Cose da fare nella vita (Bucket list)

Couchsurfing: 8 motivi e 3 consigli per ospitare uno sconosciuto

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In questo post parlerò del couchsurfing e della mia prima esperienza come host, ovvero come persona ospitante.

Solo pochi giorni fa ho inserito sul sito una novità che penso si rivelerà interessante: la sezione progetti (accedi qui). Se hai avuto modo di dare una sbirciatina saprai non solo che il primo progetto in corso si chiama “bucket list”, ma anche che non ho perso tempo e mi sono impegnata per cominciare subito a completare la mia missione, tant’è che ho già barrato un’esperienza della lista, cioè ospitare qualcuno con couchsurfing  😉

Che ne dici di cominciare subito?

Lo scopo del progetto bucket list non si limita certo ad una lista di cose da fare nella vita! Al bando questi egocentrismi… vorrei invece ispirarti a fare la tua lista personale e soprattutto raccontarti di ciò che imparerò portando a termine il progetto.

L’obiettivo, insomma, come sempre è condividere e crescere.

Se non sai cos’è il couchsurfing (surf tra i divani?!)

Si tratta di una piattaforma online che permette ai viaggiatori di essere ospitati gratuitamente dai locali. L’obiettivo è conoscere le persone del posto e fare nuove amicizie, nonché immergersi nella cultura locale risparmiando sull’alloggio.

Gli utenti si lasciano l’un l’altro delle referenze, fondamentali sia per ospitare che per essere ospitati, dal momento che in entrambi i casi una buona reputazione online è la chiave di accesso per un’esperienza positiva.

Al contrario di quanto pensano in molti NON si tratta affatto di un sito per trovare l’anima gemella o avventure di una notte (in inglese ONS, ovvero one-night stand).

La mia esperienza

Sono stata ospitata due volte in Turchia, mentre ero in viaggio con amiche e volevo conoscere locali, ed una in Inghilterra, dove mi sono recata per un test di ammissione a un corso universitario.

Essendo state tutte esperienze positive, mentre completavo la bucket list mi sono chiesta come sarebbe stato ospitare e ho deciso di inserire l’esperienza tra le cose da provare almeno una volta.

La spinta fondamentale per me è stata quindi la curiosità, ma anche il desiderio di cambiare e godere della compagnia di persone nuove per qualche giorno.

Com’è andata?

Pochi giorni dopo aver aggiornato il mio profilo su couchsurfing.com ho ricevuto le prime richieste di alloggio e il fine settimana ho ospitato subito un ragazzo americano, Preston, e un ragazzo tedesco di origine eritrea, Daniel. Due esempi opposti di comportamento, in ogni caso entrambe persone corrette ed amichevoli.

Di seguito 3 cose che ho imparato da questa esperienza e che conviene tenere presente.

Difficoltà/consigli:

  • non è sempre facile capire cosa uno sconosciuto che viene ospitato si aspetta dall’ospitante, è quindi meglio chiarire il più possibile (dalla sistemazione letti alla disponibilità di asciugamani… senza dimenticare la questione dei pasti che, forse, è la più complessa).
  • ci sono persone che sono totalmente indipendenti e hanno solo bisogno di qualche dritta sui posti da visitare, mentre altre che invece preferiscono passare molto tempo in compagnia di chi ospita, rendendo a volte le cose un po’ difficoltose. Anche qui, se si hanno impegni meglio essere chiari sin da subito. Non dimenticare, tuttavia, che se ospiti vuol dire che sei interessato a condividere e conoscere.
  • le referenze quasi mai sono al 100% affidabili e obiettive e difficilmente se ne lasciano di negative, a meno che l’esperienza non sia stata proprio terribile, quindi non aspettarti che vada sempre tutto liscio come l’olio. Qualche momento di incomprensione o imbarazzo, così come qualche barriera culturale o difficoltà di comunicazione è inevitabile con persone che non si conoscono affatto e, all’improvviso, si ritrovano a “invadere” il tuo spazio privato.

Devo dire che questa prima esperienza come host è stata piacevole.

Con Preston ho avuto conversazioni molto interessanti sulle sue ambizioni personali e sugli Stati Uniti in generale. Ha deciso di viaggiare per l’Europa per sei mesi senza telefono e senza mai prendere aerei, e questa scelta inusuale mi ha affascinata. Anche l’altro ospite è un tipo interessante, abbiamo condiviso un ottimo pasto vegano perché ha cucinato in cambio dell’ospitalità… meglio di così!

Sicuramente un lato positivo del couchsurfing è la possibilità di incontrare sconosciuti con obiettivi e aspirazioni singolari, che possono ispirarci o mostrarci modi diversi di vivere.

Preston, ad esempio, lavora nei parchi degli Stati Uniti come Guardia Forestale, vive in Wyoming, in un chalet di legno che condivide col resto del team, e ha spesso incontri inaspettati con gli orsi della zona. Dopo aver visitato Svezia e Germania si recherà a fare sci d’alpinismo nei Balcani e… in Marocco! Ad aprile sarà di ritorno negli Stati Uniti e, se necessario, lavorerà nei giganteschi campi (fino a 2500 persone) che vengono allestiti quando si propagano grossi incendi.

Grazie a Daniel, invece, ho conosciuto la nazionale tedesca di Snowboard, a Cortina in occasione dei Mondiali. Ti assicuro che gli sportivi di questo livello prendono sia lo sport che le feste molto sul serio, danno il massimo in tutto!

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Alla Coppa del Mondo di Snowboard

Perché dovresti provare

Ti consiglio di provare il couchsurfing, ecco perché:

  • è bello conoscere le storie degli altri e farsi stupire, ti fa tornare un po’ bambino.
  • indubbiamente è un modo fantastico per ampliare le proprie vedute e conoscere meglio il mondo (no, nella mia ignoranza non sapevo che a due ore da Los Angeles in California ci fossero le montagne e si potesse sciare).
  • è un ottimo modo per condividere la propria cultura o le proprie passioni (quello nella foto è Preston, che si sta divorando il formaggio di Asolo, il Landjäger – salame sudtirolese – e l’olio toscano extra vergine franto da mio padre… non si può dire che non abbia apprezzato).
  • è il metodo ideale, gratuito, per chi vuole migliorare le proprie abilità liguistiche!
  • ricorda ai cittadini come me, che si stupiscono sempre delle abitudini nei piccoli paesi, che ogni tanto degli altri ci si può fidare! Appena Preston è arrivato, senza averlo mai visto prima, gli ho lasciato le chiavi di casa. A me toccavano altre due ore in ufficio.
  • ti permette di avere un punto di vista alternativo sulla tua stessa cultura. Vedere le foto di Preston su Facebook e notare i dettagli delle città e dei paesaggi italiani che ha fotografato mi ha fatto scoprire la sua prospettiva.
  • aiuta a superare la timidezza e a migliorare le proprie doti di comunicazione. Fa piacere, ogni tanto, riscoprirsi e vedere come reagiscono dei perfetti sconosciuti ai nostri comportamenti.
  • rende un po’ più umili e tolleranti e ci ricorda che il mondo è vasto e che, anche cose che diamo per scontato, non lo sono affatto…

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    Assaggio di olio toscano. 

La ciliegina sulla torta:

Dopo aver spiegato a Preston cos’è una moka per il caffè e come si usa ho avuto una bella sorpresa, infatti i due giorni successivi mi ha fatto trovare il caffè pronto appena alzata!

Conclusione

Se tieni presente i 3 punti espressi precedentemente (difficoltà/consigli) e ospiti solo persone con referenze, sono certa che sarà un’esperienza interessante.

Io ho già acconsentito ad ospitare altri viaggiatori, una coppia di ragazzi ucraini, tra cui una ragazza che parla ucraino, russo e qualche parola d’inglese. Sarà un ottimo incentivo per fare pratica con quel poco di russo che mi resta in testa.

Oh, dimenticavo, un’altra cosa bella del couchsurfing è che a volte sai cose molto intime delle persone. Tipo? Io so che quando questa coppia verrà a trovarmi lui le chiederà di sposarlo! Se non è bello essere parte di un tale ricordo…

Ti è piaciuto l’articolo? Leggi qui il post sul perché dovresti fare una bucket list! 

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