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Che ansia!

Il segreto contro l’ansia anticipatoria

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Cosa si intende con ansia anticipatoria? Non è difficile immaginarlo, anzi.

Ci siamo, quell’evento che hai tanto atteso adesso è dietro l’angolo. Non sei contento? No, da bravo ansioso tu perdi la bussola e cominci a scalpitare perché non hai vie di fuga.

Ti è mai capitato? Benvenuto nel club.

Spesso con ansia anticipatoria si intende il forte stato ansioso percepito prima di un attacco di panico (per maggiori info leggi qui), ma in questo articolo preferisco parlare proprio di quel nervosismo strisciante e perenne che senti prima di un evento importante. Tralasciamo, quindi, gli attacchi di panico.

Parliamo di questi 30…

Io e una mia cara amica abbiamo la grande fortuna di compiere gli anni a distanza di un giorno, per cui, quando è scoccata la fatidica ora dei 30, ci è venuto naturale pensare di festeggiare insieme.

Festeggiare? No, infatti, siamo onesti! La tentazione è stata quella di piantare tutti e partire, fingendo che quel 30 non ci riguardasse minimamente. Inutile dirlo, siamo una più ansiosa dell’altra.

Abbiamo posticipato, evitato l’argomento, tergiversato perfino con la creazione dell’evento su Facebook, ma alla fine non avevamo certo l’intenzione di restare sole!

Ci tengo a raccontarti dell’ansia che ho provato all’avvicinarsi del trentesimo compleanno, perché questo blog non è il prodotto di uno specialista che capisce il meccanismo dell’ansia ma non l’ha mai provata… è il blog di un’ansiosa in carne ed ossa che prova ad aiutarti mentre aiuta se stessa. E ti dirò che mi sembra di fare la cosa egregiamente 😉

Come è finita sta storia dei 30? Fuori dal locale in cui avevamo fissato con tutti gli amici per festeggiare, io e la mia amica ci siamo guardate ed entrambe abbiamo pronunciato la classica frase: che ansia! 

Ansia che non venisse abbastanza gente, che ce ne fosse troppa, che facesse troppo caldo o freddo, che la torta non bastasse… A pensarci, che cosa ridicola!

Siamo scoppiate a ridere.

Già, perché dovresti provare ansia anticipatoria perfino quando sei in procinto di divertirti con la storica banda del liceo e celebrare un meraviglioso anno in più?

In fondo, arrivare ai 30 è un traguardo fantastico!

Chiaramente la mia amica Ansia non la pensa così.

Ricordi la raffigurazione dell’ansia come animaletto che ti sta sulla spalla (qui)? Ecco, è inutile provare a tranquillizzarti se ti ritrovi con un tale losco figuro sempre addosso! Ok, scherzi a parte, il punto è che non c’entra se l’evento in arrivo è lieto o meno.

L’unica cosa che per te conta è che gli avvenimenti in questione siano in linea con le tue aspettative. E tu lo sai bene che nella vita reale la faccenda è sempre un tantino più complicata, da qui la paranoia…

Magie e segreti contro l’ansia anticipatoria?

Fin qui tutto chiaro, vorresti che la festa, il matrimonio, il colloquio, l’incontro ecc. andasse come tu te lo sei immaginato e la possibilità che accada tutto il contrario ti angoscia. C’è una via d’uscita?

Innanzitutto, pensare ossessivamente a un evento specifico è estenuante e fa consumare energia che potresti utilizzare diversamente, così ti stanchi inutilmente. In secondo luogo più ti convinci che una cosa andrà male e più è probabile che in effetti succeda, perché il tuo atteggiamento negativo influenza chi ti sta intorno e come “il mondo” reagisce ai tuoi comportamenti.

Infine, sarebbe da tenere presente una cosa:

Non è meglio essere fiduciosi e mantenersi positivi? Se le cose andranno bene, a preoccuparti avrai solo sprecato energia con tutta quest’ansia anticipatoria. Se invece andranno male non avrai fatto altro che aggiungere più stress all’organismo.

Sì, lo so che è facile a dirsi. Su internet poi si trova di tutto per cercare di frenare l’ansia, ma la cosa migliore a mio parere resta sempre la diversione. Cerca di distrarti e dedicarti ad altro il più possibile, alcuni suggerimenti li trovi negli articoli precedenti della categoria ansia.

Altrimenti, ti dirò un altro trucco: puoi allenarti a contrapporre ad ogni pensiero tragico e negativo una frase più positiva, che contraddica la precedente.

Mi stai dicendo di fare conversazione con me stesso come uno schizofrenico?

Mah, perché no?!

TEST

Questo è il consiglio migliore che mi sento di darti oggi. Richiede un po’ di allenamento, ma abituarsi a pensare positivamente è una tecnica micidiale per affrontare l’ansia. Magari il magone resterà all’inizio, così come un po’ di tensione muscolare, ma intanto eviterai di peggiorare la situazione. Fammi sapere com’è andata! E non preoccuparti, proveremo altre tecniche più avanti.

Non scordarti di condividere l’articolo con gli amici più ansiosi, soprattutto se c’è un compleanno importante in vista!

P.s. Come sarà il tempo il prossimo luglio… spero non piova!

 

 

 

 

Crescita personale

aspirazioni: la domanda per quando non sai che fare nella vita

ASPIRAZIONI
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Abbiamo parlato di obiettivi per il nuovo anno e di come fare a rispettarli, ma sorge subito un problema: se non hai alcuna idea di cosa vuoi fare nella vita, come diamine stabilisci gli obiettivi per far sì che le tue aspirazioni non restino mere fantasie?

Alcune persone sanno chiaramente il percorso che intendono percorrere e sembra che niente possa interferire col loro obiettivo. Scommetto che hai sempre sentito un pizzico di invidia nei loro confronti, perché, pur avendo molti interessi, non ti sei mai deciso su dove svoltare al bivio.

Forse ti sarai sentito anche un po’ perso intorno a chi, sin dall’infanzia, non faceva altro che pensare a entrare in un corpo di ballo, diventare un grande atleta, andare nello spazio… ah che fortunato, lui sì che sa bene cosa vuole e ciò che serve per realizzare quell’aspirazione!

Capitomboli sul sentiero

Stai dimenticando una cosa importante. Saranno anche tante le persone con obiettivi chiari e precisi, ma sono molti di più quelli che nella vita devono provare, sbagliare e tentare nuovamente prima di sapere cosa combinare.

Paragonarsi agli altri è il miglior modo per abbattersi e finire col piangersi addosso.

Io non vorrei che nessuno adottasse il mio modo di vita; perché desidero che ci sia al mondo il maggior numero possibile di persone diverse; ma renderei ciascuno molto attento a scoprire e perseguire il suo modo.

Henry David Thoreau

Ognuno di noi ha il proprio percorso e per evitare di sentirsi persi o sfortunati conviene tener presente quanto segue:

  1. Mai prendere gli altri come riferimento, non ha alcun senso. Potresti invidiare un amico che ha sempre saputo cosa intendeva fare nella vita, ma saresti davvero felice al suo posto? Se sai che odi la matematica, ma invidi la sua carriera di fisico è l’insicurezza che parla.                                                                                                                                                                                   
  2. Se invece pensi di avere troppe passioni o interessi e ti senti spinto ora da una parte o dall’altra, non temere, anzi! Forse ancora non capisci dove ti stai dirigendo, ma come ha detto Steve Jobs, non è possibile unire i puntini guardando avanti; si possono unire solo guardandosi all’indietro. Bisogna avere fiducia. Fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.                                                                                                                          
  3. Fai le tue scelte con consapevolezza e accetta l’incertezza come una caratteristica alla base della vita stessa, non c’è scampo.                                                                                                                                                                                       
  4. Impara dagli errori fatti e rifletti sulle esperienze passate, sicuramente avrai già qualche indizio su quali possano essere le tue aspirazioni.

Rispondi alla domanda e punta il timone

Il filosofo britannico Alan Watts soleva porre questa domanda agli studenti: cosa faresti se i soldi non fossero un problema? Ovvero, se fossi completamente libero di scegliere e potessi decidere cosa fare nella vita senza dover prendere in considerazione i soldi, cosa vorresti fare?

Dipingeresti forse? O passeresti le giornate ai video giochi? Faresti il giro del mondo in barca a vela?

Qui hai accesso al video, in inglese, in cui Alan Watts afferma che è meglio vivere una vita breve, ma vissuta secondo i propri ideali e le proprie aspirazioni, piuttosto che una vita lunga e grigia, trascorsa a fare ciò che è necessario per guadagnare soldi.

Seeee, va beh, non è mica così facile! Poi sai che novità!

Vero, ma non ha tutti i torti quando dice che, dando ascolto alla propria vocazione e applicandosi al meglio, alla fine si possa diventare “maestri” nel settore e quindi farne una carriera. 

Si tratta forse di una delle questioni più spinose e discusse della crescita personale: conviene seguire le proprie passioni? Si può riuscire a farne un lavoro e mantenersi? Forse non sempre e il cammino certamente è arduo, ma non si può negare che nella nostra società attribuiamo troppa importanza ai soldi, che più che un mezzo, di frequente diventano l’obiettivo. 

aspirazioni: questo sì e questo no

“Cosa faresti se potessi scegliere di vivere la tua vita senza preoccuparti dei soldi?” è la domanda giusta da porti se ti senti perso, incerto, insicuro e confuso.

Ci sono sicuramente delle cose che non vuoi fare, che non ti piacciono e non faresti neanche se fossi pagato oro. Questo è un altro punto di inizio.

Inoltre, ricorda che siamo a gennaio! Se ancora non sai cosa fare della tua vita hai 12 mesi davanti a te in cui fare esperienze, sperimentare e cambiare rotta e non c’è niente di più emozionante dell’avventura 😉 C’è chi punta il timone una volta sola e chi deve riaggiustare la rotta più volte. L’importante è ricordare che, come ha detto sempre Thoreau,

c’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.

Conviene anche essere pragmatici e saper accettare la cosa, se delle proprie aspirazioni è davvero impossibile trarre qualcosa di utile. In caso contrario basta mettersi a lavoro.

Ti è piaciuto l’articolo? Che ne dici di darmi una bella spinta condividendolo con gli amici?

 

Crescita personale

Riflessioni di fine anno: 7 domande da farti

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Nuovo inizio?

Le feste natalizie si avvicinano e così anche il 31 dicembre, che lascerà spazio ad un nuovo ciclo… eh già, è arrivato il momento di fare alcune riflessioni di fine anno!

Come ogni dicembre, in molti si dedicano ai grandi propositi, prontamente dimenticati qualche settimana dopo. Sono certa che anche tu, almeno una volta, avrai fatto una bella lista di obiettivi da raggiungere durante il nuovo anno o di esperienze che ti sarebbe piaciuto fare. Sei riuscito a portare a termine le sfide che ti eri prefissato di affrontare? Sei stato costante? O anche tu sei tra coloro che arriveranno al 30 dicembre dell’anno dopo lamentandosi che, anche stavolta, il tempo è passato troppo in fretta?

Vuoi sapere qual è il guaio? È semplicissimo: tutti pensano che pianificare per l’anno successivo e dedicare del tempo alle riflessioni di fine anno sia una cosa da nerd, da persone quadrate e poco creative, da maniaci del controllo che hanno bisogno di organizzare tutto in anticipo altrimenti entrano in panico. Sbagliatissimo!

Fermarsi un attimo a riflettere vuol dire prendersi il tempo di rallentare, per ripensare ai bei momenti passati ed esserne grati, ma anche e soprattutto ai momenti negativi. Sicuramente ci avranno insegnato qualcosa, ma come fare affinché non si ripetano più?

Fermati, rallenta, ricorda, rielabora, sorridi e…

Un altro anno è passato, hai imparato qualcosa? Hai dato importanza alle cose giuste e dato invece il giusto peso al resto? Sei stato presente nella vita di coloro di cui ti importa? Vola il tempo, eh?! Adesso che ti fermi un attimo a riflettere questo pensiero colpisce con ancora più forza. Non siamo qui per sempre e a pensarci fa paura, ma puoi considerare questa scadenza come una bella spinta per darti la motivazione giusta.

Decidi, adesso, come vuoi che sia il tuo 2017. Ci sono cose che magari tra un anno non potrai più fare, per mille motivi. Si tratta di un pensiero piuttosto banale, eppure pensare che una delle mie migliori amiche ha scoperto a inizio anno di essere incinta e ha partorito pochi giorni fa, mi fa realizzare profondamente l’importanza di fare le cose con consapevolezza. Sii consapevole del tempo che hai e sfruttalo in modo adeguato. Sfruttalo bene.

Ripensa alla metafora della barca a vela da cui prende il nome questo blog: fare le riflessioni di fine anno ti permette di raddrizzare il timone e puntarlo sulla direzione desiderata, perché è così facile finire fuori rotta!

Sul web si leggono continuamente segreti su come avere successo, come raggiungere un obiettivo, come fare questo o quello: ognuno ha la propria opinione e le proprie perle di saggezza da diffondere, ma la verità è che senza del tempo dedicato alla riflessione e alla pianificazione andrai poco lontano.

Cerca di capire dove sei adesso e di stabilire dove vuoi andare.

Dove sono e dove voglio essere? E che ne so, mi sembra sempre tutto uguale!

Ah siamo messi bene! Comincia così: prendi un foglio di carta e rispondi alle domande che vedi riflessioni di fine annonell’immagine qui a fianco. Dai una risposta scritta, non lasciare che i tuoi pensieri volino e si dissolvano nel nulla. Le riflessioni di fine anno sono una cosa per cui vale la pena prendersi del tempo.

Prendi spunto da qualcuno…

A me piace sottolineare le parti dei libri che più mi ispirano e segnarmi le idee o i metodi che possono essermi utili. Per questo articolo prendo come riferimento Chris Guilleabeau, (già nominato in questo articolo a proposito della bucket list), scrittore e blogger che ogni anno dedica almeno una settimana alle riflessioni di fine anno.

Nello specifico tira le somme dell’anno in corso, dopodiché rielabora e aggiusta gli obiettivi futuri suddivisi in varie categorie (entro un anno, entro 5 anni ed entro 10). Ad esempio, un obiettivo che ha raggiunto è stato visitare tutti i paesi del mondo e, per portarlo a termine, ogni dicembre degli ultimi anni ha dedicato del tempo a stabilire quali paesi avrebbe voluto visitare e in quale periodo, e quali poteva ormai cancellare dalla lista.

Non sono manie né fissazioni. Semplicemente, si tratta di un metodo che permette di organizzarsi in modo tale da essere liberi, da fare ciò che si desidera senza seguire il vento e le maree come una barca alla deriva. Una buona organizzazione ed un’attenta riflessione ti permettono di andare ovunque tu voglia, mantenendo il controllo.

Passa all’azione: riflessioni di fine anno

Il mio consiglio è innanzitutto di ritagliarti del tempo, da oggi al 31 dicembre (venti minuti, un’ora, un giorno… come preferisci! ), da dedicare a te stesso: creati una sorta di bolla temporale in cui rinchiuderti per analizzare il tuo 2016 e puntare sul 2017.

  • Decidi quando intendi fare le tue riflessioni
  • Tira le somme dell’anno passato. Puoi creare una tabella e scrivere cos’è andato bene/male, i traguardi raggiunti/mancati, cos’hai imparato/sbagliato
  • Comincia a pensare al nuovo anno rispondendo in forma scritta alle domande nell’immagine
  • Stabilisci come procedere nell’anno che verrà…

Prossimamente vedremo un metodo per suddividere gli obiettivi, in modo che non restino solo vaghe idee. Intanto ti auguro di fare delle proficue riflessioni di fine anno e ti lascio con questa frase di Antonio Gramsci:

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e fammi sapere nei commenti com’è stato l’anno in corso 😉

 

Crescita personale

Cosa blocca le donne e perché devi investire su te stessa

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Le donne e quel bagaglio un po’ pesante

Ciò che blocca le donne nella loro crescita personale in realtà è lo stesso nucleo di insicurezze che blocca anche gli uomini. Tuttavia, in modo diverso.

Oggi in Italia le donne costituiscono la maggior parte dei laureati e questo dato ci comunica che tengono molto alla loro formazione, alla crescita e al miglioramento. Purtroppo, però, se andiamo a guardare i dati sugli stipendi o sull’impiego restiamo delusi.

Aldilà della situazione economica e sociale del nostro paese e del maschilismo strisciante, una delle spiegazioni sta nel fatto che c’è qualcosa che blocca le donne maggiormente degli uomini e questa cosa ha più nomi: insicurezza, minore autostima, eccessivo perfezionismo, meno propensione al rischio.

Cosa blocca le donne in un mare di squali…

Prendiamo, ad esempio, la propensione al rischio nel settore della finanza:

Le donne hanno la tendenza a rischiare meno nel settore degli investimenti finanziari e preferiscono avere tutto sotto controllo anche prima di iniziare il lancio di un nuovo progetto. Vogliono essere certe che le cose andranno bene, gli uomini, al contrario, tendono ad essere più istintivi. Questa tendenza al perfezionismo per le donne è un grosso ostacolo, soprattutto in ambito lavorativo. Perché? Semplicemente perché quante volte nella vita possiamo essere sicuri che le cose andranno nel verso giusto? Mai, in effetti. Eppure gli uomini si buttano, cominciano un progetto e affrontano gli ostacoli passo passo, mentre le donne in questo hanno più difficoltà: fanno tante previsioni ed analisi che alla fine rimangono incastrate nella loro stessa tela. Peccato, soprattutto se consideriamo che le donne sono molto impegnate nel sociale.

Qui trovi un brevissimo articolo proprio su donne e finanza. 

Tradizionalmente signore e signorine dedicano molto tempo agli altri e, anche quando hanno la possibilità di concentrarsi su carriera e attività di svago, purtroppo si pongono davanti gli ostacoli più insormontabili. Infatti, ciò che blocca le donne rispetto agli uomini spesso è una forte tendenza a sottovalutarsi, oltre a una continua paura del giudizio altrui.

Playing Big

Tara Mohr ha scritto un libro tanto interessante quanto utile, Playing Big, di cui parleremo molto su dicavolievele, il cui scopo è quello di aiutare le donne a far esplodere tutto il loro potenziale nascosto e a placare le paure e le “voci” nella loro testa.

Quali voci? Dai, le conosci bene, sono quelle vocine che ti perseguitano e ti rendono dubbiosa e insicura, perché forse non stai facendo la scelta giusta. 

Nel libro l’autrice sottolinea come le donne siano troppo perfezioniste, si sentano spesso inadeguate e tendano a tentare meno la sorte: prima, ad esempio, di provare a chiedere un aumento, vogliono essere certe che la risposta sia un sì, cioè di aver fatto tutto il lavoro perfettamente. Non è quindi raro che vengano sorpassate nel lavoro da colleghi più giovani e inesperti. Aggiungerei che, per natura, tendono anche molto a minimizzare i successi e a ingrandire i fallimenti.

Se solo osassero!

Ci sono molte donne nella mia vita e talvolta mi stupisco nel notare quanto si sentano insicure, quando invece hanno una grande forza interiore e potrebbero essere più incisive e più agguerrite, dalle relazioni ai progetti di carriera. In fondo, lo vedo spesso, di ragioni per essere insicure ne hanno ben poche e potrebbero, da una delle mie citazioni preferite, scuotere le stelle, fare qualsiasi cosa, se solo osassero (Sarah J. Maas).

Basta una relazione sbagliata, un progetto importante andato storto ed ecco che emerge una fragilità estrema e paralizzante. Indubbiamente la società attuale, sotto un velo di apparente parità, nasconde molto sporco e la fatica da fare per non sentirsi costantemente giudicate è doppia. Le donne si sentono spesso sotto una gigantesca lente di ingrandimento, come se dovessero passare un esame per ogni cosa che fanno o sono, dall’essere madri alla carriera, dall’aspetto fisico allo sport…

C’è una cosa importante che puoi fare: investire su te stessa. Sblocca ciò che ti impedisce di esprimerti al meglio.

Tu che stai leggendo…

Investi su te stessa!

Nello specifico ecco cosa intendo:.

  1. il lavoro “ruba” la maggior parte del tempo libero e se quando torni a casa hai troppe urgenze a cui far fronte, è facile dimenticarsi di tutte le cose che avresti veramente avuto piacere di svolgere, dalla palestra al corso di teatro e via dicendo. Ritagliati subito uno spazio! Se ti sembra di non gestire bene il tuo tempo dai un’occhiata a questo articolo, ti sarà utile! 
  2. il partner o la famiglia tendono a risucchiare molta della tua attenzione? Mantieni sempre la tua identità. Sono le donne che danno la vita, quindi questo nostro adattarci, modellarci su un’altra persona ha in sé qualcosa di ancestrale, ma anche di molto pericoloso. Ricorda che prima devi prenderti cura di te stessa, altrimenti non puoi prenderti cura degli altri.
  3. le donne tendono ad avere più bisogno di approvazione rispetto agli uomini. La paura del giudizio altrui, dai familiari in poi, è un meccanismo che blocca e ti tarpa le ali. Qui, semplicemente, devi imparare a fregartene. Impara a far tacere la voce nella tua testa che ti critica per ogni cosa. Non hai bisogno dell’approvazione di nessuno, non devi piacere a tutti. Vai avanti come un carro armato.

Quindi, se stai leggendo, inizia a frequentare qualche persona nuova, inizia un progetto che ti intimorisce, fai qualcosa anche se tutti ti dicono di non farlo, prova qualcosa che sei convinta di non saper fare, esprimi la tua opinione anche quando pensi che a nessuno interessi.

Perché dovresti?

Tu puoi. E quindi dovresti investire su te stessa. Ciò che blocca le donne può essere sbloccato, perché il più grande ostacolo quasi sempre sono le nostre insicurezze.

Investi soprattutto imparando e leggendo di più, di tutto, e facendo esperienze sempre nuove. Allora le tue paure un po’ si placheranno, ti sentirai più indipendente e la tua autostima ne risentirà. Chiedi un aumento senza pensarci troppo, chiedi di essere pagata quanto il collega maschio, parla, esprimiti, comincia, comincia, comincia, anche se niente è come dovrebbe essere. Qualsiasi cosa ti stia a cuore, da un progetto locale a un libro, da un viaggio a un corso di cucina, da una campagna a una start-up. Investi su te stessa senza paura, imparando e crescendo ogni giorno.

Il mondo versa in un pessimo stato. Dobbiamo cambiare. È imperativo. Abbiamo una nuova generazione di guerriere, di ragazze, che possono farlo, ma per loro, il tipo di sfide che devono affrontare – il sogno basilare di andare a scuola, di dire quello che pensano – comporta un grande rischio; possono smettere di esistere. Hanno bisogno del supporto del mondo

 Salma Hayek

Go, ladyblocca le donne

Si ha sempre bisogno di un po’ di supporto, ma se non crederai tu per prima in te stessa e nel tuo potenziale nessuno potrà aiutarti. Ti ricordi l’articolo sul controllo della voce per comunicare al meglio (lo trovi qui)? Se chiedi un aumento al capo senza esserne convinta o con voce tremante o stridula, sappi che il collega è già pronto a soffiarti il posto.

Certo che puoi avere tutto. Che cosa farai? Tutto, scommetto. Le cose saranno un po’ incasinate, ma accogli il caos. Saranno complicate, ma gioisci nelle complicazioni. Non sarà affatto come pensi che sarà, ma le sorprese sono una cosa buona. E non avere paura: puoi sempre cambiare idea.

Nora Ephron

Compito di oggi: hai presente quella cosa che ti intimorisce ma a cui tieni? Buttati, chiedi, provaci! Hai presente quella voce che ti dice che non sei abbastanza (bella, brava, interessante…)? Oggi zittiscila. SSSCH! Oggi vado bene così, vado alla grande, vado al massimo.

Coraggio, a lavoro. E condividi questo articolo con le tue amiche!

Crescita personale

Il circolo vizioso del “comincerò quando sarò pronto”

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Se hai mai iniziato un nuovo progetto o preso la decisione di cambiare determinate abitudini ti sarai scontrato con un problema che ci accomuna tutti quanti: l’impazienza. Prima ancora di rendertene conto, sarai nel pieno di un circolo vizioso che bloccherà ogni tua aspirazione e ti sentirai come un naufrago in un oceano di impegni troppo ardui da affrontare.

I primi giorni sei motivato e pieno di energia, anche piuttosto fiero di te stesso, ammettiamolo, e poi… mica facile continuare la dieta per un’altra settimana se ancora non vedi un calo consistente o continuare a dedicarsi ad un progetto che ti appassiona se vedi che sta dando scarsi risultati.

A quest’ora avrei già dovuto… finisci pure la frase.

Il problema è che vorresti avere risultati tangibili entro pochi giorni, non aspettare settimane o mesi con il timore che magari non cambierà niente.

Non solo, vorresti cominciare un progetto e imparare tutto ciò che ti serve in un lasso di tempo brevissimo, in modo da diventare subito una star del settore.

Capisci di che circolo vizioso stiamo parlando? Ah, non credere di essere l’unico!

Hai visto il mio sito work in progress? Sto lottando strenuamente contro la mia mente malefica che vorrebbe che fosse già tutto perfetto. Vorrebbe addirittura che non avessi mai cominciato, finché tutto non fosse stato sotto controllo. In effetti, forse avrei dovuto rimandare a quando:

avrò imparato tutto ciò che c’è da sapere sulla gestione di un blog

sarò ormai un’esperta di SEO, social media e webmarketing in generale

avrò un’immensa galleria di immagini a mia disposizione per i social e i post

avrò scritto centinaia di articoli interessanti

avrò migliaia di follower, ma che dico, milioni!

sarò la regina indiscussa della crescita personale

Mm, suona piuttosto assurdo non trovi? Eppure una parte di me non voleva proprio farmi cominciare.

Mi sono risposta così:

Ottimo, allora rimandiamo al 2025, con tutto quello che c’è da imparare! Certo bisogna anche considerare che nel 2025 i blog magari saranno diversissimi e allora ci saranno tante altre cose da studiare da zero, quindi forse rimandiamo a un’altra vita.

Tra rimandare a quando sarò pronta, che equivale a mai, o buttarmi nel progetto cercando di fare del mio meglio, ho scelto la seconda.

Ecco come funziona questo circolo vizioso:

circolo vizioso

 

Adesso rifletti su cosa stai posticipando o su ciò a cui hai deciso di rinunciare perché ancora non hai visto il risultato desiderato, pur avendo iniziato da poco.

Poniti queste domande:

 

  • Si tratta di un progetto/cambiamento a cui tengo davvero o ho deciso di provare tanto per?
  • Che risultati esattamente pensavo di raggiungere dopo la prima settimana o il primo mese?
  • Si tratta di aspettative realistiche o era il caso di porsi un obiettivo meno ambizioso?
  • Riesco a capire il meccanismo del circolo vizioso come se fossi un osservatore esterno?
  • Cosa intendo fare ora che mi sono reso conto della cosa: abbandono perché non sono realmente  interessato all’obiettivo o riparto con un piano d’azione efficace?

Se sei obiettivamente impreparato allora può essere il caso di posticipare, ma a quando? Se non ti dai una scadenza precisa stai tornando nel vortice del circolo vizioso. Se invece sei più preciso può funzionare. Ecco un esempio:

  • prima di inserire il mio portfolio sul sito risolvo il problema tecnico, entro la fine della settimana, e finisco di sistemare le ultime foto, sabato mattina. Entro lunedì il tutto deve essere online
  • prima di cominciare la palestra aspetto che la dieta inizi a dare i suoi frutti

Quale delle due pensi sia più efficace? E quale rispecchia meglio ciò che ti dici più spesso?

Stai molto attento a ciò che ti prefiggi e alle scadenze. Rimandare e non portare a termine un compito può farti perdere fiducia in te stesso.

Tanto non sono affidabile, faccio sempre così, grande entusiasmo e poi il nulla…

poi gli altri riescono sempre in ciò che si prefiggono, mentre io non faccio che perdere tempo!

Ehi, nel caso non te ne fossi accorto il circolo vizioso ha preso il pieno controllo della tua mente:

è una bella idea, ma ci sono troppe cose che non so fare, poi tanto non porterò a termine nulla, finirò col rimandare e abbandonare il progetto, peccato, ma sono così inaffidabile, è la mia natura, che ci posso fare…

Non è la tua natura. Se ci tieni a un progetto o è importante che tu porti a termine quell’obiettivo, non importa se per hobby, carriera, o soddisfazione personale, devi e puoi intervenire.

I dettagli tecnici di un piano d’azione efficace li affronteremo in un altro post, intanto accetta che ci vuole tempo e che si impara procedendo a piccoli passi. Non è possibile avere tutto pronto e perfetto sin dall’inizio. Ci sarà sempre qualcosa che non saprai o in cui dovrai migliorare.

Immagina se Leonardo da Vinci avesse pensato che prima di fare il primo schizzo fosse necessario saper disegnare un volto alla perfezione!

Prova a immaginare, invece, che emozione deve essere stato scoprire i segreti delle sfumature poco alla volta, specializzarsi passo passo nella raffigurazione del corpo umano, realizzare dopo molte prove il primo modello di aeroplano e scoprire che niente di tutto ciò era impossibile.

Ecco quindi lo schema per rompere il circolo vizioso:

rompi il circolo vizioso

Nel marketing si dice prima spara poi prendi la mira. Rischioso, ma il bello è costruire il tuo progetto un po’ alla volta, assaporando le piccole vittorie.

Prendi me per esempio: non posso pensare di avere trecento articoli pronti sin da subito, devo accettare che si procede un po’ alla volta! Che credi, di essere l’unico che sta imparando?  😀

Adesso ti faccio un altro esempio classico e banale: la dieta.

Quando ti senti preso in causa perché stai mollando tiri fuori la tiritera di scuse: la dieta si comincia dal lunedì o quando è stata rinnovata l’iscrizione in palestra (pare che fare le due cose insieme sia meglio), o si comincia quando sono finite le feste, quando si torna dal Salento perché là si mangia troppo; si farà quando questo formaggio ipercalorico sarà finalmente sparito (ormai l’hai comprato)…

A volte l’obiettivo sembra così irraggiungibile che ci facciamo prendere dal panico e neanche cominciamo: c’è troppo da fare, da sapere, troppo autocontrollo da esercitare… 

Altre volte forse il formaggio ha la precedenza, quindi il problema non si pone: tu non vuoi cominciare, ti piace il circolo vizioso. Ti ci crogioli, sei abituato così. Non hai mai avuto intenzioni serie.

Risponditi onestamente. Ci tieni al progetto? Prova a rompere il circolo! Prima spara, poi aggiusterai il tiro.

Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.

Goethe

Scrivi nei commenti cos’è che stai rimandando da un po’ perché non ti senti pronto, il fatto stesso di scriverlo ti farà prendere coscienza di quanto sia assurdo pretendere di avere già tutto in ordine.

Relax. Puoi partire lo stesso!