Che ansia!

Accettare di non avere tutto sotto controllo

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Di nuovo a parlare di ansia? Tranquillo, è tutto sotto controllo…

Eh già, è un argomento ricorrente. Del resto, non basta certo una bacchetta magica per liberarsi di questa fastidiosa presenza. Ma cos’è che la fa tornare continuamente a farci visita? Te lo dico io: è quel bisogno incontrollabile di avere tutto sotto controllo e voler sapere esattamente come andranno certe esperienze, prima ancora di cominciare a viverle.

C’era una volta

Circa un mese fa sono arrivata a Berlino, con biglietto di sola andata. Oltre a un certo entusiasmo per essere tornata nella mia città preferita, ho provato anche un po’ di ansia, come sempre accade quando facciamo un fiducioso tuffo nel vuoto, senza sapere se atterreremo in piedi o ci schianteremo al suolo.

La mia valigia parlava chiaro: sarei potuta rimanere una settimana o a lungo termine. In quei 15 kg c’era veramente di tutto. E dimmi, per un ansioso non ti sembra già tanto?!

Non sono partita completamente all’avventura, mi ero in parte preparata. Al tempo stesso, però, non avevo un piano ben preciso, un contratto in tasca o chissà quale certezza.

tutto sotto controllo

Certamente non mi aspettavo che le cose sarebbero andate in modo così curioso: avevo messo in conto del tempo per trovare lavoro, ma ritenevo che altre cose sarebbero andate lisce come l’olio, o quasi.

Tuttavia la vita ama sorprenderci e capovolgere tutte le nostre aspettative, e si deve pure divertire parecchio a farlo. Fatto sta che mi sono ritrovata con un contratto di lavoro in mano in pochi giorni, ma con un po’ di problemi sul fronte alloggio e burocrazia. Niente di terribile, se non fosse che mi sono accorta che se non avessi fatto attenzione sarei incappata nella più classica delle trappole:

posticipare la gioia del presente in attesa di un momento futuro “perfetto”, in cui avrei avuto tutto sotto controllo.

Funziona più o meno così, come saprai:

Quando finalmente avrò finito con questa trafila burocratica, allora potrò…

Quando avrò una casa, allora potrò pensare a divertirmi e uscire…

Quando sarà tutto a posto e mi sarò sistemata, allora…

Quando… l’ansia se ne andrà.

NO.

Stavolta ho detto no

Si tratta del tipico atteggiamento del perfezionista: si vede già nel futuro, nella situazione desiderata ed è così concentrato su ciò che vuole che avvenga che perde il presente e posticipa la felicità, finendo vittima di ansia e stress.

Un po’ come chi pensa solo a lavorare e sopportare una routine quotidiana odiosa in vista di un grandioso giorno futuro, in cui potrà andare in pensione, godersi i soldi o fare le tanto agognate vacanze, per poi rendersi conto che ha sprecato l’unica cosa che aveva davvero un senso: il presente.

Esiste solo il presente.

Ecco perché stavolta ho detto no. Ho deciso che non avrei posticipato. L’ansia non se ne è andata, ma sicuramente si è fatta viva molto meno, perché ero troppo impegnata a sentire il sole sulla pelle mentre bevevo birra lungo il canale o mi sdraiavo in un parco. La burocrazia poteva aspettare, l’estate no.

Va bene non avere tutto sotto controllo subito.

Tra la ricerca di casa, altre scadenze e noie burocratiche avrei potuto bruciarmi uno splendido giugno nella capitale tedesca. Questa volta ho scelto di avere pazienza e procedere con più calma. Ho accettato di sentirmi in un limbo, a tratti anche un po’ faticoso.

Ma devo ammettere che questo limbo mi ha regalato bellissime emozioni ed esperienze.

Chi soffre di ansia è costantemente avanti. La situazione ideale invece dovrebbe essere la seguente: riuscire a vivere nel presente e apprezzarlo, mentre allo stesso tempo avere una visione del futuro che ci ispiri e ci entusiasmi.

Un bravo consulente

Bisogna imparare ad avere pazienza con noi stessi. Troppo spesso dispensiamo agli altri i consigli giusti, ma con noi stessi siamo giudici inflessibili.

Oggi voglio che tu provi ad essere compassionevole, gentile e paziente come lo saresti con un tuo caro amico in cerca di aiuto e supporto.

Solo che stavolta questo caro amico sarai tu stesso.

Perdonati per un errore, concediti di essere imperfetto, accetta la situazione attuale e smettila di proiettarti senza sosta verso il futuro.

Concentrati sul presente e scoprirai che è molto meglio di quello che sembra e che, comportandoti con più gentilezza e dimostrando maggior amor proprio, la tua ansia si affievolirà.

Non c’è niente da dimostrare, niente da raggiungere, niente da avere per poi poter fare questo o quello. Se avrò X allora potrà fare Y… NO, NO, NO.

Per oggi va bene così. Non devi avere tutto sotto controllo, anzi, lascia andare il timone e accetta di andare un po’ alla deriva. E vedrai che l’ansia si ritirerà in un angolino.

Ti girerai un attimo a cercarla, ma lascerai subito perdere perché il presente risucchierà tutta la tua attenzione.

Questo esempio della ricerca di casa e lavoro potrà sembrarti banale in confronto a tante altre situazioni più complicate che affrontiamo nella vita. Eppure a volte sono proprio le piccole cose di ogni giorno, come dover trovare il tempo per andare dal dentista o pagare una bolletta, che in qualche modo ci causano ansia. Vorremo aver già risolto quella grana, organizzato quel giorno, fatto la presentazione… vorremo poter saltare avanti nel futuro.

Ma sai una cosa? Così non impareresti niente. L’ansia si può gestire. E la volta dopo sarai più forte.

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