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Crescita personale

corsa in montagna: 8 lezioni per le sfide quotidiane

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Ti sembra sempre che gli sportivi di alto livello raggiungano obiettivi inavvicinabili per noi comuni mortali? Eppure immagino che avrai notato quanto si possa imparare dallo sport, anche nel tuo piccolo. In questo post voglio parlarti della corsa in montagna (trail running).

No, tranquillo, non voglio convertirti ad un’attività che magari neanche puoi praticare (se vivi in centro a Milano, ad esempio). Voglio solo dimostrarti quante cose sorprendenti lo sport permette di scoprire su noi stessi e, soprattutto, quante lezioni apprese dallo sport possiamo applicare alla vita quotidiana.

L’esempio sarò io: sportiva e amante della corsa, ma niente di estremo. Fino ad aprile 2016 correvo al massimo 7 km. Ed ecco che, trasferitami nelle Dolomiti, ho deciso di iscrivermi ad una gara di corsa in montagna: skyrace, corsa breve con forte pendenza (1000m), di 20 km.

Avevo a disposizione solo due mesi di allenamento. Ecco cosa è stato fondamentale per portare a termine questa sfida personale:

  • stabilire un obiettivo raggiungibile

Sin dall’inizio ho avuto chiarissimo il mio obiettivo, ovvero finire la gara entro il tempo limite (3h30’). Con due mesi di allenamento e un programma che mi ero fatta da sola non potevo certo pretendere di più. La chiave, quindi, sta nel trovare il giusto equilibrio: avere un obiettivo che rappresenti una sfida abbastanza ardua da tenerti sulle spine, ma al tempo stesso raggiungibile, altrimenti rischi di abbandonare subito.

  • organizzarsi

Avendo poco tempo a disposizione, per prima cosa ho cercato di organizzarmi. Ho contato le settimane a ritroso, stabilito sia il numero di allenamenti a settimana sia le tipologie (ripetute, uscita lunga, uscita in montagna, palestra…) e distribuito gli allenamenti sul mio calendario.

  • chiedere supporto online

C’era chi mi diceva che ce l’avrei fatta senza problemi a prepararmi, mentre altri mi hanno dato della pazza. Dal momento che ero piena di dubbi, mi sono iscritta ad una community di appassionati di corsa in montagna e ho chiesto consiglio. Volevo essere rassicurata sul fatto che fosse possibile prepararsi in soli due mesi e scambiare qualche parere riguardo agli allenamenti.

  • accettare i momenti negativi

Se qualche volta ho saltato l’allenamento mi sono sforzata di non lasciarmi prendere dall’ansia e di non pensare al fatto che sarei arrivata alla gara impreparata rischiando infortuni o facendo uno sforzo fisico eccessivo.  A volte ho pensato che fosse meglio rinunciare perché stava diventando più uno stress che altro (l’ultima gara di corsa risaliva all’adolescenza), ma ho tenuto duro perché ero troppo curiosa di vedere come avrei reagito durante la gara. Poi ormai ero nel pieno degli allenamenti!

  • cadere

Una delle cose da cui ho imparato di più durante l’allenamento è stato cadere. Un giorno in cui mi sentivo in forma stavo volando giù per un sentiero ripido e pieno di sassolini. Mi sono deconcentrata e sono scivolata, procurandomi un taglio. Ho ancora la cicatrice. Il punto, però, è che dopo quella caduta ho capito che avrei dovuto restare più concentrata in discesa e controllare meglio gli addominali. La paura di cadere mi accompagnava da un po’, perché tra radici, sassi e punti esposti diciamo che le Dolomiti sono una bella sfida, ma solo dopo la prima caduta ho esorcizzato la paura e mi sono sentita pronta. E’ una delle regole base dei guru yankee: se non fallisci almeno una volta non sei nessuno.

  • fare ricerca

Prima di farmi un programma ho spulciato un po’ online. Ho controllato diversi siti e blog di professionisti, di corsa in generale e di corsa in montagna, per avere consigli sulla nutrizione, sul tipo di allenamento, il tipo di gara ecc. Tuttavia ho fatto attenzione a non esagerare: non mi sono messa a fare calcoli eccessivi sui battiti cardiaci e la velocità massima perché era la prima gara e volevo che fosse anche un’esperienza piacevole. Avere troppe informazioni a volte è controproducente: ti prende il panico.

  • continuare cocciutamente 

La pioggia non mi ha mai fermata, anzi, uno degli allenamenti più belli è stato sotto il diluvio. Un’altra volta pioveva a dirotto allora ho deciso di non uscire… mi sono allenata correndo su e giù per le scale del palazzo, tra l’ilarità generale. Quando hai un programma e un obiettivo, tienilo sempre fisso in testa. Puoi concederti qualche sgarro, ma occorre continuare a percorrere la strada se si vuole arrivare in fondo. Ho anche provato il percorso di gara due volte, alla fine della prima ho seriamente pensato di rinunciare, ma ho pensato positivo: avevo ancora un po’ di tempo a disposizione che, se ben sfruttato, avrebbe prodotto risultati.

  • divertirsi

Perché pensiamo sempre che tutto quello che viene prima del raggiungimento di un obiettivo debba essere solo fatica, sudore e lacrime? Divertiti lungo il percorso! Per me è stato incredibile correre giù per i sentieri come nell’infanzia, sentire la gambe che si lanciano per prati, esplorare nuovi percorsi e sentire l’energia della montagna intorno a me, la gara è stata giusto una scusa per muoversi ancora di più ed esplorare.

In poche parole: chiedi aiuto, ma alle persone giuste; fai ricerca, ma tieni ben presente qual è il tuo obiettivo; accetta i momenti negativi e perdonati per gli sgarri occasionali; divertiti; organizzati e, la cosa più importante, quando ti poni un obiettivo prendi in considerazione ogni aspetto della cosa: prima gara con poco tempo di preparazione? Non puoi certo pretendere di arrivare tra i primi 10!

Cosa ho scoperto: i limiti sono nella tua testa.

Cos’ha veramente fatto la differenza?

La volontà. Avevo deciso che volevo assolutamente provare e che il fatto di trasferirmi per un po’ nelle Dolomiti fosse l’occasione perfetta per fare qualcosa di nuovo e cosa c’è di meglio della corsa in montagna? Ha fatto la differenza anche imparare a controllare i pensieri negativi (quel punto è ripido ed esposto, se cadi tanti saluti… se scivoli in discesa sui sassi ti frulli le gambe…) e apprezzare i piccoli miglioramenti, oltre, ovviamente, ai paesaggi mozzafiato.

Vuoi sapere com’è andata?

A gennaio dell’anno scorso non avevo neanche mai pensato di iscrivermi ad una gara. Ad aprile avevo ripreso a correre da poco. La seconda settimana di allenamento avevo già battuto il mio record personale: 14km. Poi ho corso ininterrottamente per 20km, cosa per me impensabile, quasi ridicola, solo pochi mesi prima. Il giorno della gara ho finito a 3h e 08’, superando molti uomini in discesa e arrivando con la consapevolezza che forse avrei perfino potuto dare di più!

La grande scoperta: sei fortissimo e pochi obiettivi sono veramente irrealizzabili, purché tu ci metta consapevolezza, costanza e caparbietà.

I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni

Philippe Petit

Se vuoi scoprire di più sulla corsa in montagna ecco il portale italiano di riferimento. E tu che hai imparato di fondamentale dallo sport? Lascia un commento e non dimenticare di condividere l’articolo sui social!