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Che ansia!

Obiettivo 2018 per gli ansiosi: nessun obiettivo

Let it go
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Non chiedermi come sia potuto accadere…

fatto sta che siamo nuovamente a fine anno ed è l’ora di fare un bilancio del 2017 e porsi qualche nuovo obiettivo.

Ah sì?! E se invece stavolta facessimo proprio il contrario?

Nel 2016 accadde…

L’anno scorso ho pubblicato due articoli sul tema, per aiutarti a entrare al meglio in un altro anno.

Il primo, riflessioni di fine anno: 7 domande da farti, ti sarà di nuovo utile per valutare le esperienze degli ultimi 12 mesi e spingerti a ritagliarti un po’ di tempo, anche solo venti minuti, per rilassarti e riflettere.

Il secondo, stabilire degli obiettivi per il nuovo anno e rispettarli, è più che altro un metodo per capire come fare a porsi degli obiettivi in modo efficace, così che sia effettivamente possibile raggiungerli.

In questo articolo, invece, vorrei parlarti del concetto opposto: a volte è meglio non porsi alcun obiettivo.

Ma come, non è un controsenso?

Lasciami spiegare!

Ognuno di noi è diverso e, certamente, c’è chi ha veramente bisogno di una spintarella e di qualche consiglio per essere un po’ più quadrato.

Vivi sempre alla giornata oppure sei la tipica persona che vorrebbe pianificare meglio le cose e organizzarsi per concludere, finalmente, un dato progetto? Allora, senz’altro, gli articoli che ho menzionato fanno al caso tuo.

Portare un po’ di strategia/pianificazione nel tuo 2018 non potrà che farti bene! Giusto quel pizzico per non abbandonare idee valide e fantastici piani per dominare il mondo 😉

E se invece sei un tipo ansioso?

Magari sei più simile a me e tendi a pianificare fin troppo o a pensare “avanti”, puntando all’obiettivo, ma ogni tanto perdendo di vista la bellezza del percorso.

Ecco, proprio a te, pianificatore seriale o ansioso cronico, voglio rivolgermi.

Nel 2018, lascia correre.

Prova a vivere l’anno che viene come la possibilità di sperimentare e andare in senso contrario rispetto alla solita rotta. Non pianifichi mai niente? Fai un tentativo. Sei un ansioso e ti senti perso se hai la sensazione di non avere tutto sotto controllo? Let it all go!

Obiettivo 2018? Meno strategia e più improvvisazione

Se sei un ansioso, straccia subito quella lista di cose da fare. Abbandona le agende, le tabelle, le preoccupazioni premature, le domande a cui ancora non può esserci risposta, le questioni irrisolte.

Il tuo esercizio per il 2018, caro ansioso, è questo: non pianificare e non anticipare. Ogni volta che la tua mente ostinata tenta di proiettarti verso un qualsiasi giorno dopo il 1 gennaio, fermala.

Capisco che alcune cose vadano preparate per tempo (matrimonio in vista?), ma se sei un ansioso regalati un anno di improvvisazione. Sono sicura che non te ne pentirai.

Puoi anche trovare una via di mezzo e ridurre il numero di obiettivi o ridimensionarli. Non dimenticarti che un obiettivo non deve essere ulteriore causa di ansia, altrimenti meglio lasciar perdere.

Nel prossimo articolo ti parlerò di come io intendo procedere nel 2018, di cosa voglio cambiare e su cosa intendo puntare.

Intanto, che ne dici di farmi sapere nei commenti se per il 2018 hai qualche piano speciale di conquista del mondo?

Che ansia!

Accettare di non avere tutto sotto controllo

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Di nuovo a parlare di ansia? Tranquillo, è tutto sotto controllo…

Eh già, è un argomento ricorrente. Del resto, non basta certo una bacchetta magica per liberarsi di questa fastidiosa presenza. Ma cos’è che la fa tornare continuamente a farci visita? Te lo dico io: è quel bisogno incontrollabile di avere tutto sotto controllo e voler sapere esattamente come andranno certe esperienze, prima ancora di cominciare a viverle.

C’era una volta

Circa un mese fa sono arrivata a Berlino, con biglietto di sola andata. Oltre a un certo entusiasmo per essere tornata nella mia città preferita, ho provato anche un po’ di ansia, come sempre accade quando facciamo un fiducioso tuffo nel vuoto, senza sapere se atterreremo in piedi o ci schianteremo al suolo.

La mia valigia parlava chiaro: sarei potuta rimanere una settimana o a lungo termine. In quei 15 kg c’era veramente di tutto. E dimmi, per un ansioso non ti sembra già tanto?!

Non sono partita completamente all’avventura, mi ero in parte preparata. Al tempo stesso, però, non avevo un piano ben preciso, un contratto in tasca o chissà quale certezza.

tutto sotto controllo

Certamente non mi aspettavo che le cose sarebbero andate in modo così curioso: avevo messo in conto del tempo per trovare lavoro, ma ritenevo che altre cose sarebbero andate lisce come l’olio, o quasi.

Tuttavia la vita ama sorprenderci e capovolgere tutte le nostre aspettative, e si deve pure divertire parecchio a farlo. Fatto sta che mi sono ritrovata con un contratto di lavoro in mano in pochi giorni, ma con un po’ di problemi sul fronte alloggio e burocrazia. Niente di terribile, se non fosse che mi sono accorta che se non avessi fatto attenzione sarei incappata nella più classica delle trappole:

posticipare la gioia del presente in attesa di un momento futuro “perfetto”, in cui avrei avuto tutto sotto controllo.

Funziona più o meno così, come saprai:

Quando finalmente avrò finito con questa trafila burocratica, allora potrò…

Quando avrò una casa, allora potrò pensare a divertirmi e uscire…

Quando sarà tutto a posto e mi sarò sistemata, allora…

Quando… l’ansia se ne andrà.

NO.

Stavolta ho detto no

Si tratta del tipico atteggiamento del perfezionista: si vede già nel futuro, nella situazione desiderata ed è così concentrato su ciò che vuole che avvenga che perde il presente e posticipa la felicità, finendo vittima di ansia e stress.

Un po’ come chi pensa solo a lavorare e sopportare una routine quotidiana odiosa in vista di un grandioso giorno futuro, in cui potrà andare in pensione, godersi i soldi o fare le tanto agognate vacanze, per poi rendersi conto che ha sprecato l’unica cosa che aveva davvero un senso: il presente.

Esiste solo il presente.

Ecco perché stavolta ho detto no. Ho deciso che non avrei posticipato. L’ansia non se ne è andata, ma sicuramente si è fatta viva molto meno, perché ero troppo impegnata a sentire il sole sulla pelle mentre bevevo birra lungo il canale o mi sdraiavo in un parco. La burocrazia poteva aspettare, l’estate no.

Va bene non avere tutto sotto controllo subito.

Tra la ricerca di casa, altre scadenze e noie burocratiche avrei potuto bruciarmi uno splendido giugno nella capitale tedesca. Questa volta ho scelto di avere pazienza e procedere con più calma. Ho accettato di sentirmi in un limbo, a tratti anche un po’ faticoso.

Ma devo ammettere che questo limbo mi ha regalato bellissime emozioni ed esperienze.

Chi soffre di ansia è costantemente avanti. La situazione ideale invece dovrebbe essere la seguente: riuscire a vivere nel presente e apprezzarlo, mentre allo stesso tempo avere una visione del futuro che ci ispiri e ci entusiasmi.

Un bravo consulente

Bisogna imparare ad avere pazienza con noi stessi. Troppo spesso dispensiamo agli altri i consigli giusti, ma con noi stessi siamo giudici inflessibili.

Oggi voglio che tu provi ad essere compassionevole, gentile e paziente come lo saresti con un tuo caro amico in cerca di aiuto e supporto.

Solo che stavolta questo caro amico sarai tu stesso.

Perdonati per un errore, concediti di essere imperfetto, accetta la situazione attuale e smettila di proiettarti senza sosta verso il futuro.

Concentrati sul presente e scoprirai che è molto meglio di quello che sembra e che, comportandoti con più gentilezza e dimostrando maggior amor proprio, la tua ansia si affievolirà.

Non c’è niente da dimostrare, niente da raggiungere, niente da avere per poi poter fare questo o quello. Se avrò X allora potrà fare Y… NO, NO, NO.

Per oggi va bene così. Non devi avere tutto sotto controllo, anzi, lascia andare il timone e accetta di andare un po’ alla deriva. E vedrai che l’ansia si ritirerà in un angolino.

Ti girerai un attimo a cercarla, ma lascerai subito perdere perché il presente risucchierà tutta la tua attenzione.

Questo esempio della ricerca di casa e lavoro potrà sembrarti banale in confronto a tante altre situazioni più complicate che affrontiamo nella vita. Eppure a volte sono proprio le piccole cose di ogni giorno, come dover trovare il tempo per andare dal dentista o pagare una bolletta, che in qualche modo ci causano ansia. Vorremo aver già risolto quella grana, organizzato quel giorno, fatto la presentazione… vorremo poter saltare avanti nel futuro.

Ma sai una cosa? Così non impareresti niente. L’ansia si può gestire. E la volta dopo sarai più forte.

Se vuoi leggere altri articoli sull’argomento qui trovi tutta una sezione apposta per te 🙂

 

 

 

Che ansia!

6 trucchi per sconfiggere l’ansia da rientro

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Ansia da rientro

Che brutta cosa tornare e sentirsi invadere da quello strano malessere, senza saperlo neanche bene identificare… no, non è solo malinconia, né fretta di riadattarsi e riprendere il ritmo abituale.

Si tratta di qualcosa di più subdolo: si chiama ansia da rientro.

Non alzare il sopracciglio, il termine non l’ho mica inventato io! Se cerchi su google troverai articoli interi sull’irritabilità, lo stress, la fatica di rientrare in quella, che per molti, è l’asfissiante ruota del criceto.

Ansia da rientro dalle ferie o da un viaggio intenso, ma anche (si spera di no!) dall’ospedale, da un periodo di riposo… in generale da qualsiasi cosa rappresenti uno stacco dalla routine.

Immagina

Hai finalmente fatto quel viaggio che intendevi fare da tempo… un periodo più o meno lungo di avventure, esperienze, scoperte. La tua mente è stata sempre concentrata sul momento presente. Non ha avuto tempo di perdersi in ansie, paura, costruzioni mentali inutili su futuro e passato. C’era solo il presente.

Poi, improvvisamente, è giunta l’ora di rientrare.

Il senso di fare un viaggio o di prendersi un periodo di stacco sta proprio nell’interrompere la quotidianità e tutto ciò che è conosciuto e scontato, ma presto o tardi dovrai tornare, caro mio!

ansia da rientro
Come si potrebbe mai voler lasciare un posto così?!

E, se sei un ansioso, molto probabilmente troverai la cosa difficile: riorganizzarsi e riabituarsi alla normalità appare come un compito estenuante.

Ah, tornare…

Mi è successo proprio in questi giorni, appena sono rientrata da un’esperienza splendida: un mese zaino in spalla in Indonesia.

Non ricordo di aver mai avuto ansia mentre mi trovavo là, a parte gli ultimissimi giorni, in cui si è fatto strada proprio quel diffuso malessere.

Ho provato a cambiare il volo di rientro, ma ormai era tardi per questo tipo di intervento. Ho provato anche a organizzare schematicamente le cose da fare al rientro, in modo da non farmi travolgere dall’ansia. Un po’ è servito, ma giusto per limitare l’ansia, non per eliminarla del tutto.

Infine, ormai a casa, è bastato poco per scombussolarmi.

Basta un attimo per finire preda dell’ansia, intrappolati in una rete di pensieri e sensazioni sgradevoli. Come fare in questi casi? Riadattarsi non è facile.

Sarà l’ambiente circostante, un ambiente in cui abbiamo già provato ansia, che fa scattare automaticamente queste sensazioni, o è una cosa indipendente dal luogo e che dipende dalle nostre aspettative irrealistiche sul rientro?

O magari è solo che non vorremmo essere di nuovo a casa e dobbiamo farci una sorta di violenza mentale per tornare a incastrarci nel quotidiano, da qui lo sfogo dell’amica ansia, che invade la mente per dirci che staimo facendo una sciocchezza.

Robot all’azione

Le menti ansiose amano programmare perché dà stabilità, salvo poi andare in panico perché una programmazione eccessiva non permette di stare al passo con le aspettative.

Un bel corto circuito.

Non importa che si tratti di liste mentali, appunti chilometrici, cose semplici come andare dal dentista o più complicate come cambiare casa ecc., quando bisogna abituarsi a rientrare nella routine l’ansia da rientro è felicissima di tormentarci.

Che fare?

Conviene innanzitutto procedere con calma. Più facile a dirsi che a farsi, come sempre 😀

Ecco alcune soluzioni utili:

fai liste essenziali e ordinate, non perderti a scrivere sciocchezze/ovvietà. Poi fammi sapere, io su questo punto sbaglio sempre. Scrivo liste ovunque, caotiche e piene di cose inutili che fanno, indovina un po’, solo venire ansia!!!

suddividi le cose da fare in blocchi di 10/15 minuti e dedicati ad una cosa per volta. L’altro giorno avrò cominciato non so quante attività diverse senza finirne una e, guarda caso, alla fine ero nel caos.

fai prima le cose più noiose e apparentemente insignificanti, quelle che richiedono un minimo sforzo ma che non ti prendi mai la briga di fare (suvvia, che ci vuole a chiamare il dentista per prendere un appuntamento!? Sì, hai ragione, infatti tra un attimo lo chiamo…)

non rimandare le cose a cui tieni e che rischiano di essere posticipate alle calende greche, per esempio sistemare le foto. Più avanti, se non te ne sarai occupato, ti dispiacerà e ti sentirai in colpa.

stabilisci delle tempistiche realistiche! Ah, questa non ti piace, vorresti avere tutto sotto controllo entro mezza giornata, forget about it.

l’ultimo consiglio, ma il più importante. Sii indulgente. L’ansia è spesso la migliore amica del perfezionismo più agguerrito, se smussi gli angoli e abbassi l’asta di aspettative/doveri/responsabilità anche la tua ansia si ritirerà un po’ nel suo angolino. Da bravo, impara ad essere più paziente.

Inoltre, nel caso tu stia veramente facendo fatica a riadattarti alla normalità e la vocina nel tuo cervello ti stia gridando come un’ossessa “ma cosa ci faccio quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?!”, l’intervento urgente che ti suggerisco è quello della meditazione.

Ti aiuterà a calmarti e rimetterà le cose in prospettiva.

coraggio

Ogni cambiamento può essere portatore d’ansia, ci sono perfino persone che proprio per questo motivo non amano affatto andare in vacanza, partire per posti sconosciuti o partecipare ad attività che esulino dal conosciuto.

Se invece sei un’entusiasta, ma poi accusi l’ansia da rientro, fatti coraggio, con qualche trucchetto andrai alla grande.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, tienilo presente in caso tu debba affrontare a breve una fase di assestamento.

L’ansia da rientro si può tenere sotto controllo e, dopotutto, perché preoccuparsi? Ti rimando a questo breve video in inglese (tranquillo, è facile facile e dura un minuto), che con la sua semplice ironia può aiutarti a superare il trauma da rientro.

Fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto! Sarei curiosa di sapere se anche tu soffri di ansia da rientro e se, soprattutto, alcuni dei punti menzionati sopra ti sono stati utili.

Se ti interessano altri articoli sull’ansia ti rimando alla sezione dedicata del blog, buona lettura.

Che ansia!

Il segreto contro l’ansia anticipatoria

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Cosa si intende con ansia anticipatoria? Non è difficile immaginarlo, anzi.

Ci siamo, quell’evento che hai tanto atteso adesso è dietro l’angolo. Non sei contento? No, da bravo ansioso tu perdi la bussola e cominci a scalpitare perché non hai vie di fuga.

Ti è mai capitato? Benvenuto nel club.

Spesso con ansia anticipatoria si intende il forte stato ansioso percepito prima di un attacco di panico (per maggiori info leggi qui), ma in questo articolo preferisco parlare proprio di quel nervosismo strisciante e perenne che senti prima di un evento importante. Tralasciamo, quindi, gli attacchi di panico.

Parliamo di questi 30…

Io e una mia cara amica abbiamo la grande fortuna di compiere gli anni a distanza di un giorno, per cui, quando è scoccata la fatidica ora dei 30, ci è venuto naturale pensare di festeggiare insieme.

Festeggiare? No, infatti, siamo onesti! La tentazione è stata quella di piantare tutti e partire, fingendo che quel 30 non ci riguardasse minimamente. Inutile dirlo, siamo una più ansiosa dell’altra.

Abbiamo posticipato, evitato l’argomento, tergiversato perfino con la creazione dell’evento su Facebook, ma alla fine non avevamo certo l’intenzione di restare sole!

Ci tengo a raccontarti dell’ansia che ho provato all’avvicinarsi del trentesimo compleanno, perché questo blog non è il prodotto di uno specialista che capisce il meccanismo dell’ansia ma non l’ha mai provata… è il blog di un’ansiosa in carne ed ossa che prova ad aiutarti mentre aiuta se stessa. E ti dirò che mi sembra di fare la cosa egregiamente 😉

Come è finita sta storia dei 30? Fuori dal locale in cui avevamo fissato con tutti gli amici per festeggiare, io e la mia amica ci siamo guardate ed entrambe abbiamo pronunciato la classica frase: che ansia! 

Ansia che non venisse abbastanza gente, che ce ne fosse troppa, che facesse troppo caldo o freddo, che la torta non bastasse… A pensarci, che cosa ridicola!

Siamo scoppiate a ridere.

Già, perché dovresti provare ansia anticipatoria perfino quando sei in procinto di divertirti con la storica banda del liceo e celebrare un meraviglioso anno in più?

In fondo, arrivare ai 30 è un traguardo fantastico!

Chiaramente la mia amica Ansia non la pensa così.

Ricordi la raffigurazione dell’ansia come animaletto che ti sta sulla spalla (qui)? Ecco, è inutile provare a tranquillizzarti se ti ritrovi con un tale losco figuro sempre addosso! Ok, scherzi a parte, il punto è che non c’entra se l’evento in arrivo è lieto o meno.

L’unica cosa che per te conta è che gli avvenimenti in questione siano in linea con le tue aspettative. E tu lo sai bene che nella vita reale la faccenda è sempre un tantino più complicata, da qui la paranoia…

Magie e segreti contro l’ansia anticipatoria?

Fin qui tutto chiaro, vorresti che la festa, il matrimonio, il colloquio, l’incontro ecc. andasse come tu te lo sei immaginato e la possibilità che accada tutto il contrario ti angoscia. C’è una via d’uscita?

Innanzitutto, pensare ossessivamente a un evento specifico è estenuante e fa consumare energia che potresti utilizzare diversamente, così ti stanchi inutilmente. In secondo luogo più ti convinci che una cosa andrà male e più è probabile che in effetti succeda, perché il tuo atteggiamento negativo influenza chi ti sta intorno e come “il mondo” reagisce ai tuoi comportamenti.

Infine, sarebbe da tenere presente una cosa:

Non è meglio essere fiduciosi e mantenersi positivi? Se le cose andranno bene, a preoccuparti avrai solo sprecato energia con tutta quest’ansia anticipatoria. Se invece andranno male non avrai fatto altro che aggiungere più stress all’organismo.

Sì, lo so che è facile a dirsi. Su internet poi si trova di tutto per cercare di frenare l’ansia, ma la cosa migliore a mio parere resta sempre la diversione. Cerca di distrarti e dedicarti ad altro il più possibile, alcuni suggerimenti li trovi negli articoli precedenti della categoria ansia.

Altrimenti, ti dirò un altro trucco: puoi allenarti a contrapporre ad ogni pensiero tragico e negativo una frase più positiva, che contraddica la precedente.

Mi stai dicendo di fare conversazione con me stesso come uno schizofrenico?

Mah, perché no?!

TEST

Questo è il consiglio migliore che mi sento di darti oggi. Richiede un po’ di allenamento, ma abituarsi a pensare positivamente è una tecnica micidiale per affrontare l’ansia. Magari il magone resterà all’inizio, così come un po’ di tensione muscolare, ma intanto eviterai di peggiorare la situazione. Fammi sapere com’è andata! E non preoccuparti, proveremo altre tecniche più avanti.

Non scordarti di condividere l’articolo con gli amici più ansiosi, soprattutto se c’è un compleanno importante in vista!

P.s. Come sarà il tempo il prossimo luglio… spero non piova!

 

 

 

 

Che ansia!

“che ansia”… come non iniziare l’anno così!

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Caro ansioso, ho pensato a te

Eccomi qua per supportarti subito all’inizio di questo nuovo anno. Ho pensato che sarebbe stato bello iniziare con un articolo sulla gestione efficace del tempo, sui consigli per vivere un 2017 avventuroso e sfrontato… poi ho sentito quella cosa fastidiosa e indefinita nello stomaco e mi sono detta che, no, niente articoli entusiasmanti e pieni di melenso ottimismo: per cominciare mi dedico a te.

Sono abbastanza certa che tu abbia già pronunciato almeno una volta la frase “che ansia” in questo 2017. Dunque hai bisogno di aiuto.

Eh già, scommetto che pensavi che sarebbe stato facile! Basta convincersi che l’Anno Nuovo sarà un anno strabiliante, impegnarsi il 31 sera e le prime ore del 2017 e… puff, l’ansia non resterà che un brutto ricordo dell’anno passato. Mentre quest’anno, ti sarai detto, vivrai leggero e spensierato.

Ti piacerebbe! 

So che ogni tanto trovi insopportabile questo mio guastarti la festa, ma anche stavolta sono costretta a contraddirti, mio malgrado.

Nella morsa del serpente

Se sei ansioso, l’ansia non ti abbandonerà perché hai scavallato l’anno, perché è il tuo compleanno, perché è successo un fatto inusuale e bellissimo, perché perché perché…

Non sei tu che decidi. Non sempre, almeno. In alcuni casi si può capire a cosa si deve il malessere, in altri te tocca, c’è poco da fare. Allora dai, dato che nessuno vuole iniziare l’anno con l’ansia, ho deciso di darti qualche consiglio pratico per bloccarla sul nascere.

Intanto, se te li sei persi, qui trovi 5 rimedi veloci per quando sei in ufficio o non hai tempo per attività più lunghe.

L’ansia è così infida e malefica da averti già colto di sorpresa in questo 2017, strisciando lentamente e infine avvolgendoti come un boa constrictor, ma stavolta hai più tempo libero per imparare ad affrontarla? Ottimo, allora prova con le seguenti attività:

  • che ne dici di un puzzle? Praticamente non esiste niente di meglio per obbligare la tua mente a smettere di delirare e per concentrarsi su qualcosa di semplice, come colori, forme, dettagli vari. Funziona molto bene, ma vedi di non diventare isterico se non riesci ad attaccare subito due pezzi… che ansia quest’immagine di te che lanci tutto fuori dalla finestra, calmati 😉 Il fulcro del lavoro sta proprio nello svolgere un’attività calmante, che rallenti il sistema e regolarizzi il respiro.

TIP (consiglio) : se non sei solito fare puzzle e cominci con uno da 5000 pezzi con paesaggi complessi il boa constrictor avrà il lavoro facilitato.

  • mai usato i mandala, altrimenti detti album da colorare per adulti? Sono diventati molto di moda negli ultimi anni. Come mai? Beh, ammettiamolo, a tutti piace poter tornare un po’ bambini e avere come unico “impegno” quello di scegliere i colori da usare su un foglio! E la cosa bella è che nessuno ti obbliga a stare nei bordi e colorare tutto, sei libero!che ansia

TIP: non essere troppo perfezionista, altrimenti otterrai l’effetto contrario!

  • prova con un diario. Scrivere un diario ti permette di riflettere e mettere chiarezza tra i tuoi pensieri. Spesso, poi, una volta su carta, certi pensieri fanno molta meno paura e le ansie diventano improvvisamente delle nullità.

TIP: stai scrivendo per te stesso, quindi non serve nascondersi o fingere che le cose stiano diversamente. Non c’è nessuno pronto a giudicarti, a parte tu stesso.

Basta con “che ansia”

Conosco mille maniere per calmare la tua ansia, e non ne trovo una sola che calmi la mia. 

Alejandro Lanus

Un consiglio, caro ansioso.

So che probabilmente sei molto sensibile e riflessivo, per questo ci tengo a dirti che quest’anno vorrei che tu facessi attenzione a non caricarti né di pesi inutili né dei mali del mondo.

Fai uno sforzo per mantenerti concentrato sulle cose positive che ti circondano, non lasciare che il buio ti ingoi, altrimenti  la tua ansia avrà vinto in partenza.

E smetti di pronunciare la frase “che ansia” per favore! Potrebbe perfino bastarti per sentirti un po’ meglio e vedere tutto rosa. Buon 2017!

Dai, fammi sapere se questi metodi ti sono stati utili o se ne usi di diversi! 

 

 

Che ansia!

ansioso, ecco come ampliare la tua zona di comfort!

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Sulla zona di comfort

Rieccoci a parlare di ansia! Del resto è uno dei temi centrali del blog proprio perché è un problema che ci accomuna un po’ tutti e scommetto che, ora che siamo sotto le feste, anche tu inizi a sentirti un po’… ma, non ci pensare!

Passiamo subito ad affrontare un argomento importante: la zona di comfort.

Come immagino tu sappia, la zona di comfort (dall’inglese comfort zone) altro non è che un concetto con cui si indicano l’insieme di esperienze di vita che ti sono conosciute e lo stato psicologico in cui ti trovi quando affronti situazioni che ti sono familiari e non ti causano stress.

Le abitudini ne sono parte e in generale lo è anche tutto ciò che fai regolarmente, che conosci e puoi facilmente prevedere, incluso tutto ciò che intralcia l’armonia quotidiana, come scontrarsi con un collega o andare male a un’interrogazione: niente di nuovo.

Oltre la zona di comfort si estende la zona di apprendimento (learning zone) che invece rappresenta ciò che non conosci, di cui non hai alcuna esperienza e che può quindi causarti disagio.

Eppure quante sorprese ti aspettano là fuori!

Cosa c’entra tutto ciò con l’ansia?

Abbandonare la zona di comfort per avventurarsi in acque sconosciute presuppone una grossa sfida. E non sto mica parlando di compiere chissà che cosa straordinaria!

A volte anche qualcosa di semplice come un leggero cambiamento di programma, un invito a partecipare ad un nuovo evento, un’attività insolita o una proposta diversa ci spingono ad ampliare la nostra zona “protetta”. E se può essere difficile per tutti, figuriamoci se non lo è per un ansioso!

Sarebbe bene allargare il più possibile questa celebre zona di comfort.

Così come fa un bambino che comincia senza fretta ad esplorare ogni parte della casa gattonando, anche tu ogni giorno dovresti cercare di inglobare ciò che sta all’esterno della tua zona di comfort.

Chi soffre d’ansia certi giorni ha difficoltà ad affrontare anche una cosa banale e fatta decine di volte in precedenza, figuriamoci mettersi a fare il conquistador!

E invece, caro il mio ansioso, ampliare la zona di comfort è ancora più importante per te che vorresti ritirarti sotto le coperte e scappare dagli impegni… imponiti di crescere! Se sei pronto a correre il rischio, la vita dall’altra parte è spettacolare. Questa perla di saggezza è di Grey’s Anatomy 😉

Passiamo ai fatti

Non voglio certo finire il post dicendoti di ampliare la tua zona di comfort perché ti fa bene per poi abbandonarti! Non ti fidi? Dai, ecco 3 tecniche che possono esserti utili per renderla sconfinata.

tecnica numero 1 – Lancio rapido

Lanciati, prima ancora di dare tempo alla voce maligna nel tuo cervello di intervenire e bloccarti!

Come scusa?

Quando dovresti o vorresti fare qualcosa, ma l’istinto sarebbe quello di scappare a nasconderti perché ti senti inadeguato o intimidito dal compito, lanciati. Ho sviluppato questa tecnica nel tempo, per evitare di finire nella passività. Non volevo permettere che, proprio nei momenti più inopportuni, l’ansia mi impedisse di partecipare, dare il meglio di me, scoprire… Perciò, ho sempre alzato la mano per prima, prenotato viaggi da sola, deciso che sarei partita verso nuovi orizzonti, accettato di partecipare a esperienze che mi intimorivano (tipo autostop sulle autostrade turche, sempre in compagnia, ma non raccomandabile) ignorando la voce nel cervello che mi sussurava…

MA CHE STAI FACENDO?!

In pratica il trucco sta nell’agire così in fretta da non dare il tempo a quei sussurri di diventare velenosi e paralizzarti. Rapidità ed efficienza, prova!

tecnica numero 2 – Sfinimento

Se ormai la voce nel cervello ha preso il sopravvento e sta cercando di ancorarti alla zona di comfort mentre tu provi disperatamente a trascinare i piedi in avanti, prova a sminuire l’importanza del compito/attività/esperienza che hai davanti:

ma che sarà mai andare al cinema da solo, è una sciocchezza! Volontariato all’estero? Via, sono già stato fuori casa per mesi… No, non  ho mai fatto cose simili ma non sto partendo volontario per la guerra!

Insomma, devi fregare la vocina maligna e farla sentire sciocca ed esagerata, come una nonna iperansiosa che ha bisogno di essere tranquillizzata più volte, e che non puoi permetterti di ascoltare troppo.

Ogni volta che tiro fuori lo snowboard mia nonna dice: “è pericoloso, proprio l’altro giorno un signore si è spezzato le gambe”. Dovrei veramente rimettere a posto la tavola? 

tecnica numero 3 –  Zac

Aspetti di essere di buonumore, in uno di quei giorni in cui ti senti infallibile e dubbi e paure non bussano alla tua corteccia cerebrale, poi fai quello che devi/vuoi fare.

Non sempre è possibile e, molto probabilmente, in un momento di calo dell’energia o della positività, quando l’ansia rifarà capolino, ti verrà il panico. A quel punto basta resistere alla tentazione di cancellare, disdire o quant’altro. You can do it!

Fossi in te resterei a casa…

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Lascia la coperta Linus!

Quella voce nel tuo cervello che si maschera come “voce della responsabilità”, in realtà altro non fa che impedirti di vivere al massimo. Voce del dubbio e della paura, ecco cos’è realmente.

Se iniziassi a darle retta e a cedere ai suoi ricatti, alla fine ti ritroveresti confinato sul divano con un catenaccio alla porta d’entrata, terrorizzato dal mondo esterno.

Sto esagerando? Forse, e non sto dicendo che devi seguire ogni idea balorda che ti viene in mente. Ma se ti rendi conto che è l’ansia a guidarti, fermati. Devi imparare a capire quando è ragionevole ascoltarla e quando le devi ridere in faccia (ricordi il post in cui si diceva di darle un aspetto “reale”? eccolo). 

Vola via dalla zona di comfort!

La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno.

Abraham Maslow

Usi altri tecniche? Scrivimi! E fammi sapere se queste 3 ti sono state utili.

Foto da Google Immagini

Che ansia!

5 rimedi veloci per arginare subito l’ansia

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Eccoci di nuovo a parlare di uno dei temi chiave del blog: l’ansia. Stavolta trattiamo di 5 rimedi veloci per curarla.

Innumerevoli articoli che spiegano come prevenirla, affrontarla e superarla in tutte le sue sfaccettature e illustrano tecniche bizzarre di ogni tipo per provare a stare meglio, ma alla fine lei è sempre là.

Il problema è che arriva all’improvviso, un attimo sei tranquillo e rilassato e l’attimo dopo ti assale una spiacevole sensazione allo bocca dello stomaco. Il battito accelera, il respiro si fa affannoso e la testa si perde in un vortice di pensieri assurdi. Talvolta si blocca del tutto. Ti ci ritrovi?

La cosa più importante da fare in questi casi è cercare di rallentare il sistema e impedire all’ansia di prendere il timone. Se abbiamo tempo i rimedi sono parecchi, ma se siamo in ufficio o abbiamo un impegno imminente la cosa è più complessa. Puoi provare con dei rimedi veloci.

Rallentare il sistema dici… casomai il contrario!rimedi veloci ansia

So che può sembrare strano sentirsi dire di rallentare, visto che quando l’ansia ti travolge è come se rimanessi bloccato all’interno del tuo stesso corpo, incapace di muoverti… più rallentato di così!

Ti distrai, ti estranei dall’ambiente circostante e rivolgi tutta la tua attenzione verso quella spiacevole sensazione interna, mentre il mondo esterno sembra scomparire o è alterato dalle tue percezioni distorte.

Anche se ti sembra di esserer bloccato, in realtà i sintomi fisici raccontanto un’altra cosa: tutto inizia a correre e pulsare senza freni.

Poiché l’ansia è soprattutto una proiezione insistente nel futuro, la difficoltà sta nell’ostacolare il flusso di pensieri negativi con dei rimedi veloci, incentrati sul portare tutta l’attenzione sul momento presente.

Come fare?

la conversazione

Se stai conversando con qualcuno e ciò che ha detto ti ha fatto scattare una serie di pensieri fuori controllo, cerca di riportare l’attenzione su chi hai davanti. Concentrati sul tono della voce, sulle parole, sui movimenti del suo corpo. Ascolta ciò che la persona sta dicendo, invece della voce nella tua testa che ha iniziato un percorso alternativo e delirante.

il movimento

Muoviti! Fai un po’ di stretching, alzati, cambia posizione, allontanati dal punto dove stai di solito (scrivania, sedia dell’ufficio), vai in bagno, fatti un giro. Meglio ancora, vai a prendere un po’ d’aria.

il tè

Se sei a casa o in ufficio preparati un tè verde. Sarebbe meglio evitare caffè e tè nero, perché possono peggiorare le cose, mentre il tè verde è più sano, non contiene eccitanti e combatte i radicali liberi, quindi limita gli effetti nocivi dello stress. Ha davvero moltissime proprietà, ma a noi interessa soprattutto l’effetto calmante e anti stress. Se non ti piace puoi provare le varianti con altri gusti (tè verde e vaniglia ad esempio) o sviare su camomilla e altre infusioni.

la lettura

Leggi qualsiasi cosa tu abbia a portata di mano, lentamente. Bada bene, lascia stare i social! Invece, leggi un articolo per intero, senza saltare i passaggi e concentrandoti sulle parole, oppure qualche pagina di un libro, purché sia qualcosa che leggi volentieri (che ne dici di un altro articolo del blog? 😉 ), non qualcosa che DEVI leggere per studio o lavoro.

l’attimo presente

Con mooolta calma, inspira ed espira più volte. Non avere fretta e concentrati sul fare respiri profondi.

Inoltre, qualunque cosa tu scelga tra queste nella lista, cerca di farla lentamente e di prestare attenzione ai sensi coinvolti. Se ti fai un tè, sforzati di percepire il calore della tazza, l’aroma, la sensazione di pace che si diffonde mentre lo sorseggi. Scaccia altri pensieri invadenti.

Tutte le azioni indicate dovrebbero aiutarti a calmarti in caso di lieve attacco d’ansia, perché riportano la concentrazione sull’attimo presente e sulla vita che scorre intorno a te. Si tratta, appunto, di rimedi veloci da applicare quando non hai tempo da dedicare ad attività più rilassanti.

Quando la soluzione è un’altra…

A volte, però, l’ansia è causata da qualcosa di specifico, ad esempio l’attesa di una notizia, nel qual caso conviene dedicarsi ad attività che tengano impegnate le mani, come dare una pulita alla casa o alla scrivania dell’ufficio, riordinare…

Infatti, saprai benissimo che per quanto tu ti possa sforzare la tua mente non riuscirà a sviare da pensieri ossessivi sulla notizia in questione, tanto vale abbandonare i calcoli, lo studio e cose simili e passare a qualcosa di pratico.

Allora che ne dici di provare e farmi sapere nei commenti quale tra questi rimedi veloci contro l’ansia ti è stato più utile?

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Che ansia!

Ansioso, perché ogni tanto conviene fare la valigia!

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Ti sei mai sentito ansioso durante un viaggio? Ne dubito.

In quanto ansiosa so bene cosa succede quando i pensieri negativi prendono il sopravvento e si delineano scenari tragici e improbabili nella mente, o semplicemente lievi preoccupazioni si trasformano in qualcosa di gigantesco. Tuttavia è davvero curioso come, a volte, in situazioni in cui l’ansia sarebbe quasi giustificata stranamente non se ne senta affatto. Di cosa sto parlando? Di quando sei in viaggio!

Lascia che mi spieghi.

L’ansia ha a che vedere con aspettative e paure, è il futuro che tormenta il presente. L’ansioso fatica a vivere il momento, perché la mente tende a proiettarlo sempre avanti, sempre oltre. Nella vita quotidiana è più probabile che questo avvenga, dal momento che ci sono molte incombenze a cui far fronte e cose da gestire e organizzare. A volte anche la cosa più insignificante, come prenotare una visita medica, all’ansioso può causare un certo stress.

La routine, se a volte aiuta perché è qualcosa di conosciuto e quindi percepito come meno rischioso, dall’altra tende a soffocare e a trasformare tutto in un dovere, causando ansia da prestazione e facendo sentire l’ansioso non all’altezza della situazione.

Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è l’opportunità di dare una mano a chi soffre d’ansia, svelando trucchi e strategie per gestirla meglio, oltre che per imparare a capirla.

Per questo, oggi voglio chiederti una cosa. Rifletti e rispondi a questa domanda:

hai mai notato se quando sei in viaggio hai attacchi d’ansia improvvisi o ti senti tutto il giorno quell’insopportabile  peso sullo stomaco?

La mia teoria, anzi più che altro la mia esperienza pratica, mi dice che è molto improbabile. Quando sei in viaggio, soprattutto in posti completamente nuovi, la tua attenzione è interamente sul momento presente. Tutto ciò che hai intorno è sconosciuto o quantomeno diverso, e richiede concentrazione.

Quando sei al 100% nel presente e concentrato sulla percezione di odori insoliti, sulla comprensione di norme culturali e sociali curiose, sulla vista di cose inusuali e così via, non c’è alcuno spazio per l’ansia. Non c’è spazio per pensare a domani, alle bollette da pagare, a cosa può succedere se perdiamo l’aereo.

C’è posto solo per il momento presente.

Se hai avuto un lungo periodo di ansia e stress e ne hai la possibilità, la cosa migliore è prenotare un viaggio. Non serve andare a Timbuctù, bastano due giorni in un posto nuovo per stimolarti, incuriosirti e spostare il focus dall’interno, cioè dai pensieri ossessivi che girano in circolano, verso all’esterno.

Il viaggio permette all’ansioso di ricordare che la vita è adesso. Se poi ti trovi ad affrontare situazioni incerte o spiacevoli, anche meglio!

Ma come, penserai, se sono ansioso già mi causa disagio andare all’estero, figuriamoci trovarmi di fronte a dei problemi!

Invece affrontare difficoltà all’estero ti farà sentire molto più pronto e forte di quanto la tua mente velenosa non voglia farti credere.

Se uscire per andare a un compleanno quando sei preda dell’ansia ti sembra un’impresa ciclopica, cosa succede se sei all’estero e costretto a socializzare con sconosciuti perché altrimenti resti solo? Panico? Forse, ma avrai fatto un importante gradino in più nella gestione dell’ansia.

ansiaCuriosamente, uno dei periodi in cui ho sofferto meno d’ansia in assoluto è stato quando ho vissuto in Turchia, al confine con la Siria, per un progetto che riguardava il sostegno all’infanzia e che poi ha finito per includere non solo i bambini turchi in ospedali e orfanotrofi, ma i moltissimi rifugiati che si erano riversati a Gaziantep per la guerra in Siria.

Lavorare ogni giorno in un ambiente disorganizzato, con continui arrivi e partenze di volontari stranieri, diversità culturale imperante, comunicazione non sempre facile e difficoltà varie, non solo non mi ha mai causato ansia, ma al contrario l’ha allontanata del tutto.

In 90 giorni di permanenza ne ricordo solo uno in cui sono stata ansiosa.

Magia? No, semplicemente con tante persone intorno e tante cose diverse da sperimentare ogni giorno la mia mente non aveva il tempo di perdersi in paure e preoccupazioni future.

C’era solo il qui e ora.

Non serve per forza un viaggio per stare meglio, né serve andare a fare esperienze particolari in posti esotici, ma non si può negare che viaggiare sia la cura migliore per riportare l’attenzione esclusivamente sul presente.

Ci sono molti altri modi per aiutarti a sentirti meno ansioso, ma viaggiare è il numero uno perché permette di:

  • sorprenderti e ritrovare la gioia nelle piccole cose
  • rafforzare la fiducia in te stesso e l’autostima per le sfide superate
  • riscoprire cosa vuol dire guardare il mondo con gli occhi curiosi di un bambino
  • obbligare la mente a fermarsi
  • riconnetterti con la persona che sei veramente, lasciando da parte l’ego preoccupato e ossessivo
  • ridimensionare le tue ansie e le tue paure e mettere le cose in prospettiva
  • apprezzare ciò che hai

Certo, non si può stare sempre in viaggio e non vuol dire che non ti troverai ad affrontare cose che potrebbero causarti addirittura più ansia del solito, ma in generale un viaggio mette un bel tappo in bocca alla voce malefica che ti sussurra nel cervello.

Più sei ansioso, più è il caso di uscire a farsi un giro. Se non puoi permettertelo per motivi di lavoro, studio o altro non preoccuparti, le alternative sono tante e le vedremo tutte! In caso contrario, però, fai la valigia.

Trovo l’estasi nell’atto di vivere – il semplice senso di vivere è gioia sufficiente

Emily Dickinson

Al solito, non dimenticarti di condividere quest’articolo con i tuoi amici più ansiosi, magari finirete per fare il viaggio della vita 😉 E lascia un commento, sono curiosa di sapere se questo metodo funziona anche per te o se quando sei all’estero ti capita di sentirti peggio e preferisci evitare di partire.

Se vuoi informarti sui vari progetti europei, come quello a cui ho partecipato in Turchia, ti consiglio la pagina Scambieuropei, al seguente link.

Se invece vuoi scoprire come questo blog può aiutarti a sconfiggere l’ansia leggi il primo articolo della sezione Che ansia!