presente e scoprirai che è molto meglio di quello che sembra e che, comportandoti con più gentilezza e dimostrando maggior amor proprio, la tua ansia si affievolirà.

Non c’è niente da dimostrare, niente da raggiungere, niente da avere per poi poter fare questo o quello. Se avrò X allora potrà fare Y… NO, NO, NO.

Per oggi va bene così. Non devi avere tutto sotto controllo, anzi, lascia andare il timone e accetta di andare un po’ alla deriva. E vedrai che l’ansia si ritirerà in un angolino.

Ti girerai un attimo a cercarla, ma lascerai subito perdere perché il presente risucchierà tutta la tua attenzione.

Questo esempio della ricerca di casa e lavoro potrà sembrarti banale in confronto a tante altre situazioni più complicate che affrontiamo nella vita. Eppure a volte sono proprio le piccole cose di ogni giorno, come dover trovare il tempo per andare dal dentista o pagare una bolletta, che in qualche modo ci causano ansia. Vorremo aver già risolto quella grana, organizzato quel giorno, fatto la presentazione… vorremo poter saltare avanti nel futuro.

Ma sai una cosa? Così non impareresti niente. L’ansia si può gestire. E la volta dopo sarai più forte.

Se vuoi leggere altri articoli sull’argomento qui trovi tutta una sezione apposta per te 🙂

 

 

 

Cose da fare nella vita (Bucket list)

Indonesia: 3 suggerimenti per un’esperienza unica

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“Non è garantito che riusciate a vedere i draghi”, ha esordito la guida…

Era tanto che pensavo di fare un’esperienza di viaggio nel sud-est asiatico. Non per lavoro e non certo da tipica turista, con un viaggio organizzato e strizzato in un tempo limitatissimo.

Volevo partire zaino in spalla e, soprattutto, volevo soddisfare un desiderio che avevo da tempo: vedere gli oranghi e i draghi di Komodo nel loro ambiente naturale, prima che noi sciagurati esseri umani si finisca col cancellare definitivamente le meraviglie di questo pianeta.

Nutrivo per queste creature una curiosità incontenibile“Non potrò vedere tutto, ma a draghi ed oranghi non posso rinunciare!”

Qui faccio subito una pausa.

Che esperienza di viaggio vorresti fare nel breve periodo?

Che destinazione senti una certa urgenza di visitare e perché?

Personalmente sono stata molto influenzata dalle pagine Facebook di associazioni benefiche che si occupano della riabilitazione degli oranghi nel Borneo in seguito alla deforestazione.

Alcune storie di orfani di oranghi mi sono rimaste così impresse che mi sono messa in testa di andare a visitare uno dei centri.

Per quanto riguarda invece i draghi di Komodo, che dire, sono creature così assurde e primordiali da sembrare mitologia: ne sentivo parlare da una vita e ho dovuto inserirle nell’itinerario!

L’esperienza insegna

Dalla Treccani

Esperienza: conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà

La geografia mi è sempre piaciuta, ma faccio fatica a visualizzare paesi e confini. Per ricordarmi esattamente dove si trova la Bielorussia dovrei recarmici di persona.

I nomi di fiumi e catene montuose non mi restano mai particolarmente impressi, a meno che non abbia fatto un’esperienza diretta sul posto. Anche a questo serve viaggiare, non trovi?

Dunque sono partita per un mese di viaggio zaino in spalla (backpacking come si dice in inglese) in Indonesia, con breve tappa a Singapore. Il giro è stato spettacolare, tra isole tropicali come Bali e le celebri Gili, trekking ai vulcani di Java, visite ai templi…

Ho incontrato persone che mi hanno ispirata e ho usato questa immersione in ambienti nuovi e sconosciuti per riflettere. Ma di questo parlerò in un altro post, qui vorrei soffermarmi su Borneo e Komodo.

Sono una parte di tutto ciò che ho trovato sulla mia strada.

Lord Alfred Tennyson

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L’esperienza di 4 giorni in barca nel Borneo è stata molto forte, irripetibile. Ho visto più specie animali curiose in così poco tempo che in tutta la mia vita.

Da insetti dalle forme più svariate a scimmie che si dondolavano dagli alberi, da tarantole a scorpioni blu elettrico… mi sono sentita sommersa dalla natura (forse anche troppo, considerato che durante l’escursione notturna praticamente mi sono incelofanata per non avere contatti indesiderati 😀 ).

Gli orang-utan, ovviamente, sono stati il fulcro di questa esperienza.

Forse non sapevi che:

  • la parola in indonesiano significa popolo/gente della foresta (orang significa gente)
  • gli ambienti naturali degli oranghi sono solo l’isola di Sumatra e il Borneo 
  • la deforestazione sta mettendo a serio rischio questa specie animale: molti oranghi perdono la vita negli incendi o restano gravemente ustionati e spesso i cuccioli restano orfani senza ancora aver imparato a sopravvivere nella foresta
  • gli oranghi diventano indipendenti dalla madre dopo circa 6 anni di vita e l’intervallo tra un parto e l’altro è il più lungo tra i mammiferi (ben 8 anni)
  • il tasso di deforestazione del Borneo (terza isola più grande del mondo e con tasso di biodiversità tra i più alti del pianeta) è talmente elevato che si calcola che nel 2025 una porzione grande quando la Gran Bretagna sarà stata spazzata via.

Le multinazionali sfruttano i terreni per lasciare spazio alle piantagioni di palma, da cui si ricava il tanto discusso olio di palma, contenuto in ogni pacchetto di merendine e biscotti e nelle confezioni di nutella.

Non credo che riuscirò mai a rinunciare interamente a questi prodotti, ma aver visto file intere di palme, ordinate come soldatini e senza neanche un filo d’erba intorno, ai margini di una ricchissima foresta che rischia di scomparire, mi ha già fatto ridurre il consumo.

L’esperienza di viaggio è tutta qui: toccare con mano la bellezza di un paese, ma anche i problemi che lo affliggono. E imparare le cose più disparate.

Suggerimento

Se volete visitare il parco naturale Tanjung Puting del Borneo dovete prenotare un tour in barca.

Vi consiglio di scegliere questo, gestito da un locale che ha una grande passione per la conservazione ambientale e in particolare per gli oranghi (tieni presente che gli standard sono diversi e le imbarcazioni scaricano tutte nelle acque locali. Si spera che le cose cambino).

Nel Borneo ho piantato un albero, altra cosa presente nella mia bucket list

Sì, mi rendo conto che è poca cosa rispetto alla deforestazione, però è stato un gesto simbolico significativo. Soprattutto trattandosi di un luogo di importanza vitale per il pianeta come il Borneo, polmone verde di cui non possiamo fare a meno.esperienza

Draghi

Sulle isole di Komodo e Rinca si trova una specie animale terrificante e affascinante al tempo stesso: il celebre varano, comunemente chiamato drago di Komodo.

Non è garantito che si riescano a vedere.

Eppure, poco dopo aver cominciato l’escursione, ecco che dal lato destro del sentiero è spuntato improvvisamente un lucertolone. Si è piazzato alla testa del gruppo procedendo come se nulla fosse.

Forse la cosa più divertente sono stati gli orientali in delirio che lo hanno quasi accerchiato per immortalarlo in foto e video.

Ecco alcune curiosità su questo dinosauro:

  • mangia una volta al mese
  • ha in bocca 60 tipi di batteri diversi che in pochi giorni possono uccidere anche prede di grandi dimensioni (bufali)
  • è cannibale. La madre occasionalmente si mangia le uova e i piccoli appena nati si nascondono fino ai 3 anni di età perché corrono il rischio di essere divorati
  • può correre a circa 20km/h orari
  • raramente attacca l’uomo, ma fa comunque effetto vedere le guide munite soltanto di un bastone per difendere gruppi di 20 persone (un uomo è stato aggredito pochi giorni dopo il mio rientro in Italia… oh oh)
  • non ho ancora capito se è leggenda o meno, ma se si hanno le mestruazioni meglio farlo presente alla guida, i draghi hanno un ottimo fiuto…

3 cose da fare

Quante cose ho imparato grazie a questa esperienza!

Nel caso tu non abbia mai provato ti consiglio vivamente di fare un viaggio zaino in spalla (un po’ di avventura alla Sandokan smuove lo spirito), di far visita ad uno dei centri di riabilitazione degli oranghi nel Borneo per sostenere l’incredibile lavoro dei volontari e infine di visitare i draghi di Komodo, che vivono su due isolette tutte per loro, stile Jurassic Park.

Già raggiungerle via barca sarà un’avventura e uno spettacolo per l’anima… non potrai restare deluso.

E tu, invece, cosa consigli?

Qual è stata la tua esperienza di viaggio più significativa e cos’hai imparato? Condividi questo articolo e lascia un commento, non vedo l’ora di ricevere suggerimenti!

 

Cose da fare nella vita (Bucket list)

Sul compiere trent’anni e su 4 illusioni di ogni età

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Trent’anni? Ma quando è accaduto?!

Senza che nemmeno me ne accorgessi è scoccata l’ora dei trent’anni. Certo che è solo un numero, ma ammetterai che un po’ di impressione lo fa lo stesso! Inutile negarlo: si apre una nuova fase. Ho riflettuto molto su questa tappa e ho deciso di scrivere un articolo per il celebre blog de I Trentenni per condividere questa esperienza. Lo trovi qui!

Sto pensando che…

Ecco alcune cose a cui ho pensato:

1) SPECCHIO INGANNATORE                                                                                                               

Non si è mai pronti per niente nella vita e l’immagine falsata di come le cose dovrebbero essere è ciò che ci causa sempre più ansie e problemi. La realtà non coincide quasi mai col mondo perfetto e irrealistico prodotto dalla nostra mente.

La tua vita così com’è oggi rispecchia quella che immaginavi da adolescente? No, infatti.

E meno male. Davvero, è meglio così. Lasciati soprendere, quando si ha un atteggiamento positivo e si affrontano le difficoltà nel modo giusto le cose prendono una svolta così inaspettata che la nostra mente pianificatrice e idealista non sarebbe mai riuscita a fare di meglio.

2) CONDIZIONAMENTI     

Ci facciamo condizionare così tanto dagli altri!

Lasciamo che esprimano giudizi, che ci diano delle indicazioni da seguire, che ci dicano cos’è meglio fare. Lo facciamo perché è più facile che prendere le decisioni autonomamente e in questo modo ci liberiamo dalla responsabilità di affrontare le conseguenze in prima persona.

Infatti, ascoltare noi stessi richiede molto più coraggio e fatica. Invece abbi più coraggio e trova il tempo di riflettere e andare a fondo senza lasciarti influenzare troppo dagli altri. Col passare degli anni in questo esercizio si migliora.

3) HO TUTTO IL TEMPO

Posticipiamo troppo, come se avessimo un tempo infinitamente più lungo da passare su questo pianeta. Come se la nostra vita non fosse inafferabile e breve come un alito di vento.

Sono passati 10 anni dall’inizio dell’università… quante cose ho fatto e quante altre avrei dovuto o potuto… ecco che passiamo dritti al punto 4!

4) RIMORSI E RIMPIANTI

Oh quante cose avrei potuto fare, oh se solo avessi… Eh già, ne abbiamo tutti continuamente di questi pensieri. Se tornassi indietro io farei le cose in modo più avventuroso, oserei di più e mi preoccuperei di meno. Non è possibile e va bene così.

Tu, invece che faresti?

Non potendo riavvolgere il nastro che ne dici di scegliere di continuare il percorso con più intraprendenza e meno paranoie?

Anche tu continui a sbagliare su questi 4 punti?

Forse dovremmo stamparli e metterli in bella vista, in modo da ricordarci sempre di evitarli come la peste, soprattutto il punto 2 (condizionamentI).

Non è necessario che tu compia trent’anni, venti, trentasei o cinquanta per riflettere sul tuo percorso o sugli errori che tutti facciamo ogni giorno. L’importante è, almeno ogni tanto, fermarsi e capire.

Questo sì, questo no

L’avvicinarsi dei trent’anni per me ha rappresentato anche una bella opportunità per aggiornare la mia bucket list.

Ho deciso di farmi un tatuaggio (li ho sempre odiati ma, ehi, le cose cambiano!), di festeggiare facendo qualche nuova esperienza (una la trovi qui) e di smettere di rimandare un viaggio che avevo in mente da tempo.

Dal mio articolo per il blog I Trentenni:

Dunque in questo trentesimo: al viaggio zaino in spalla nel Sud-est asiatico che posticipo da più di due anni perché prima vengono le responsabilità; no ai compromessi perché ho sviato già abbastanza; ai progetti e agli obiettivi che più mi interessano; ma no al rimandare continuamente perché è la scelta più logica secondo chi mi sta intorno.

Il ritmo del cuore

Se stai per compiere gli anni approfittane per decidere cosa intendi cambiare nella tua vita, basta qualcosa di piccolo. Già che ci sei,  ti consiglio anche di fare un po’ di pulizia.

Con ciò intendo eliminare il più possibile della roba che non usi e intasa la casa. Vendila online, riciclala, passala ai parenti, buttala, ma fai un po’ di spazio. Fare spazio a livello fisico aiuta anche a livello mentale.trent'anni

I compromessi e le responsabilità sono parte della vita, ma se diventano ciò che motiva le nostre azioni riempiremo una vita di regole e doveri dettati da altri.

I 30, ecco forse alla fine dell’articolo l’ho capito, mi hanno regalato la consapevolezza dell’urgenza: urgenza di vivere subito, senza aspettare. Come dice il tatuaggio che mi sono fatta appena compiuti gli anni, tratto da un libro, we get one ride in life. Con 30 siamo nel pieno della corsa e non ho voglia di scendere né di rallentare.

Il viaggio comincia laddove il ritmo del cuore s’espone al vento della paura

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e fammi sapere se anche tu continui a pensare  a come le cose dovrebbero essere, lasciarti condizionare, posticipare, restare ingarbugliato nei rimorsi o nei rimpianti.

Crescita personale

perché dovresti seguire dei corsi online!

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Non perdiamo tempo e passiamo subito al sodo: mai pensato di fare dei corsi online?

Fino a pochi anni fa non esisteva la possibilità di imparare sul web con corsi interamente gratuiti e realizzati da professori di un certo livello, ma oggi le cose sono cambiate, olé!

Ciò non vuol dire che l’università stia perdendo importanza, tutt’altro. I corsi online ti offrono la possibilità di ampliare le competenze e approfondire argomenti che magari in aula erano stati trattati un po’ di fretta.

Rivoluzione!

Questi corsi stanno aprendo le porte a una vera e propria rivoluzione nel campo dell’istruzione e, anche se al momento non vengono riconosciuti, salvo rarissimi casi, in futuro potrebbero esserlo.

Sapevi, ad esempio, che il celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology) o l’Università di Stanford offrono diversi MOOC (Massive Open Online Courses – corsi online aperti a tutti)?

Ciò vuol dire che chiunque abbia una connessione internet può acquisire nuove conoscenze senza dover spendere un centesimo per rette universitarie da capogiro o affitti esagerati, volendo neanche per carta e penna 😉

Dove trovo questi corsi online?

Su internet puoi trovare corsi di ogni tipo, dalla programmazione alla meditazione buddista-tibetana. No, non sto scherzando, si trova davvero di tutto.

I portali più diffusi sono facilissimi da usare, permettono di gestire l’apprendimento in maniera autonoma, scegliendo come e quando seguire il corso, e mettono a disposizione sia corsi gratuiti, sia altri con prezzi variabili (sempre accessibili). Puoi anche interagire facilmente con gli insegnanti e, se hai delle competenze, puoi realizzare tu stesso dei video da mettere a disposizione per gli altri. Perché no?!

Ecco alcune delle piattaforme più celebri:

Uno dei portali più interessanti è Khan Academy, realizzato dall’omonima ONG californiana che offre corsi interamente gratuiti.

Il fondatore stava spiegando alla nipote alcuni concetti di matematica e ha avuto il classico momento lampadina: perché non creare dei video per spiegare in modo semplici le materie scolastiche a tutti i ragazzi d’America? Oggi Khan Academy è cresciuta parecchio e vanta sostenitori come la Bill&Melinda Gates Foundation. La mission aziendale è rendere un buon livello d’istruzione accessibile a tutti, ovunque.corsi online

In Italia c’è invece Oil Project, con lezioni che spaziano dalla letteratura alla fisica.

Un mondo a disposizione, ma…

Può essere che il tuo CV venga scartato perché gli manca un po’ di pepe?

Quante volte realizzi che migliorare in un certo ambito, ad esempio nell’utilizzo di powerpoint, o ampliare le tue competenze linguistiche, potrebbe esserti utile?

Adesso la domanda scomoda: quante volte, però, passi effettivamente all’azione?

Oggi abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo come internet, ma non si può dire che lo sfruttiamo al meglio. So bene che la routine ha spesso la meglio, che il tempo manca, che vorresti ma poi finisci per rimandare… LO SO.

Tuttavia, questi corsi sono molto brevi, ti basterebbe un’oretta per completarne molti. Non converrebbe spegnere la tele e fare qualcosa di utile una volta a settimana?

I vantaggi sono enormi:

  • puoi ampliare le tue conoscenze in qualunque settore
  • stimolare il tuo cervello appisolato per troppa tv/smartphone/video idioti su youtube
  • imparare qualcosa di utile senza fretta né ansia
  • svagarti in modo costruttivo
  • scoprire alternative e magari ritrovarti con un’idea geniale in testa!

l’altro lato della medaglia

  • quando non c’è nessuno che ci stressa o nessun esame in arrivo tendiamo a rilassarci troppo. Sforzati di non abbandonare a metà, porta a termine il corso!
  • anche il fatto che siano gratuiti può rivelarsi controproducente: se non l’ho pagato e resta sempre a disposizione posso seguirlo più avanti! Meglio darsi una scadenza.

Personalmente utilizzo abbastanza Udemy. Per darti un’idea di cosa si può trovare, ti dico solo che recentemente sono incappata in un corso di pochi minuti sul portale Curious. Un corso così inusuale che non sono riuscita a resistere: come realizzare un rifugio nel bosco quando non si ha con sé alcuna attrezzatura!

trucchetto

Per non abbandonare un corso cerco di salvare tra i “desiderati” solo quelli che realmente mi interessano. Quando ne inizio uno nuovo prendo appunti e provo a darmi una scadenza precisa. Inoltre, scelgo sempre corsi online che non siano troppo lunghi e in cui chi espone abbia un tono di voce vivace e una dizione chiara.

Mi è capitato di seguire un corso interessantissimo sulla creatività, ma l’oratore era talmente pesante che è stato impossibile finirlo.

Che siate demoralizzati (ci sono corsi anche su salute e benessere) o vi troviate da soli in un bosco, sappiate che i corsi online possono salvarvi la vita! E poco importa quale scegli, l’importante è utilizzare il tempo per qualcosa di utile e per smuovere un po’ i tuoi neuroni! Del resto non puoi sapere quando o come le competenze acquisite, per quanto bizzarre, si riveleranno utili.corsi online

Sarebbe un peccato non sfruttare tutto questo materiale che aspetta solo te!

Ci lamentiamo sempre di tutto, a volte a ragione te lo concedo, ma altre dimostriamo solo di essere pigri quando c’è da passare all’azione.

Il destino è nelle nostre mani. Se non abbiamo successo la colpa è nostra.

Elon Musk

Attenzione, qui con successo non voglio proprio che tu intenda fare una barca di soldi e passare le giornate col jet-set internazionale. Intendo rinunciare a qualcosa a cui tieni senza neanche provare, per mancanza di motivazione, per pigrizia, o semplicemente perché hai paura di fallire. Perfino più probabile, perché stasera c’è un bel film in tv, allora guardo quello, posso imparare qualcosa più avanti…

riflessione finale

Non vorrei essere stronza e farti venire i sensi di colpa (stile madri anni ’80 sui bambini che muoiono di fame in Africa), ma sappi che 60 milioni di bambini nel mondo non hanno accesso all’istruzione di base (dati Save the Children).

Ho lavorato coi rifugiati siriani in Turchia e ricordo bambini di 10 anni che non sapevano né leggere né scrivere nella loro lingua madre. Si affollavano intorno alle mie colleghe egiziane, che cercavano di insegnargli l’alfabeto arabo. La guerra li ha beccati proprio in età scolare. A loro non dispiacerebbe avere un computer personale da usare per seguire dei corsi.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e non sentirti in colpa, hai sempre tempo per imparare a farti un rifugio nel bosco 😉

Crescita personale

lingue straniere: cosa ti perdi col monolinguismo

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Sì, lo ammetto, con le lingue straniere sono un po’ una nerd. E vorrei condividere questo mio interesse (proprio con te, che fortunato/a!), perciò oggi cercherò di convincerti ad abbandonare il monolinguismo in cui ti sei barricato e farti capire perché dovresti dedicarti seriamente ad imparare o migliorare la conoscenza di almeno una lingua straniera. Impresa ardua dici? Mi sento anche più motivata!

non fa per me

Ma che ha detto? Per me è arabo! O It’s all Greek to me (per me è greco), come dicono invece gli inglesi.

Insomma, sei uno di quelli che magari ha anche provato a imparare una lingua e, almeno all’inizio, ci ha messo un po’ di impegno. Poco dopo però… Ti abbatti facilmente! O forse la cosa non ti è mai realmente interessata e a scuola avresti voluto sbattere la  testa al muro per l’insofferenza verso le ore di inglese. 

Sai una cosa? Almeno la metà della popolazione mondiale è bilingue o multilingue, quindi dovresti darti una mossa e smettere di pensare di non essere portato o di considerarla un’impresa oltre le tue possibilità. Certo, capisco che a volte la scuola riesca a inculcarti a vita la sensazione di essere una schiappa, ma tu sei sicuro di aver provato davvero? Come dicevamo in questo articolo, una lingua serve per comunicare e l’importante è tentare. 

Ma perché dovrei perdere tempo e risorse (anche mentali) per dedicarmi a una lingua straniera? Io nel mio monolinguismo ci sguazzo allegramente.

Ah beh, se è così lungi da me obbligarti, però così ti precludi parecchie opportunità!

cosa ti perdi…

1. lingue = un paio di occhiali nuovi

Una lingua rappresenta una visiona unica del mondo. Con l’apprendimento di una lingua straniera, attraverso la struttura della frase, il lessico, le frasi idiomatiche ecc., impari a vedere le cose diversamente. Non a caso, secondo numerosi studi, le persone bilingue sono più intelligenti: è come se avessero due paia di occhiali, entrambi utili per mettere a fuoco il mondo circostante, ma ciascuno in modo specifico. 

Quando nel mondo scompare una lingua è una tragedia (accade ogni giorno purtroppo), perché scompaiono un bel paio di occhiali! Con la “morte” di una data lingua, infatti, sparisce anche un enorme bagaglio di conoscenze. Una volta mi è capitato di leggere un articolo sulle lingue parlate dagli indigeni dell’Amazzonia, che hanno una conoscenza approfondita del territorio in cui abitano e chiaramente ciò si rispecchia nella lingua che parlano. Ad esempio, conoscono così bene le proprietà benefiche delle piante della zona, che a un occidentale che dovesse analizzarle da zero non basterebbe una vita per raggiungere lo stesso livello di conoscenza! Se una lingua scompare, con essa scompaiono molti segreti, per lo più legati ad un territorio specifico.

Se sono riuscita ad incuriosirti clicca qui, troverai una mappa delle lingue in via d’estinzione in Europa.

2. lingue = cervello in gran forma

Imparare una lingua, anche questo è stato dimostrato, ostacola le malattie degenerative come l’Alzheimer. E la cosa bella è che non devi essere nato bilingue, perché anche con l’apprendimento in tarda età si hanno grandi benefici.

3. lingue = tiritera…

Inutile che insista poi con le opportunità lavorative, affettive (chiaro, se parli solo italiano come pensi di farti capire?) e blablabla 😉

Pensa, però, che nel mondo si parlano circa 6000-7000 lingue, parlarne una non ti sembra un po’ riduttivo? Non che voglia farti sentire in colpa, ma dovresti sapere che in molte parti del mondo bilinguismo e trilinguismo sono la norma, anche in alcune zone del nostro paese. 

4. lingue = Dr. Jekyll e Mr. Hide?

Vorrei farti presente anche un’altra cosa che ti perdi col monolinguismo, un tantino più inquietante…

Pare che i poliglotti cambino personalità a seconda della lingua che stanno parlando! Allora dimmi, va bene che ti senti pigro e demotivato, ma l’idea di conoscere un altro lato di te stesso non ti stuzzica?!

Conoscere una seconda lingua significa possedere una seconda anima

Frase attribuita a Carlo Magno

monolinguismo killer

Insomma, più opportunità, cervello in forma più a lungo, più personalità, visione del mondo più ampia… cosa stai aspettando? Non ti ho fatto venire di voglia di aprire youtube per guardarti video in cui imparerai a dire buongiorno in una lingua sconosciuta? Va bene, ma nemmeno a ampliare il tuo vocabolario in vista di un viaggetto all’estero?  

Allora sei proprio irremovibile, non mi resta che provare a convincerti con queste parole, che non hanno traduzione equivalente in italiano e sono bellissime:

Vuslat (turco): rivedere una persona cara dopo essere stati lontani per molto tempo

Kapel (russo): quando nelle giornate di sole invernali la neve comincia a sciogliersi e a cadere da tetti e alberi

Tsundoku (giapponese) persona che accumula libri senza leggerli

Uitwaaien (olandese) prendersi una pausa e stare all’aria aperta per schiarirsi le idee, dimenticare i problemi o smaltire lo stress

Ti sono piaciute? Con questa breve carrellata di vantaggi che derivano dal parlare più lingue spero di averti convinto almeno un po’… fammelo sapere nei commenti e se l’articolo ti è piaciuto non dimenticare di condividerlo con gli amici!

Per altri dati linguistici sull’Europa clicca qui!

SAMPAI JUMPA (a presto, in indonesiano)