Che ansia!

6 trucchi per sconfiggere l’ansia da rientro

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Ansia da rientro

Che brutta cosa tornare e sentirsi invadere da quello strano malessere, senza saperlo neanche bene identificare… no, non è solo malinconia, né fretta di riadattarsi e riprendere il ritmo abituale.

Si tratta di qualcosa di più subdolo: si chiama ansia da rientro.

Non alzare il sopracciglio, il termine non l’ho mica inventato io! Se cerchi su google troverai articoli interi sull’irritabilità, lo stress, la fatica di rientrare in quella, che per molti, è l’asfissiante ruota del criceto.

Ansia da rientro dalle ferie o da un viaggio intenso, ma anche (si spera di no!) dall’ospedale, da un periodo di riposo… in generale da qualsiasi cosa rappresenti uno stacco dalla routine.

Immagina

Hai finalmente fatto quel viaggio che intendevi fare da tempo… un periodo più o meno lungo di avventure, esperienze, scoperte. La tua mente è stata sempre concentrata sul momento presente. Non ha avuto tempo di perdersi in ansie, paura, costruzioni mentali inutili su futuro e passato. C’era solo il presente.

Poi, improvvisamente, è giunta l’ora di rientrare.

Il senso di fare un viaggio o di prendersi un periodo di stacco sta proprio nell’interrompere la quotidianità e tutto ciò che è conosciuto e scontato, ma presto o tardi dovrai tornare, caro mio!

ansia da rientro
Come si potrebbe mai voler lasciare un posto così?!

E, se sei un ansioso, molto probabilmente troverai la cosa difficile: riorganizzarsi e riabituarsi alla normalità appare come un compito estenuante.

Ah, tornare…

Mi è successo proprio in questi giorni, appena sono rientrata da un’esperienza splendida: un mese zaino in spalla in Indonesia.

Non ricordo di aver mai avuto ansia mentre mi trovavo là, a parte gli ultimissimi giorni, in cui si è fatto strada proprio quel diffuso malessere.

Ho provato a cambiare il volo di rientro, ma ormai era tardi per questo tipo di intervento. Ho provato anche a organizzare schematicamente le cose da fare al rientro, in modo da non farmi travolgere dall’ansia. Un po’ è servito, ma giusto per limitare l’ansia, non per eliminarla del tutto.

Infine, ormai a casa, è bastato poco per scombussolarmi.

Basta un attimo per finire preda dell’ansia, intrappolati in una rete di pensieri e sensazioni sgradevoli. Come fare in questi casi? Riadattarsi non è facile.

Sarà l’ambiente circostante, un ambiente in cui abbiamo già provato ansia, che fa scattare automaticamente queste sensazioni, o è una cosa indipendente dal luogo e che dipende dalle nostre aspettative irrealistiche sul rientro?

O magari è solo che non vorremmo essere di nuovo a casa e dobbiamo farci una sorta di violenza mentale per tornare a incastrarci nel quotidiano, da qui lo sfogo dell’amica ansia, che invade la mente per dirci che staimo facendo una sciocchezza.

Robot all’azione

Le menti ansiose amano programmare perché dà stabilità, salvo poi andare in panico perché una programmazione eccessiva non permette di stare al passo con le aspettative.

Un bel corto circuito.

Non importa che si tratti di liste mentali, appunti chilometrici, cose semplici come andare dal dentista o più complicate come cambiare casa ecc., quando bisogna abituarsi a rientrare nella routine l’ansia da rientro è felicissima di tormentarci.

Che fare?

Conviene innanzitutto procedere con calma. Più facile a dirsi che a farsi, come sempre 😀

Ecco alcune soluzioni utili:

fai liste essenziali e ordinate, non perderti a scrivere sciocchezze/ovvietà. Poi fammi sapere, io su questo punto sbaglio sempre. Scrivo liste ovunque, caotiche e piene di cose inutili che fanno, indovina un po’, solo venire ansia!!!

suddividi le cose da fare in blocchi di 10/15 minuti e dedicati ad una cosa per volta. L’altro giorno avrò cominciato non so quante attività diverse senza finirne una e, guarda caso, alla fine ero nel caos.

fai prima le cose più noiose e apparentemente insignificanti, quelle che richiedono un minimo sforzo ma che non ti prendi mai la briga di fare (suvvia, che ci vuole a chiamare il dentista per prendere un appuntamento!? Sì, hai ragione, infatti tra un attimo lo chiamo…)

non rimandare le cose a cui tieni e che rischiano di essere posticipate alle calende greche, per esempio sistemare le foto. Più avanti, se non te ne sarai occupato, ti dispiacerà e ti sentirai in colpa.

stabilisci delle tempistiche realistiche! Ah, questa non ti piace, vorresti avere tutto sotto controllo entro mezza giornata, forget about it.

l’ultimo consiglio, ma il più importante. Sii indulgente. L’ansia è spesso la migliore amica del perfezionismo più agguerrito, se smussi gli angoli e abbassi l’asta di aspettative/doveri/responsabilità anche la tua ansia si ritirerà un po’ nel suo angolino. Da bravo, impara ad essere più paziente.

Inoltre, nel caso tu stia veramente facendo fatica a riadattarti alla normalità e la vocina nel tuo cervello ti stia gridando come un’ossessa “ma cosa ci faccio quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?!”, l’intervento urgente che ti suggerisco è quello della meditazione.

Ti aiuterà a calmarti e rimetterà le cose in prospettiva.

coraggio

Ogni cambiamento può essere portatore d’ansia, ci sono perfino persone che proprio per questo motivo non amano affatto andare in vacanza, partire per posti sconosciuti o partecipare ad attività che esulino dal conosciuto.

Se invece sei un’entusiasta, ma poi accusi l’ansia da rientro, fatti coraggio, con qualche trucchetto andrai alla grande.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, tienilo presente in caso tu debba affrontare a breve una fase di assestamento.

L’ansia da rientro si può tenere sotto controllo e, dopotutto, perché preoccuparsi? Ti rimando a questo breve video in inglese (tranquillo, è facile facile e dura un minuto), che con la sua semplice ironia può aiutarti a superare il trauma da rientro.

Fammi sapere se l’articolo ti è piaciuto! Sarei curiosa di sapere se anche tu soffri di ansia da rientro e se, soprattutto, alcuni dei punti menzionati sopra ti sono stati utili.

Se ti interessano altri articoli sull’ansia ti rimando alla sezione dedicata del blog, buona lettura.

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