Che ansia!

ansioso, ecco come ampliare la tua zona di comfort!

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Sulla zona di comfort

Rieccoci a parlare di ansia! Del resto è uno dei temi centrali del blog proprio perché è un problema che ci accomuna un po’ tutti e scommetto che, ora che siamo sotto le feste, anche tu inizi a sentirti un po’… ma, non ci pensare!

Passiamo subito ad affrontare un argomento importante: la zona di comfort.

Come immagino tu sappia, la zona di comfort (dall’inglese comfort zone) altro non è che un concetto con cui si indicano l’insieme di esperienze di vita che ti sono conosciute e lo stato psicologico in cui ti trovi quando affronti situazioni che ti sono familiari e non ti causano stress.

Le abitudini ne sono parte e in generale lo è anche tutto ciò che fai regolarmente, che conosci e puoi facilmente prevedere, incluso tutto ciò che intralcia l’armonia quotidiana, come scontrarsi con un collega o andare male a un’interrogazione: niente di nuovo.

Oltre la zona di comfort si estende la zona di apprendimento (learning zone) che invece rappresenta ciò che non conosci, di cui non hai alcuna esperienza e che può quindi causarti disagio.

Eppure quante sorprese ti aspettano là fuori!

Cosa c’entra tutto ciò con l’ansia?

Abbandonare la zona di comfort per avventurarsi in acque sconosciute presuppone una grossa sfida. E non sto mica parlando di compiere chissà che cosa straordinaria!

A volte anche qualcosa di semplice come un leggero cambiamento di programma, un invito a partecipare ad un nuovo evento, un’attività insolita o una proposta diversa ci spingono ad ampliare la nostra zona “protetta”. E se può essere difficile per tutti, figuriamoci se non lo è per un ansioso!

Sarebbe bene allargare il più possibile questa celebre zona di comfort.

Così come fa un bambino che comincia senza fretta ad esplorare ogni parte della casa gattonando, anche tu ogni giorno dovresti cercare di inglobare ciò che sta all’esterno della tua zona di comfort.

Chi soffre d’ansia certi giorni ha difficoltà ad affrontare anche una cosa banale e fatta decine di volte in precedenza, figuriamoci mettersi a fare il conquistador!

E invece, caro il mio ansioso, ampliare la zona di comfort è ancora più importante per te che vorresti ritirarti sotto le coperte e scappare dagli impegni… imponiti di crescere! Se sei pronto a correre il rischio, la vita dall’altra parte è spettacolare. Questa perla di saggezza è di Grey’s Anatomy 😉

Passiamo ai fatti

Non voglio certo finire il post dicendoti di ampliare la tua zona di comfort perché ti fa bene per poi abbandonarti! Non ti fidi? Dai, ecco 3 tecniche che possono esserti utili per renderla sconfinata.

tecnica numero 1 – Lancio rapido

Lanciati, prima ancora di dare tempo alla voce maligna nel tuo cervello di intervenire e bloccarti!

Come scusa?

Quando dovresti o vorresti fare qualcosa, ma l’istinto sarebbe quello di scappare a nasconderti perché ti senti inadeguato o intimidito dal compito, lanciati. Ho sviluppato questa tecnica nel tempo, per evitare di finire nella passività. Non volevo permettere che, proprio nei momenti più inopportuni, l’ansia mi impedisse di partecipare, dare il meglio di me, scoprire… Perciò, ho sempre alzato la mano per prima, prenotato viaggi da sola, deciso che sarei partita verso nuovi orizzonti, accettato di partecipare a esperienze che mi intimorivano (tipo autostop sulle autostrade turche, sempre in compagnia, ma non raccomandabile) ignorando la voce nel cervello che mi sussurava…

MA CHE STAI FACENDO?!

In pratica il trucco sta nell’agire così in fretta da non dare il tempo a quei sussurri di diventare velenosi e paralizzarti. Rapidità ed efficienza, prova!

tecnica numero 2 – Sfinimento

Se ormai la voce nel cervello ha preso il sopravvento e sta cercando di ancorarti alla zona di comfort mentre tu provi disperatamente a trascinare i piedi in avanti, prova a sminuire l’importanza del compito/attività/esperienza che hai davanti:

ma che sarà mai andare al cinema da solo, è una sciocchezza! Volontariato all’estero? Via, sono già stato fuori casa per mesi… No, non  ho mai fatto cose simili ma non sto partendo volontario per la guerra!

Insomma, devi fregare la vocina maligna e farla sentire sciocca ed esagerata, come una nonna iperansiosa che ha bisogno di essere tranquillizzata più volte, e che non puoi permetterti di ascoltare troppo.

Ogni volta che tiro fuori lo snowboard mia nonna dice: “è pericoloso, proprio l’altro giorno un signore si è spezzato le gambe”. Dovrei veramente rimettere a posto la tavola? 

tecnica numero 3 –  Zac

Aspetti di essere di buonumore, in uno di quei giorni in cui ti senti infallibile e dubbi e paure non bussano alla tua corteccia cerebrale, poi fai quello che devi/vuoi fare.

Non sempre è possibile e, molto probabilmente, in un momento di calo dell’energia o della positività, quando l’ansia rifarà capolino, ti verrà il panico. A quel punto basta resistere alla tentazione di cancellare, disdire o quant’altro. You can do it!

Fossi in te resterei a casa…

zona di comfort
Lascia la coperta Linus!

Quella voce nel tuo cervello che si maschera come “voce della responsabilità”, in realtà altro non fa che impedirti di vivere al massimo. Voce del dubbio e della paura, ecco cos’è realmente.

Se iniziassi a darle retta e a cedere ai suoi ricatti, alla fine ti ritroveresti confinato sul divano con un catenaccio alla porta d’entrata, terrorizzato dal mondo esterno.

Sto esagerando? Forse, e non sto dicendo che devi seguire ogni idea balorda che ti viene in mente. Ma se ti rendi conto che è l’ansia a guidarti, fermati. Devi imparare a capire quando è ragionevole ascoltarla e quando le devi ridere in faccia (ricordi il post in cui si diceva di darle un aspetto “reale”? eccolo). 

Vola via dalla zona di comfort!

La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno.

Abraham Maslow

Usi altri tecniche? Scrivimi! E fammi sapere se queste 3 ti sono state utili.

Foto da Google Immagini

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